Cottura dei cereali per assorbimento
La cottura dei cereali per assorbimento — chiamata anche metodo pilaf — è uno dei metodi più antichi e sani per preparare i cereali integrali. È il metodo più usato in macrobiotica e macromediterranea, e una volta che lo si impara, difficilmente si torna indietro.
In questa guida trovi tutto quello che ti serve: dall’ammollo alla tostatura, dai tempi di cottura ai consigli sulla scelta delle pentole. E qualche opinione personale, perché in cucina l’esperienza diretta vale quanto qualsiasi manuale.
Nota: per semplicità chiamerò tutti i chicchi “cereali”, anche se tecnicamente alcuni — come quinoa, amaranto e grano saraceno — sono semi di piante diverse.

Prima di tutto: scegli cereali biologici
È il punto di partenza. Nel germe dei cereali si concentrano i pesticidi, nella crusca le sostanze chimiche. Acquistare biologico non è solo una questione di moda: è la scelta più coerente se vuoi davvero portare in tavola alimenti sani e integrali.
Cos’è la cottura per assorbimento?
Nella cottura per assorbimento i cereali cuociono in una quantità precisa di acqua — senza scolarli — finché tutta l’acqua viene assorbita. Si porta a bollore, si abbassa la fiamma al minimo, si mette il coperchio e si lascia cuocere senza mescolare. A fine cottura si lascia riposare qualche minuto, per permettere al chicco di gonfiarsi bene.
Il risultato è un cereale asciutto, sgranato e pieno di sapore, molto diverso da quello lessato nell’acqua abbondante.

Perché mettere i cereali in ammollo?
L’ammollo è uno di quei passaggi che si tende a saltare, ma ha un motivo preciso: riduce i fitati (sali dell’acido fitico), che sono antinutrienti presenti nei cereali integrali. Questi sali non sono assimilabili dall’organismo e possono ostacolare l’assorbimento di calcio, zinco, ferro e rame.
L’ammollo aiuta anche a ridurre la presenza di arsenico (particolarmente rilevante per il riso) e di metalli pesanti come il cadmio.
Vale la pena però fare una precisazione: gli studi più recenti stanno in parte rivalutando i fitati, riconoscendo loro proprietà chelanti che potrebbero risultare protettive contro certi tipi di tumore. Quindi non facciamone un’ossessione: quello che è certo è che la bollitura a 100°C degrada la maggior parte dei fitati, essendo questi termolabili.
Come precauzione aggiuntiva nell’acqua di ammollo puoi mettere un pezzetto di alga (biologica), qualche foglia di alloro o un goccio di limone con un pizzico di bicarbonato.
Per amaranto, quinoa e miglio non è necessario l’ammollo, ma è fondamentale sciacquarli a lungo per eliminare le saponine, che rendono il cereale amaro.

La tostatura: quando e perché
Dopo l’ammollo (o prima della cottura, nel caso di cereali che non si ammollano), i cereali possono essere tostati in una padellina con un filo d’olio, mescolando per cinque minuti a fuoco medio. Questo li rende più digeribili e fa sì che il chicco si sgranesci meglio dopo cottura.
Se hai tempo, esiste anche una tostatura lunga in forno: dopo l’ammollo notturno, sciacqua i cereali, lasciali asciugare su un canovaccio, disponili su carta forno e falli tostare in forno a 90°C anche per 8 ore, finché sono completamente asciutti. Puoi poi usarli subito o conservarli in un barattolo per qualche mese.
Come si cuoce per assorbimento: il metodo passo per passo
- Metti il cereale in ammollo (dai tempi indicati in tabella) in acqua fredda.
- Sciacqua abbondantemente sotto acqua tiepida corrente — sempre, che sia stato in ammollo o no.
- (Facoltativo ma consigliato) Tosta il cereale in padella con un filo d’olio per 5 minuti.
- Metti cereale e acqua nella pentola nelle proporzioni corrette (vedi tabella). Aggiungi un pizzico di sale.
- Porta a bollore dolce, poi abbassa la fiamma al minimo e copri con il coperchio.
- Non mescolare durante la cottura.
- Quando l’acqua è completamente assorbita, spegni e lascia riposare qualche minuto prima di sgranare.
Attenzione: le proporzioni in tabella sono in volume (tazze), non in peso. Una tazza di cereale con due tazze d’acqua, non 100 g con 200 ml.
Con la pentola a pressione Se usi la pentola a pressione, i tempi si dimezzano. Ma fai attenzione: con poca acqua è un attimo ritrovarsi con tutto incollato o bruciato. Meglio fare qualche prova prima di lasciare la pentola incustodita.

Il metodo del canovaccio (la “non cottura”)
Questo è il metodo che preferisco per il riso integrale quando ho fretta la mattina. La sera metto il riso in ammollo. La mattina lo sciacquo bene, lo metto in una pentola d’acciaio a fondo spesso con acqua leggermente salata (1 parte di riso, 2 o 2,5 di acqua), porto a bollore dolce per 10 minuti, poi spengo il fuoco e appoggio sopra un canovaccio pulito (che assorbe l’umidità) al posto del coperchio. A pranzo il riso è pronto, senza ulteriori cotture.
Il riso e l’arsenico: una questione che mi sta a cuore
Il riso integrale contiene arsenico inorganico. È un dato di fatto. L’ammollo seguito da un buon risciacquo elimina una parte significativa dell’arsenico. Una precauzione ulteriore, suggerita da alcune nutrizioniste, è portare il riso a bollore per 5 minuti, cambiare l’acqua e poi continuare la cottura.
Sul basmati ho preso una decisione personale: ho smesso di acquistarlo. Non viene coltivato in Italia e anche il biologico arriva spesso da Paesi extra-UE (come l’India) dove le normative sui pesticidi sono molto diverse dalle nostre. In alternativa consiglio il riso Apollo, italianissimo, biologico e a chicco lungo.
Un’ultima cosa: non fate mangiare riso in abbondanza ai bambini piccoli, sempre per via dell’arsenico. Variare i cereali è sempre la scelta migliore.

Tempi e proporzioni per la cottura di ogni cereale
Le proporzioni sono espresse in volume: 1 parte di cereale, X parti di acqua.
| Cereale | Ammollo | Tostatura | Acqua (vol.) | Cottura |
| Amaranto | consigliato | sì | 1:2 | 30 min |
| Avena | 12 ore | no | 1:3 | 60 min |
| Farro decorticato | 12 ore | no | 1:3 | 45 min |
| Farro perlato | 12 ore | consigliata | 1:2 | 30 min |
| Frumento | 12 ore | no | 1:3 | 60 min |
| Grano saraceno | 12 ore (o senza) | sì | 1:2 | 20 min |
| Kamut / Senatore Cappelli | 12 ore | no | 1:3 | 60 min |
| Miglio | 12 ore | sì | 1:3 | 25 min |
| Orzo decorticato | 12 ore | no | 1:3 | 45 min |
| Orzo perlato | 12 ore | no | 1:2 | 30 min |
| Quinoa | no | sciacquare a lungo | 1:2 | 15 min |
| Riso integrale | 12 ore | no | 1:2,5 | 50 min |
| Riso Venere integrale | 12–24 ore | consigliata (2 min con olio) | 1:2 | 30 min |
| Riso Ermes rosso | 12 ore | consigliata (2 min con olio) | 1:2 | 30 min |
| Riso rosso selvaggio | 12 ore | no | 1:3 | 45 min |
| Segale | 12–24 ore | no | 1:3 | 60 min |
| Teff | no | sciacquare con passino fine | 1:2 | 15–20 min |
Cereali diversi: quando non si cuoce per assorbimento
Orzotti e farrotti si preparano esattamente come un risotto: tostatura in pentola, poi aggiunta progressiva di brodo caldo, mescolando.
Bulgur: Non è un cereale ma una “pasta” è grano integrale precotto e spezzato. Non va lavato prima della cottura. Si copre con il doppio del suo volume d’acqua bollente salata, si chiude il coperchio e si lascia riposare 15–20 minuti. Pronto.
Cous cous: è una semola di grano precotta. Si porta a bollore l’acqua salata (stesso volume del cous cous) con un cucchiaino d’olio, si spegne, si versa il cous cous, si mescola, si copre e si lascia riposare 3–5 minuti. Si sgrana con una forchetta e si condisce a piacere.
Quale pentola usare per la Cottura dei cereali per assorbimento
La mia preferenza va alle pentole in acciaio a fondo spesso o alle pentole in cotto (come quelle di Bionatural): mantengono il calore in modo uniforme e il cereale non rischia di attaccarsi.
Il cuociriso elettrico è pratico perché si spegne da solo quando l’acqua è esaurita. L’unica pecca è che quasi tutti hanno il rivestimento antiaderente, che non mi convince. Se ne trovate uno con interno in ceramica, vale la pena. Esiste anche il contenitore Lékué per microonde, comodo per piccole quantità.
Come conservare i cereali cotti
Per la cottura dei cereali per assorbimento ci siamo, ma come si conservano i cereali da cotti? I cereali cotti si conservano in contenitori di vetro chiusi in frigorifero per 2–3 giorni al massimo. Si possono anche congelare se ne hai preparati in abbondanza — io a volte ne preparo una bella quantità il weekend e poi attingo durante la settimana.
Per finire dal sito di Monia Caramma vi lascio questa slide sul metodo riso/arsenico

Hai domande su un cereale specifico o un metodo che vuoi approfondire? Scrivimi nei commenti, sono sempre felice di confrontarmi.
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