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Speedy biscotti alla Berrino

Speedy biscotti alla Berrino perchè ho scelto questo nome?

Se avete un pò di pazienza  vi spiego tutto!

speedy biscotti alla berrino

Venerdì scorso ha tenuto una conferenza  a Vicenza il Dottor Franco Berrino. Da molto la città lo aspettava, l’anno scorso aveva fatto una serata   a Bassano, e molta gente non era riuscita ad entrare ad ascoltarlo, poi a Breganze ed era successa la stessa cosa.

A Vicenza lo spazio era più grande, il palazzetto dello sport era pienissimo, un pò chiassoso ma strapieno, come sempre quando arriva lui.

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C’è sempre molto da imparare con il Dottor Berrino in fatto di alimentazione sana.

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Tre i punti fondamentali per uno stile di vita sano secondo il  Dottor Franco Berrino.

Alimentazione, esercizio fisico e spiritualità. Non devono mancare l’uno o l’altro per una nuova giovinezza e salute.

Pratichiamo yoga, andiamo a camminare almeno mezz’ora ogni giorno, alimentiamoci in maniera variata e semplice prediligendo le fonti di proteine vegetali, legumi e cereali integrali.

Ecco alcune domande a cui ha risposto il Dottore.

La soia fa bene?

Sull’uso della soia il Dottor Berrino è d’accordo, si può usare saltuariamente, purchè non sia soia trasformata, per esempio in in tofumini pieni di aromi o wurstel di soia. Non usiamo soia trasformata.

Il Seitan fa bene? Meglio usarlo o no?

Sul seitan come la pensa il Dottore? Raramente si può portare in tavola anche un pò di seitan, ma non “fiorentine di seitan 😉 ” ricordiamo che il seitan è glutine puro.

Sappiamo che c’è più di un motivo per tornare a mangiare come una volta  ricorda il Dottore.

Molto interessante il racconto del Dottore su una malattia dei tempi antichi.

Berrino racconta il perchè veniva contratta la pellagra.  Io (come tanti)   ero convinta che la pellagra fosse dipesa dalla povertà di quei tempi. In Italia  nel 1700 la pellagra  era una malattia presente soprattutto nelle regioni venete, dove i contadini consumavano anche due o tre chili di polenta al giorno, e solo quella perchè non c’era altro da portare in tavola.

Si pensò potesse dipendere da una tossina presente nel granturco, ma non era così. Nel 1900 in America si scopri che sicuramente la malattia fosse dovuta alla dieta povera di cibi freschi, però mancava un tassello importante e questo  venne scoperto molti anni dopo.

Si vide che anche l’ alimentazione dei messicani era  basata sul  consumo di mais ma loro non contraevano la pellagra, perchè?  Perchè  i sud americani erano quasi immuni dalla malattia?

Si scoprì che la differenza stava nella preparazione: in Messico infatti  la farina di mais veniva tenuta a bagno in “acqua di calce”, che rendeva disponibili le vitamine (niacina in particolare, detta anche vitamina PP, (da Preventing Pellagra) contenute nel cereale, e questo metodo era conosciuto  fin dall’antichità.

Non denigriamo allora  come preparavano il cibo i nostri avi, magari un motivo atavico c’era e anche importante!

 

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Quando poi il Dottor Berrino con il suo solito entusiasmo, ha decantato  la bellezza delle nostre verdure, del cavolo romanesco con le sue piramidine, del cavolo cappuccio rosso che  sembra un’opera d’arte, mi torna alla  mente la mia foto di quest’inverno, osservate se non è vero!!!!  Dottore questa foto è per lei!

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Condivido con il  Dottor Berrino l’entusiasmo per quello che i cibi vegetali (bio) ci possono offrire. Come dice lui, variamo il più possibile la frutta e verdura che consumiamo. In questi anni  sono di tendenza i cibi smart, bene, ma non usiamo solo quelli, nulla di più sbagliato.

Cosa ne pensa il Dottor Berrino degli estratti?  Se ci sono problemi di colon irritabile dove le fibre portano grosse problematiche, si usino. Ricordiamo però che se da una carota togliamo le fibre, restano solo gli zuccheri che fanno innalzare il picco glicemico. Qualche volta ci può stare un estratto ma non butiamo le fibre necessarie per la nostra salute.

Impariamo ad usare  i cibi fermentati come l’umeboshi, il miso,  e naturalmente i cereali integrali.

Che colazioni consiglia il Dottor Berrino?

Ed ecco che arriviamo alle famose colazioni alla Berrino.  A parte la cecina, questa mitica frittatina di ceci che spalmiamo con un velo di composta di frutta senza zucchero, ecco anche i biscottini.

A chi ribadisce che ci vuole tempo per preparare al mattino una sana colazione, il Dottore  lascia questa ricetta ed ecco perchè io li ho voluti chiamare Speedy biscotti alla Berrino.

Come preparare i biscotti di Berrino?

Il Dottor Berrino consiglia di mettere in ammollo con un pochino d’acqua alla sera i fiocchi di avena, le mandorle tritate  e l’uvetta. Il mattino strizziamo tutto bene, con un cucchiaio formiamo le porzioni sulla carta forno, schiacciando un pochino,  e poi in forno 15 minuti a 180 gradi.

Lui soggiunge: “15 minuti è il tempo che ci mettiamo il mattino per farci la doccia e prepararci”. Pronti i biscottini per la nostra colazione.

I speedy biscotti alla Berrino, cioè il tempo di fare una doccia e sono pronti. Se avete invece più tempo, ecco gli altri conosciutissimi biscotti Diana

Speedy biscotti alla Berrino

 

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Il Dottor Berrino diceva di ammollarli con succo di mela non zuccherato e di usare i fiocchi di avena piccoli:

Alla sera in ammollo tutto assieme con un pò d’acqua, il mattino  si porziona e si infila 15 minuti fino a doratura in forno a 180 gradi facendo attenzione a non bruciare l’uvetta ( come in qualche biscotto è successo a me).

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Solo tre ingredienti, per i speedy biscotti alla Berrino, torniamo a mangiare semplice, certo, non sono i biscotti zuccherati e pieni di burro a cui il nostro palato è  (il mio era) abituato, ma sono buoni, e fanno bene, anche ai nostri bimbi.

Varianti preparate da chi mi legge:

Francesca Rosa:

  • 1 tazza di fiocchi di avena
  • 1 tazza di succo di mela
  • Mezza tazza di uvetta
  • Qualche mandorla tritata e cannella
    Al mattino ho messo direttamente nel forno senza dover strizzare nulla

Ecco quelli di Francesca Rosa

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Tania per esempio ci aggiunge mezza banana schiacciata

Marghe ci mette le prugne e le nocciole tostate, insomma largo alla fantasia!

Laura della La bottega  sfusa un meraviglioso negozio del bio etico a Padova consiglia l’uvetta verde

Chiara invece li ha provati così: Frutta secca, la polpa di una mela, latte di riso , farina di cocco e poca farina di kamut.

 

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    16 Risposte a “Speedy biscotti alla Berrino”

      1. Ma si certo, magari comunque ammolla i fiocchi d’avena nel succo di mela un’oretta. Poi aspetta che si raffreddino e mettili in una scatola di latta e li consumi il mattino.
        Grazie per i complimenti, un abbraccio.

    1. Io avevo voglia di biscotti questa mattina ma sono a dieta. Allora ho preso una banana matura, ho fatto purea, ho aggiunto muesli integrali e alcune gocce di cioccolato fondente [dieta sì ma anche il palato vuole la sua parte]..in forno 15 minuti..buoni anche questi. Diciamo che magari sono più sani quelli speedy ma se non hai i fiocchi d’avena da ammollare anche questa potrebbe essere un’idea [che ho spudoratamente copiato da Pinterest]. Grazie delle belle ricette e degli ottimi spunti.

        1. Molto volentieri! Non aspettarti grandi cose: io sono una super cialtrona [citando la famosa araba felice] e i miei biscotti sono assolutamente sciuè sciuè 🙂

          1. La mitica araba fenice 😉 sono proprio le ricette sciè sciuè le più ricercate nella nostra alimentazione per demonizzare la solita frase che ci viene rivolta….ehhh per mangiare così ci vuole troppo tempo….. Niente vero e noi ne siamo la dimostrazione. Un abbraccio

    2. Bellissimi questi biscotti, da provare assolutamente.
      Quanto tempo li conservate? o li crete giorno per giorno?
      I biscotti Diana, per via della frutta secca, penso durino di più.

    3. Ho provato a fare i biscotti con il latte di riso, ma non hanno legato e si sono tutti sbriciolati. Cosa posso aver sbagliato?

      1. Grazie che ti sei accorto della dimenticanza. A 180 gradi, poi dipende dal forno, controllali, l limite metti un foglio di stagnola. Anche qualche minuti in più se i fiocchi sono molto ammollati. L’altro giorno una lettrice mi diceva che con la farina di riso si erano poi sgretolati. Insomma che siano belli dorati senza bruciare l’ uvetta . Un caro saluto

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