Tagliatelle con fagioli ricetta vicentina rivisitata

Tagliatelle con fagioli ricetta vicentina rivisitata con noci e radicchio questa la mia proposta per Talent for food organizzato da Padova.

contenuto realizzato in collaborazione

Tagliatelle con fagioli ricetta vicentina rivisitata con noci e radicchio 1

 

Parliamo di Talent for food 2017?

L’AIFB l’associazione italiana food blogger di cui faccio parte, assieme ad alcune aziende della Sezione Alimentari di Confindustria Padova, ha organizzato questo primo evento.

Lo scopo del progetto Talent for food è proprio quello di mettere in contatto blogger di tutta Italia con le aziende produttrici e trasformatrici di prodotti alimentari della Provincia di Padova.  Con questo evento abbiamo l’opportunità di far conoscere il nostro  territorio e di esprimerlo attraverso le nostre passioni: la cucina, la fotografia e la scrittura.

Sono state selezionate 30 food blogger, tra cui anche io, per cimentarci nella preparazione di ricette originali utilizzando gli ingredienti espressione della produzione padovana ed attingendo alla tradizione culinaria locale.

Ci siamo messe al lavoro. Le regole primcipali associare  almeno 3 dei prodotti padovani contenuti nel ricco pacco arrivato, con un ingrediente della corte veneta.

 

Volete sapere cosa conteneva il pacco?

Farina  pasta Linda cuore di farina per pasta fresca di A&F Agugiaro e Figna  Molini
Birra Borgo della Paglia con mais Biancoperla spesidio slow food  di Birra Antoniana
Granulato vegetale  senza glutammato aggiunto Bovis
Olio  extavergine di oliva Veneto Euganei e Berici DOP di Brecà
Caffè gli speciali Brazil di Diemme Industria caffè Torrefatti
Prosciutto Cotto   Buongustaio di Martelli
Farina 1 biologica  macinata a pietra  di Molino Rossetto
Farina di mais giallo  Fioretto  di Molino Rossetto
Lievito di pasta madre essiccata di Molino Rossetto
Radicchio rosso grigliato di Valbona

 

Che prodotti padovani ho scelto per la mia ricetta?   Che ingrediente di corte abbinare? Da vegetariana la mia scelta è ricaduta sulle uova,  ho optato per l’eccellenza: uova di gallina padovana dal gran ciuffo.

Essendo di Vicenza, molte ricette sono simili a quelle padovane Che ricetta vicentina ho rivisitato?

Ho deciso per la pasta e fagioli, uno dei piatti più amati d’Italia  che però qui a Vicenza si fa con le tagliatelle anzichè con i maccheroncini o pasta corta.  Tajadele coi fasoi come la chiamiamo, paitto che da generazioni è il confort food per eccellenza. Non potevano mancare i legumi nel mio piatto, alimento senpre presente nella mia cucina. Nello specifico ho scelto un fagiolo veneto presidio slow food: il fagiolo di Lamon. Ho aggiunto un pesto di noci di Lugo prodotto de.co del mio territorio.

Ricordo le tagliatelle di mia madre, stendeva quella sfoglia così sottile che restavo incantata a guardarla. Arrotolava la sfoglia, e poi con una precisione incredibile velocemente le tagliava e le metteva a stendere. Nonna invece preferiva preparare i tortellini, incredibile come faceva in fretta a chiuderli e se le nostre manine furtive si allungavano per prenderne uno, arrivava uno schiaffettino.  Mi chiamava “petona petele che va par nosele” probabilmente ero un poco viziata, certo che l’amore per la frutta secca è restata ,)

 

Tagliatelle con fagioli ricetta vicentina rivisitata con noci e radicchio 3

 

Dalla mistery box arrivata,  ho scelto quattro prodotti padovani: Ho usato per la sfoglia di tagliatelle la farina per pasta Linda  che ha reso la mia sfoglia perfetta  ed elastica per essere tirata.

Per insaporire la crema di fagioli, ho usato il preparato per brodo Bovis,

L‘olio extra vergine Veneto Euganei e Berici DOP Brecà un olio dei Colli Euganei D.O.P. filtrato naturalmente, raccolto a mano nelle giornate di ottobre sul Monte Brecale nella zona meridionale dei Colli Euganei. La posizione favorevole, riparata dai venti e riscaldata dal sole, unita alla terra vulcanica scura e fertile permette di ottenere una limitata ma pregiata produzione di olio extravergine di oliva, fruttato, caratterizzato da toni di mandorla e mela.

Il  radicchio grigliato Valbona  un’azienda che crede fortemente nell’importanza di proporre alimenti sani e bilanciati, ma allo stesso tempo comodi e veloci da consumare. Anche Valbona crede come me che l’evoluzione del cibo italiano debba andare verso il cibo sano.

 

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Premetto che non ho nessuna intenzione di snatutare una ricetta tradizionale come la pasta e fagioli che va preparata sempre alla stessa maniera. Questa è una rivisitazione di stagione, in cui la vellutata crema di fagioli resta tiepida e le tagliatelle al pesto di noci si adagiano sopra.

Tagliatelle con fagioli ricetta vicentina rivisitata

con noci e radicchio

Tempo di preparazione: 12 ore ammollo fagioli + 2 ore
Ingredienti per 4 persone

Per le tagliatelle:

Per il pesto di noci:

  • 60 g di noci sgusciate
  • 80 g di olio extra vergine Veneto Euganei e Berici DOP Brecà
  • 2 fette di pane piccoline ammollato nel latte
  • 20 g parmigiano
  • sale e pepe q.b.

Per la crema di fagioli:

  • 200 g di fagioli secchi di Lamon
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 1 scalogno
  • brodo vegetale preparato con un cucchiaio di granulare Bovis
  • 50 g radicchio grigliato Valbona
  • 1 foglia di alloro
  • timo, rosmarino, q.b.
  • olio extravergine Veneto Euganei e Berici DOP Brecà q.b
  • pepe nero q.b.
  • un cucchiaio di pesto di rucola

 

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Preparazione:

  1. La sera prima mettere in ammollo i fagioli di Lamon in abbondante acqua. Il mattino seguente scolateli e passateli 25 minuti in pressione con acqua e una foglia di alloro. Sfiatate, scolate e mettete da parte.
  2. Nel frattempo preparate l’impasto per le tagliatelle.

 

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  1. Versate su una spianatoia di legno  un pochino meno dei 200 g di farina, create un incavo e versatevi le uova intere. Mescolate prima con una forchetta e poi continuate ad impastare a mano versando l’ultima farina. In una decina di minuti avrete un panetto liscio.. Appiattitelo un pochino, avvolgetelo in pelicola e riponetelo a riposare 30 minuti a temperatura ambiente.
  2. Passata la mezz’ora, riprendete l’impasto, taglliatene un pezzo, lasciate il rimanente nella pellicola e cominciate a tirare col mattarello. Se siete bravissime tirate a mano, io ho usato la nonna papera, formando in fretta le tagliatelle alte un centimetro che ho poi messo a riposare sotto un panno.

 

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  1. Passiamo alla crema di fagioli. In una pentola, versate un filo d’olio extravergine, tritate sedano, carota e scalogno e fate stufare. Unite anche il radicchio Valbona ben scolato dall’olio e tritato un pochino. Fate insaporire qualche minuto, poi aggiungete 3/4 dei fagioli di Lamon,  un rametto di rosmarino e timo legati tra loro, del brodo vegelate fino a coprire e lasciate insaporire per 15 minuti.
  2. Nella ricetta tradizionale spesso i fagioli vengono gettati crudi  nel brodo e sapori, naturalmente la cottura diventa molto più lunga, minimo un paio d’ore. Qui la ricetta originale. In questo caso opto per la pentola a pressione che riduce i tempi.
  3. Passate al mixer la velluata di fagioli, dopo aver tolto gli odori, aggiungendo alla fine quelli interi tenuti da parteRegolate di sale e pepe e lasciate intiepidire.
  4. Mettete sul fuoco la pentola con l’acqua salata per le tagliatelle, e in attesa che prenda il bollore dedicatevi al pesto di noci.
  5. Preparate il pesto di noci. Ammollate qualche minuto le fette di pane nel latte. In un mixer tritate finemente le noci, aggiungete il pane ben strizzato, il parmigiano, sale, pepe, e l’olio a filo fino ad avere una crema morbida. (Io non uso aglio qui)
  6. Quando l’acqua bolle, gettate le tagliatelle per qualche minuto. Scolate e condite con il pesto di noci.
  7. Impiattate con la vellutata sul fondo, adagiate le tagliatelle sopra, completando con un’ultima grattatina di pepe nero e decorando con radicchio e pesto di rucola.

 

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La cremosità  e delicatezza della vellutata è ben bilanciata dal sapore del radicchio Le tagliatelle  ben completano il piatto con la leggera croccantezza e dolcezza delle noci

 

Conoscete la gallina padovana dal gran ciuffo? Eccola!

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Una gallina ovaiola ciuffata che riesce a produrre anche 150 uova l’anno. Una gallina pregiata che vive in libertà Esempio di biodiversità, di tradizione rurale del nostro paese, la gallina padovana ne è un buon esempio , connubio tra agricoltura, paesaggio e ambiente naturale

Anche se abito in città e non ho galline, ho avuto la fortuna di conoscerle da vicino. Una cara amica l’altr’anno, innamorata di questa razza si è presa due piccoli pulcini di padovana dal gran ciuffo e li ha cresciuti con amore.  Così simpatiche da vedere, zompettano esitanti e si spaventano facilmente, questo è dovuto al ciuffo che ricopre gli occhi. Gli allevatori infatti proprio per calmare l’ansia di questo  esemplare, sistemano sapientemente il ciuffo 😉

Trovo che la gallina padovana sia il più bell’esemplare di gallina ornamentale, prova ne è che spesso vince premi come gallina più bella d’Italia.

Da che paese arriva la gallina Padovana dal gran ciuffo?

La Padovana dal gran ciuffo arriva  dalla Polonia nel 1300, al seguito del marchese Giacomo Dondi dall’Orologio (medico e astronomo padovano), che ne importò a Padova alcuni esemplari come ornamento per il giardino della sua villa gentilizia. Secondo recenti ricerche (Holzer 2009) il medico si sarebbe  recato  in  Polonia  nel  1360 dove   avrebbe  conosciuto  il re Casimiro III il grande, detto anche “re contadino”. Fu a seguito  di  questi  incontri  che  Giovanni  Dondi  scoperse  il pollo ciuffato che poi avrebbe portato con sé a Padova dove divenne la gallina Padovana. La rigidità del clima avrebbe indotto la comparsa di adattamenti come la barba piumata alla gola, i favoriti alle guance e il ciuffo sul capo a difesa dal freddo. 

Se siete incuriositi e volete sapere tuto ma proprio tutto sulla gallina padovana dal gran ciuffo, vi rimando al sito dell’agronomo Andrea Pozzato, il più grande conoscitore delle galline padovane dal gran ciuffo.

Tagliatelle con fagioli ricetta vicentina rivisitata con noci e radicchio

 

Con Tagliatelle con fagioli ricetta vicentina rivisitata con noci e radicchio partecipo al contest Talent For Food organizzato dalle aziende della Sezione Alimentari di Confindustria Padova con  AIFB. e da Dieffe accademia delle professioni

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8 commenti su “Tagliatelle con fagioli ricetta vicentina rivisitata

  1. Anonimo il said:

    Bravissima, non conoscevo queste storie, è sempre un vero piacere seguirti e non smettere mai d’imparare e non parlo solo delle ricette, anche la storie che ne segue e le meravigliose foto che la rappresentano. Non finisci mai di stupirmi. Ti strizzo!

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