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I miei primissimi arancini

Carissimi amici foodlovers, se vi state chiedendo che fine ho fatto, sappiate che non sono sparita e oggi vi mostrerò i miei primissimi arancini. Ultimamente ho scritto poco e niente qui e non pubblico nulla praticamente da sei giorni. Non ho comunque smesso di cucinare, anche cose nuove che potrebbero interessarvi, ma non voglio spoilerarvi nulla.

La quarantena è sicuramente difficile ed è triste pure abituarvisi. Noi però non vogliamo perderci d’animo e vogliamo allietare al massimo la vita all’interno delle mura domestiche. In fondo la felicità dobbiamo cercarla dentro di noi e non dentro un luogo. Quindi credo che a prescindere dallo stare relegati in casa, possiamo davvero trovare delle ragioni per rendere ogni giorno speciale. Dedicandoci alle nostre passioni, soprattutto.

Da giorni avevo in mente di preparare gli arancini. Non potendo andare in nessun locale, a sedermi comoda e ad aspettare qualcuno che me ne servisse uno caldo, ho pensato bene di darmi una smossa e provarci io.

Ci ho fantasticato su giornate intere, come mi capita spesso di fare per ogni nuova cosa che desidero portare in tavola. Non li avevo mai fatti. Potrete quindi immaginare la mia euforia alle stelle. Di certo però non avrei mai creduto che i miei primi arancini sarebbero stati ai funghi. Ebbene si, avete capito bene. Niente classico ragù. Almeno per questa volta.

Perché ai funghi? Lunga storia…

No, in realtà non è così lunga. Ve la racconto.

In sintesi stiamo in quarantena. La spesa la si fa ogni chissà quanto e buttare anche solo un tozzo di pane o l’avanzo di non so che ci rende dei perfetti idioti. Bisogna ottimizzare tutto, non gettare via niente. Inventarsi la qualsiasi per sfruttare al meglio le provviste in casa. Fa parte della quarantena, in fondo. Ma dovrebbe essere sempre così per rispetto del cibo e del denaro e di chi non ha né cibo, né denaro.

Io avevo mezza confezione di funghi champignon da giorni. Ho dovuto obbedire al buon senso di consumarli prima che diventassero immangiabili. Pertanto ci ho fatto un delizioso risottino (tipo questo)–> https://blog.giallozafferano.it/franpasefora/risotto-ai-funghi-champignon/

e il giorno dopo, cioè stasera… I miei primissimi arancini. Fantastico amici.

https://blog.giallozafferano.it/franpasefora/arancini-siciliani-con-risotto-avanzato/
Qui c’è la ricetta perfetta di Erme.

Intanto oggi appallottolare quel risotto ai funghi, dopo averlo farcito con del Galbanino a cubetti, è stato troppo divertente ed emozionante.

Mi ha ricordato quando da piccola andavo al mare con i miei parenti. Una mia prozia, dai grandissimi occhioni azzurri mi chiedeva le polpette. Io allora iniziavo a fare delle palline di sabbia e mi divertivo a farle più tonde che potevo, più compatte che potevo. Più o meno è andata come in quei momenti lì. Stesso impegno. Stessa voglia di stupire, di stupirmi.

Come prima volta non posso lamentarmi. Andavano fatti, per farli sempre meglio e raggiungere il mio ideale di perfezione. Mi ritengo soddisfatta e felice.

Anche io, che gioco a fare la foodblogger, leggo i blog. Credo lo facciano tutti i blogger.

Dovevate vedermi poco prima di friggerli. Li avrei voluti pronti dopo un minuto per assaggiarli subito, per scoprire immediatamente come fossero venuti. Pochi attimi prima di tuffarli nell’olio stavo lì a cercare cosa dovevo fare per capire se l’olio fosse già caldo abbastanza. Di certo non potevo immergervi un dito. Così ho letto della “prova della mollichina”, che se messa nell’olio inizia a sfrigolare impazzita, allora significa che ci siamo. E via con la frittura.

Non abbiate fretta per gli arancini, mai.

Ci vogliono almeno due giorni per farli e quando li cuocete, dieci minuti abbondanti. Altrimenti il formaggio dentro non si scioglie bene. Vale la pena essere pazienti. Come per tutte le cose buone. Come per tutte le cose belle che meritano attesa.

Oggi oltretutto due persone di mia conoscenza, dopo avermi chiesto consiglio in privato, si sono fatte ispirare da me per preparare delle cose e questo mi ha resa oltremodo contenta.

Significa che questo blog non è un messaggio in una bottiglia, perduto in mare aperto. Il mio blog ha un eco. Un eco che mi ricorda ogni volta che sono sulla strada giusta. Una strada fatta di ispirazione che ispira anche il prossimo.

La gente che mi segue percepisce l’amore che metto in quello che scrivo, in quello che cucino e più in generale in ogni cosa che faccio e questo per me conta più delle visite e delle statistiche che si alzano.

Spero che come me abbiate passato dunque una piacevole domenica. Vi mando un caloroso abbraccio, foodlovers. Alla prossima ricetta. Al prossimo pensiero. Quello che non smette mai di unirci.

I miei primi arancini siciliani (ai funghi)