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Perché voglio diventare una blogger di successo

Cari amici foodlovers, avete letto bene, in questo articolo vi parlerò di qualcosa di personale. Qualcosa di troppo intimo, che fin’ora ho saggiamente evitato di proporre qui. Ho parlato di tanti come.

Come si fa questo, come faccio quello, come cucino quest’altro.

Si sta qua per la semplice ragione di diffondere ricette, dare spunti, idee da portare in tavola. Nulla più. Tanti come, qualche quando, pochi o nessun perché. Ma perché diamine sto qua dunque? Perché vi scrivo così spesso?

Sto scappando, amici.

Sto proprio correndo verso l’ottimismo, verso le cose che mi piacciono, per non fossilizzarmi su tanto, troppo altro. Siamo in una società in cui è davvero dura trovarsi un avvenire. So che il mio blog non mi arricchirà. Non oggi. Ma guadagnarmi qualcosa, con i miei sforzi, partendo da zero mi eccita da morire.

Sono una siciliana, vittima dei lavori in nero, dei contratti fatti a modo loro, dei licenziamenti improvvisi. Non importa chi tu sia, quanto tu sia intelligente, quanto tu valga. A molti servono solo degli schiavi, da usare e buttare e, se ti trovano, potresti andare bene pure tu, che sei una bella e brava persona.

Non c’è niente di meglio che lavorare senza essere sotto allo stronzo di turno, che ti sgrida al primo intoppo, che ti fa violenze mentali e ti spreme come un limone se il profitto non va come dice lui, se le sue tasche non si gonfiano esponenzialmente. Indovinate un po’ come? Con il vostro sudore, con la vostra fatica, con tutte le vostre energie, cuore e sangue.

Ormai anche chi ha un buon titolo di studio, come una laurea, trova difficoltà a trovare un’occupazione e poi a dominarla, a trovarsi bene, a suo agio. Immaginate dunque come sta la situazione per chi invece ha solo un diploma. Un disastro. Al sud, poi.

Così mi domando, perché non posso essere libera? Per quale spietata ragione non posso essere capa di me stessa? Mi piace scrivere, dunque scrivo. Mi fa un sacco bene. Spero faccia bene pure a voi leggermi.

Il mio perché è quindi molto delicato. Non so se nemmeno se ve lo siete mai chiesti, se avevate bisogno di questo mio fortissimo perché, per leggermi, seguirmi. Ora ce l’avete. Il blog per me è un trampolino di lancio verso un sogno grande quanto il mare. Già, proprio il mare. Ci pensate? Se non siete sotto nessun datore di lavoro, non avrete orari, impegni. Gestirete tutto voi. D’estate quindi potrete andare al mare. Proprio così. Fantastico.

La vita è così breve per marcire nell’insoddisfazione. Io voglio fare quello che voglio. Voglio scegliermi perfino i doveri. Dirigerli io. Avrò questo diritto? Non ho scelto nemmeno di nascere, potrò essere libera almeno di scegliere come vivere?

Mi piace scrivere. Da morire. Mi affaccio, vedo Ortigia, penso a cosa dovrò cucinare stasera. E poi penso a voi, che mi leggete e sento che vi state affezionando a me, come ci si affeziona ad una fede, ad un ideale, ad una magia. Per un attimo mi sento così immensa.

Lo sentite il mio perché? Ora sta bisbigliando piano, ma sa anche gridare forte, forte, forte. Se vi ha raggiunti, seguitemi. Non sarò sto grandissimo spettacolo di intrattenimento, ma forse le mille e più foto scattate ai piatti che mangio, mi serviranno.

Grazie al blog ho trovato un senso alla sciocca mania di fotografare il cibo. Ogni piatto era tipo un’opera d’arte che andava immortalata. Ora ci posso attaccare una didascalia, la mia ricetta e tutto questo diventa un pretesto per stare qui. Per avere un pubblico: il mio. Scendo dal piedistallo, prima che cado come una pera cotta e mi spappolo. Intanto grazie, grazie che ci siete. Spero ci siate sempre. Alla prossima.