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Zuppa veneta nel pane

Zuppa veneta nel pane ricetta per Talent for food 2019

Non c’è due senza tre si dice, proprio così! Per il terzo anno sono stata selezionata per partecipare al Talent for food 2019.

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Talent for food è un contest indetto dalla collaborazione tra le aziende dei Gruppi Alimentare, di Assindustria Venetocentro – Imprenditori Padova e Treviso e dalla Regione Veneto,  in collaborazione con Associazione Italiana Food Blogger (Aifb), e DIEFFE Accademia delle Professioni.

Il primo anno avevo partecipato con le ricette: Tapas pinchos o spunciotti? Tagliatelle con fagioli ricetta vicentina (che mi valse il premio fotografico ) e con i Mini bussolà vicentini nello zabaione al caffè

L’anno scorso invece ho realizzato altre tre ricette: Bocconcini alla polenta con lo spritz il goloso d’autunno al cioccolato e per finire Le lasagne di crepes ai porcini e robiola.

Quest’anno quando è arrivata la mistery box con i 18 prodotti sono restata piacevolmente sorpresa scoprendo che erano praticamente tutti vegetariani e per la maggior parte bio, che bello!

Ve li elenco così potete scoprire anche voi delle novità molto molto interessanti.

I prodotti di Talent for food 2019

Come ho raccontato gli altri anni, lo scopo del contest è interpretare una ricetta della cucina veneta con i prodotti del territorio veneto, che è la mia amata terra.

Con tutte le belle farine di cereali, grani antichi, lievito madre, bio del pacco… subito l’idea è andata a qualcosa di lievitato. Volevo però far conoscere anche dei prodotti vegetali del vicentino che ritengo degli eccellenti cultivar dal sapore unico.

Ecco allora i prodotti scelti dalla mistery box per questa prima proposta salata:

Per il pane: Miks 24 Farina di Lenticchie Rosse cotte al vapore Bio Molino Favero – Preparato Pane ai Cereali Molino Cosma Snc – Farina Bio di Grano Duro Senatore Cappelli – Oasi RachelloPasta Madre di Farro essiccata con lievito Biologica Ruggeri – Zafferano in polvere 1^ scelta Italdroghe

Per la zuppa: Olio di Girasole Altoleico Biologico (RBDW) Agricola Grains – Insaporitore/Preparato per Brodo Granulare Bovis – Crema di Carciofi Serbosco – Miks 24 Farina di Lenticchie Rosse cotte al vapore Bio Molino Favero

Assieme ai prodotti scelti per la mia ricetta vi presento perciò con orgoglio anche la Fasola del papa o Diavoloni e il Sucolo baruchelo protagonisti della mia zuppa veneta nel pane.

La fasola del papa è un fagiolo particolare del vicentino a cui sono affezionata, Fagioli ‘Diavoloni’ chiamati così qui in Veneto perchè hanno un colore nero con fiammate rosse come il fuoco.
Phaseolus coccineus, è invece il vero nome di questo fagiolo introdotto in Europa nel 1633, coltivato dapprima come specie ornamentale e solo un secolo dopo per l’alimentazione umana.
Qui da noi sono rinomati quelli di Posina comune del Vicentino, tanto da avere la denominazione DE.CO (denominazione comunale) , viene chiamato anche la Fasola del diavolo o Fasola posenada (da Posina)
In inglese questi fagioli vengono invece chiamati Scarlet Runner, “corridore scarlatto”, riferendosi alla pianta, capace di crescere oltre i quattro metri di altezza, scarlet per il suo meraviglioso fiore rosso. Qualche ricetta precedente: Polpette di fagioli del papa riso nero e curry

Se volete scoprire altri fagioli del Veneto in sostituzione: Il Veneto e i suoi fagioli

Il sucòlo baruchèlo, prodotto De.co. (prodotti a denominazione comunale) di Zovencedo.  Nel Vicentino,  lo zucchino prende diversi nomi : sucólo che diventa al plurale sucoi oppure sucui, ma viene chiamato anche sucato, sucatèl, suchéto, zuchéto, suchìn, a seconda che si sia ai confini con Padova o Verona.

Questo bellissimo sucòlo baruchèlo a dispetto del nome fa parte però delle zucche, il suo nome è Cucurbita maxima varietà Tonda padana, molto diffusa nel Mantovano e nel Cremonese.

Ma mentre la tonda padana ha la costa e la polpa gialla,  la cultivar di Zovencedo è di colore verde variegato, come specificato nel disciplinare di coltivazione del sucólo baruchèlo che il Comune di Zovencedo ha adottato nel 2015.

Il suo nome è molto particolare vero? Si pensa derivi dal termine ebraico baruch, che significa benedetto, da cui deriva anche il cognome Baruchello. Quindi uno zucchino “benedetto” perché particolarmente prelibato. Viene chiamato anche suca baruca, ma la suca baruca di Chioggia è gialla, questo è a polpa bianca.

La realtà invece dice che il  sucólo baruchèlo è il parente pallido eheh della suca baruca, la zucca marina di Chioggia, di cui parlò anche Carlo Goldoni nelle “Baruffe chiozzotte”.  Baruca da verruca, perché quella zucca è particolarmente bitorzoluta. Lo potete gustare anche solo al vapore

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Zuppa veneta nel pane

Difficoltà media – Tempo di preparazione: 20 minutì – tempo di lievitazione 3 ore tempo di cottura 45 minuti

Ingredienti per una pagnotta:

  • 150 g farina di grano duro senator Cappelli bio
  • 250 g farina ai 5 cereali
  • 100 g farina di lenticchie rosse bio
  • 100 g pasta madre di farro con lievito bio
  • 1 cucchiaino di malto di riso
  • 400 g di acqua
  • 1 cucchiaino di sale marino integrale
  • 1 cucchiaino olio di girasole bio
  • semi di girasole e di lino q.b

Ingredienti per la zuppa veneta per 4 persone:

  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • mezzo sucolo baruchelo (o 3 zucchine dolci)
  • 150 g fasole del papa (o fagioli borlotti)
  • 3 cucchiai di crema di carciofi
  • acqua q.b.
  • 1 cucchiaio insaporitore vegetale
  • 1 cucchaio di farina di lenticchie per addensare
  • olio extravergine di oliva
  • pepe
  • erbe aromatiche: rosmarino, salvia, maggiorana, verbena, portulaca, alloro.

Preparazione della pagnotta:

In una ciotola versate le farine e il lievito madre e mescolate bene. Versate in planetaria e unite quasi tutta l’acqua (tenetene un pochina se dovesse servire più tardi) Avviate il gancio e unite anche il malto a fino. Lasciate incordare bene per una decina di minuti minimo e solo alla fine unite i semi eil sale facendolo scendere sulle pareti. I semi di lino io preferisco tritarli perchè solo cosi assimiliamo le proprietà.

Vedrete l’impasto quando è incordato perchè bello liscio ed elastico. Ribaltate sul piano di lavoro leggermente infarinato allargatelo con i polpastrelli delle mani delicatamente, fate le tre pieghe, e pirlatelo in una bella palla.

Trasferitelo in un cestino da pane ben infarinato e a cui avrete aggiunto ancora semi di girasole e lino. Infarinate anche sopra la pagnotta e coprite con un canovaccio e poi anche con pellicola o girate sopra una grande ciotola rovesciata così che non prenda aria.

Lasciatelo a lievitare due o tre ore in luogo calduccio (nel frattempo preparerete la zuppa)

Accendete il forno a 250 gradi, se avete la pietra refrattaria inseritela nel forno a scaldare bene. Mettete anche sul fondo del forno un pentolino con acqua che servirà per tenere il pane ben idratato.

Quando è tempo di infornare il pane, aprite velocemente il forno estraete a metà la griglia con la pietra e ribaltate il pane (a cui avrete tolto il canovaccio) Chiudete in fretta.

Oppure se non avete la pietra, rovesciate il pane sulla leccarda del forno ricoperta di carta forno. In questo caso non ho fatto i tagli al pane perchè avevo tanti semi sopra, se non li mettete potetete praticare anche dei tagli in superficie prima di metterlo a cuocere. I tagli si fanno con una lametta da barba o comunque qualcosa di affilatissimo altrimenti il pane si sgonfia.

Con uno spruzzino inumidite le pareti interne del forno, lasciate a 250 gradi per 15 minuti, poi 220 per altri 25 e gli ultimi 5 minuti ribaltate la pagnotta e infilate un mestolo per tenere leggermente aperta la porta del forno. Per delle pagnotte di 500/600 g ci vogliono circa 40/45 minuti totale a forno statico. Provate a battere sul fondo del pane, è cotto quando fa un suono cupo. Sfornate e lasciate raffreddare.

Nel frattempo che il pane lievita preparate la zuppa veneta.

Affettate la cipolla, pelate e tagliate a cubetti la carota, tagliate a cubetti anche il mezzo sucolo baruchelo (o tre zucchine in alternativa, o anche zucca visto che ormai le zucchine sono alla fine)

In una pentola alta versate un filo di olio extravergine di oliva e buttate le verdure a freddo e la crema di carciofi. Aggiungete il cucchiaio di insaporitore mescolando,i fagioli che avrete cotti precedentemente,( naturalmente potete usare dei borlotti, dei cannellini). Unite acqua a coprire il tutto. Spolverate un cucchiaio di farina di lenticchie e mescolate. Calcolate 25 minuti di cottura e cinque minuti prima di spegnere unite anche portulaca, maggiorana o altre erbe aromatiche fresche che amate.

Riprendete la pagnotta intiepidita e tagliate la calotta, scavate bene l’interno mettendo da parte la mollica che può servire per preparare delle ottime polpettine o in forno a biscottare come crostini o pan grattato o ancora per fare dei strangolapreti.

Versate la zuppa calda, finite con un filo d’olio buono, una girata di pepe e ancora erbe aromatiche.

Consigli per la zuppa veneta nel pane:

Questa zuppa veneta nel pane è un piatto completo di carboidrati, fibre e proteine nobili dei legumi. Se preparate la zuppa e non avete la pagnotta vi consiglio di mettere a cuocere assieme alle verdure anche una pasta corta integrale, ottimi per esempio i Corallini di Pasta Sgambaro di farro dicocco bio. Oppure Dialsì Pasta di Riso Indica e Quinoa Dialcos Spa due ottimi prodotti come piacciono a me.

Ho voluto aggiungere anche nella zuppa un cucchiaio di Miks 24 Farina di Lenticchie Rosse cotte al vapore Bio Molino Favero ideale per addensare le zuppe e vellutate, o quando volete preparare un piatto veloce con proteine vegetali

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