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Frutta di Martorana

Considerando questo periodo dell’anno, mi sembra doveroso postare la foto di una delle tradizioni pasticcere siciliane più particolari e antiche di sempre: la frutta di Martorana. Un mix di arte e cucina, che si sovrappongono e fondono, dando vita a qualcosa di veramente inimitabile e caratteristico, che celebra nella sua bellezza e bontà la festività dei morti, nel periodo di novembre. Deliziosa comunque da mangiare in qualsiasi giorno dell’anno, la frutta di Martorana è il decoro più colorato delle vetrine delle migliori pasticcerie siciliane. La “pasta reale” o pasta di mandorle finemente lavorata, costosa e pregiata è l’elemento principale per la realizzazione di questi meravigliosi frutti in miniatura. Alcuni sono poi dipinti e curati nei dettagli così bene da sembrare veri.

Nonostante il costo elevato, che a volte si aggira intorno ai 30 euro al kg, gli intenditori non rinunciano mai all’acquisto di questi piccoli e deliziosi capolavori, per la gioia dei più piccoli, ma anche dei grandi, ovviamente. Oltretutto, considerando la materia prima di cui è fatta, si conserva benissimo a lungo.

A volte poi è così bella che viene quasi la pena mangiarla, non credete? Ma noi la mangiamo lo stesso!

Curiosità storiche

Si pensa che la frutta di Martorana fu inventata dalle monache del Monastero di Martorana, fondato a Palermo dalla nobildonna Eloisa Martorana nel 1194. La leggenda narra che le monache prepararono questi capolavori di arte culinaria nel Basso Medioevo, in occasione dell’arrivo dell’arcivescovo o di Carlo V. Difatti sostituirono con la frutta di Martorana i frutti che avevano colto dal loro giardino, che era famoso per essere sempre florido e curatissimo. In sostanza avevano voglia di stupire al meglio il loro ospite, addolcendo il suo arrivo con una sorpresa colorata e inaspettata. Non sappiamo molti altri dettagli in proposito, ma di fatto la frutta di Martorana è diventata una tradizione che si tramanda indenne da ben 500 anni.

Bar pasticceria Siracusa a Gela:

Per quel che mi riguarda, ricordo che la mia prozia Rosa Siracusa, famosa pasticcera gelese, era bravissima nel realizzare della squisita e bellissima frutta di Martorana. Era la numero uno in assoluto nel suo campo. Ricordo con nostalgia il suo operato a dir poco perfetto. Si contraddistingueva per essere una donna instancabile a lavoro, poichè spinta da autentica passione per quello che faceva. Passava davvero giornate intere a produrre dolci di ogni tipo, da vendere poi al bar.

Da piccola ero veramente rapita da questo tipo di prodotti. Anche i pupi di zucchero andavano fortissimo a Novembre. Ci sono festività, periodi, che hanno bisogno di essere caratterizzati con alcuni alimenti precisi. Il panettone o il pandoro a Natale, le uova di cioccolato a Pasqua, le frittelle a Carnevale e la frutta di Martorana a Novembre.

Ma poi ci pensate a quanto grigio è Novembre?

Penso dunque che questi frutti siano davvero perfetti per colorare un periodo dell’anno di transizione, che ci conduce, forse con amarezza, verso il freddo inverno.

Ed è proprio questo tipo di amarezza che viene letteralmente spazzata via da tanta dolcezza e bontà.

A tal proposito, sento di dover pubblicizzare il bar pasticceria Siracusa a Gela, dove da quasi cento anni l’arte culinaria pasticcera si propaga, allietando i clienti della località, ma anche turisti provenienti da tutto il mondo.

Se passate dal centro storico, non potrete non fermarvi.

Un abbraccio foodlovers! Alla prossima.