La ciopa vicentina ricetta tradizionale

Oggi è la giornata mondiale del pane World Bread Day 2018  e sono molto felice di partecipare con questa ciopa vicentina.
Il pane vero è fatto solo di acqua, farina, lievito e sale come una volta, come i pani tradizionali.
Il primo pane a cui ho pensato e a cui sono molto affezionata perchè lo faceva anche mia madre e mia nonna è la Ciopa vicentina.
ciopa vicentina
“Se te pasi dal fornaro porta casa do ciope”  
Questa volta sono io che le preparo per un evento così interessante.
Ho voluto usare una farina per me molto preziosa. Me l’ha regalata una cara amica e mia grande maestra di lievitati: Maria Teresa Cutrone di De Gustibus itinera. Maria Teresa coltiva in Abruzzo il suo farro speciale e profumatissimo e con quello ho impastato le ciope vicentine.
Non avevo mai messo in tavola le  ciope vicentine e non è stato facile trovare qualche foto sulla formatura del pane.
La ciopa è il pane più diffuso in Veneto, a volte si fa rotondo con una croce in cima, a volte come un montasù ma il nostro a  Vicenza è realizzato con due panini a banana affiancati tra loro.
L’impasto della ciopa vicentina non contiene grassi, solo acqua, farina, lievito e sale e questo rende la crosta croccante e la mollica morbida.
La storia della tradizione veneta racconta che ai tempi che furono, la ciopa vicentina veniva appesa al soffitto in cucina con una cordicella e razionata durante la settimana.

Bastava un pò di pasta acida del giorno prima, farina, acqua e sale. L’impasto era piuttosto duro e ci si aiutava con la gramola, una macchina in legno a braccia e leve, con cui si lavorava la pasta del pane, dividendola e impastandola. L’antenata dell’attuale impastatrice.

ciopa vicentina
Ogni contrada del paese aveva il suo forno,  tutti impastavano la ciopa vicentina e all’alba un profumo di pane si espandeva per le vie.  I ragazzi portavano a casa le sporte di pane e le mamme e i nonni custodivano le ciope con cura.
La ciopa vicentina è nella storia del nostro pane fin dal dopo guerra, quando stanchi delle grosse pagnotte si voleva creare dei pani più piccoli.
A pasta dura la ciopa vicentina è di solito realizzata con farina povera in glutine, una farina semi integrale o farro.  Alla ciopa vicentina in pezzatura più grande si abbina anche la mezza ciopa più piccolina.
La ciopa a mano di Malo è anche prodotto DE.CO. vicentino. Luigi Meneghello scrittore vicentino nel suo Libera nos a Malo ricorda l’inno militaresco diffuso in paese, marziale e realistico:
Andiamo la guera
col s’ciopo impartèra
col s’ciopo imparmàn
pin! pun! pan!
Dame na ciopa de pan.
an! an! an!

Per la mia ciopa vicentina ho preferito usare il lievito madre essiccato non avendo al momento il mio lievito madre fresco.

L’impasto delle ciope essendo un impasto piuttosto sodo va fatto lievitare allungo. Ottimo poi trasformare il pane in esubero in Pan Biscoto, rimettendo il pane in forno ventilato a 120 gradi per un’altra mezz’ora e poi lasciandolo raffreddare sempre in forno con l’anta aperta.

Potrebbe interessarvi anche la ricetta della pagnotta integrale o del pane al muesli con lievito madre o ancora il pane integrale alle noci e pistacchi o ancora il pane nero ai cereali con mirtilli rossi.

La ciopa vicentina

ciopa vicentina
  • Difficoltà:
    Media
  • Preparazione:
    30 + lievitazioni minuti
  • Cottura:
    30 minuti
  • Porzioni:
    4 ciope
  • Costo:
    Basso

Ingredienti

  • 500 q.b. Farina di farro
  • 1 cucchiaino Malto o zucchero
  • 1 bustina lievito madre secco
  • 1 cucchiaino sale integrale fino
  • 300/320 g acqua circa

Preparazione

  1. ciopa vicentina
    1. Setacciate la farina, nell’impastatrice o a mano unite lo zucchero o il malto e il lievito madre essiccato.
    2. Impastate aggiungendo piano l’ acqua fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.
    3. Lasciate lievitare l’impasto in una ciotola oliata e coperta fino al raddoppio per circa 4 o 6 ore in luogo tiepido.
    4. Prendete l’impasto, rovesciatelo delicatamente sul piano di lavoro infarinato  e create delle banane come da foto qui sopra.
    5. Potete provare a fare anche un monta su come ho fatto io. Quest’ultimo ha una forma particolare in cui una striscia lunga e stretta di impasto viene avvolta su se stessa e due sfoglie vengono sovrapposte in modo perpendicolare una sull’altra.
    6. Lasciate lievitare il pane per un’ora in luogo tiepido sempre coperte da strofinaccio umido. Infornate con forno caldo a 220° per 20-30 minuti a seconda della grandezza delle pagnotte create.

     

     

    Il pane fatto in casa ha un buon sapore ed è probabilmente il miglior cibo al mondo! Non c’è niente di meglio, infatti, dell’odore del pane appena sfornato in cucina! Lo pensate anche voi? Ecco, se condividete questo principio, Zorra ci invita anche quest’anno il 16 ottobre a partecipare al World Bread Day 2018, la Giornata Mondiale del Pane.
    Dal 2006, per la tredicesima volta (!!), siamo chiamate a preparare un pane in questo giorno speciale. Ogni anno centinaia di blogger da ogni dove seguono questo invito; speriamo che la grande ola panificatrice si alzi anche quest’anno. L’organizzazione del World Bread Day è un lavoro impegnativo per Zorra, ma le piace ancora tanto ed è sempre molto entusiasta e curiosa di vedere le creazioni di tutti gli appassionati panificatori sparsi in ogni continente.
    Il vero pane ha bisogno solo di lievito, farina, acqua e sale. Non sono necessari potenziatori artificiali, come usano le panetterie commerciali, ricordiamolo!

    partecipo al World Bread Day 2018 con la mia Ciopa vicentina

     

  2. La ciopa vicentina

    in collaborazione con la rubrica Farina del nostro sacco

  3. in collaborazione con Aifb 

Note

Se vi piacciono le mie ricette e il mio modo di fare cucina, è un cambiamento e una consapevolezza alimentare cresciuta nel’arco di dieci anni seguendo i consigli del Dottor Franco Berrino.

Per questo se siete interessati vi lascio una lista di libri che mi hanno resa consapevole e cambiato la vita. Li trovate alla pagina Le mie letture

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2 commenti su “La ciopa vicentina ricetta tradizionale

  1. Daniela grazie di aver partecipato a questa bella giornata insieme al gruppo di Farina del nostro sacco.
    Che prezioso contributo!
    Non vedo l’ora di provare a farlo.
    Grazie ancora e a presto.
    Tiziana

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