Torta alle ciliegie di Marostica

Ormai chi mi segue sa bene che le mie torte preferite sono quelle semplici, soffici, alla frutta come questa torta alle ciliegie di Marostica. I due ingredienti principali sono la farina che ho scelto semi integrale di tipo 2 e le ciliegie del mio territorio veneto

torta soffice alle ciliegie

Farina di tipo 2 perchè? Perchè non uso più  farina 00 e 0 nei miei dolci o salati. Sicuramente i pasticceri tradizionali inorridiscono quando dico tale eresia, ma preferisco delle farine che mi diano più nutrimento e non sono certo le 00 o 0. Allora ecco le farine di tipo 1 o 2 o le integrali, oppure quelle senza glutine naturali che amo tanto come quella di grano saraceno, di miglio, di riso integrale, di sorgo.

Oggi ho usato una semplice farina di grano tenero di tipo 2 biologica macinata a pietra. Conosciuta anche come farina “semi-integrale” è una farina caratterizzata da granuli di grosse dimensioni e un maggiore quantitativo di componenti fibrose e germe del seme.. E’ una farina che presenta ottime caratteristiche nutrizionali ed è più facile da lavorare rispetto alla farina integrale. Trovo che si sposi proprio bene con le torte rustiche che mi piace preparare.  Questa torta alle ciliegie di Marostica  mi ricordano i tempi antichi, quello che mangiavano i nostri nonni.

Vivo nel vicentino e a pochi chilometri  troviamo  Marostica, meglio conosciuta come “Città degli Scacchi” e città delle ciliegie a marchio IGP.

 

veggie delizie alle ciliegie 6

La storia della mia amata ciliegia di Marostica:  da cibo italiano

La Ciliegia di Marostica  ha probabilmente  origine caucasica.
In epoche molto antiche arrivarono in Italia dalla Turchia grazie all’ interessamento, secondo Plinio il Vecchio (23 d.c.-79 d.c.), del console Lucio Licinio Lucullo (118 a.c.-57 a.c.).
Lo storico naturalista afferma che prima della battaglia di Cabira, contro Mitridate VI re del Ponto (132 a.c.-63 a.c.), combattuta nel 72 a.c., “Cerasia … non fuere in Italia ” Non vi erano ciliegie in Italia, portate proprio da Lucullo al suo rientro a Roma nel 66 a.c.
Sempre secondo Plinio furono i Romani a migliorarne le varietà in modo che potessero dare frutti grossi e succosi.
Questa teoria venne smentita molti secoli dopo, nel 1883, dal botanico svizzero Alphonse de Candolle (1806-1893) che affermò, nella sua opera “Origines des plantes cultivées”, riguardo a ciò che riferì Plinio: “Poiché questo errore è perpetuato dalla sua ripetizione incessante nella scuola classica, si deve affermare che gli alberi di ciliegio (almeno quelli di Prunus avium) esistevano in Italia prima di Lucullo, e che il famoso gourmet non ha bisogno di andare così lontano per cercare le specie dai frutti con il sapore amaro“.
I  semi di un certo numero di specie di ciliegie sono stati tuttavia trovati in scavi archeologici dell’età del bronzo ed in siti archeologici romani in tutta Europa, confermando quest’ultima ipotesi.

La presenza nel vicentino è legata al governatore Taddeo Parisio ed è strettamente legata con  l’origine della storica partita a scacchi giocata nel cuore di Marostica nel 1454.
Sembra che la figlia del governatore, Lionora, avesse come pretendenti due cavalieri. Per evitare spargimenti di sangue in un duello fra i due, Taddeo ebbe l’ idea che si sfidassero in una partita a scacchi sulla piazza della città. Questo avvenne con figuranti in carne ed ossa: re, regine, alfieri, cavalli, pedoni e persino le torri erano interpretati da esseri viventi.
Colui che sarebbe risultato vincitore avrebbe sposato la giovane dama, il perdente avrebbe avuto in moglie la sorella minore. E così avvenne.
Il giorno delle nozze, per ricordare l’evento, il governatore diede ordine di mettere a dimora nelle campagne circostanti svariate piante di ciliegio: nacquero così le tradizioni della partita a scacchi più famosa del mondo (viene ripetuta ancora oggi ad intervallo biennale nel mese di settembre) e la coltura delle ciliegie.

Anzi, quest’anno il 9/10/11 settembre viene rappresentata, se avete voglia di farvi un week end in questa magnifica terra veneta, non perdete l’occasione, qui trovate tutte le informazioni.
Nel corso della “Mostra regionale delle ciliegie” che si tiene annualmente nella zona di produzione verso la fine di maggio, si ricorda questo evento con l’elezione delle giovani che vestono i panni delle due promesse spose durante la rappresentazione della vicenda storica.

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Torta alle ciliegie di Marostica

Per la torta alle ciliegie di Marostica serve per uno stampo piccolo da 18 cm. se volete fare una torta da cm. 26 raddoppiate le dosi

Ingredienti

  • 150 g di farina
  • 60 g di zucchero di canna grezzo dulcita
  • 2 vasetti di yogurt di soia italiana no ogm alle ciliegie
  • 60 g di olio di riso o extravergine delicato o di mais bio
  • 1 bustina di lievito per dolci biovegan
  • un pizzico di sale
  • 200 g di ciliegie

Preparazione:

  1. Accendete il forno a 180 gradi
  2. Lavate, asciugate, denocciolate  e tagliate a pezzetti le ciliegie di Marostica IGP fresche, lasciandone qualcuna a metà per la decorazione.
  3. In una terrina mescolate la farina con il pizzico di sale, lo zucchero e il lievito, aggiungete lo yogurt di soia, l’olio di riso, mescolando finchè avrete un impasto morbido e liscio.
  4. Aggiungete ora le ciliegie a pezzetti, mescolando e versate in una tortiera rivestita di carta forno da 18/20 di diametro.
  5. Decorate con le ciliegie  tagliate a metà e cuocete per 45 minuti.

torta soffice ciliegie 1

 

 

Fonti;

http://www.ciliegiadimarosticaigp.it/

http://www.ciboitaliano.com/

Vi è piaciuta la ricetta dellaTorta alle ciliegie di Marostica?

 

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