Piada dei morti – ricetta romagnola

Oggi non potevo non pubblicare una ricetta tradizionale come quella della piada dei morti. E dopo la spiegazione che ieri vi ho dato riguardo quello che penso di Halloween, mi sembra più che giusto spendere due parole per un dolce della mia tradizione, un dolce tipico del territorio riminese, la piada dei morti, appunto.

piada dei morti

E’, come tanti dolci della tradizione contadina, un dolce poco dolce. Penso sia per questo motivo che si chiama piada, ma anche perché è un dolce basso, un pandolce, più somigliante ad un pane (e la piada infatti è un pane non lievitato).

Vi avverto subito che questo che vedete nelle foto è il mio primo esemplare di piada dei morti fatta da me, e in generale fatta a casa mia, perché in effetti neanche mia mamma l’ha mai fatta. E un motivo c’è. Quando era in vita mia zia, la mia mitica zia Marcella, questo dolce, ed altri di cui poco alla volta con il tempo vi parlerò, erano i dolci della zia, erano i dolci che mia zia ci portava regolarmente e che sono rimasti nella memoria della nostra famiglia. Mia zia aveva un negozietto di pasta fresca fatta in casa (fatta proprio a casa sua, eh! quando ero bambina le regolamentazioni erano diverse da quelle attuali!) e di dolci da forno di tutti i tipi che mia zia preparava e poi portava a cuocere al forno, inteso come produttore di pane e dolci con annesso negozio, il quale metteva a disposizione di terzi il proprio forno, inteso come strumento di cottura.

Perciò, quando ero bambina, la piada dei morti (e anche le fave dei morti, biscotti alle mandorle che in questi giorni non riesco proprio a fare, ma mi rifarò in futuro, promesso) era uno dei dolci tipici di questo periodo dell’anno che immancabilmente ci venivano forniti dalla zia.

Ogni forno, e negli ultimi anni anche ogni supermercato, vende la propria versione della piada dei morti; non tutti hanno prodotti somiglianti a quelli di mia zia, ma uno o due riescono ad avvicinarcisi molto 🙂 . Io purtroppo non sono in possesso della ricetta originaria della zia Marcella, ma quest’anno ho voluto a tutti i costi prepararne una, che è questa:

piada dei morti

Piada dei morti

Ingredienti per l’impasto
300 g farina tipo 1
¼ di cubetto di lievito di birra
½ cucchiaino di zucchero
110 g di acqua

Altri ingredienti
90 g di zucchero
65 g di uvetta
90 g di noci
30 g di olio di semi
mandorle e pinoli q.b.

Procedimento
Preparare la pasta come abitualmente si fa per la pasta di pane: sciogliere il lievito nell’acqua tiepida con lo zucchero, unire alla farina (va bene anche la tipo 0, io ho usato la tipo 1 perché sono certa che i contadini di un tempo usassero sempre delle farine poco raffinate) e lavorare con le mani fino ad ottenere un panetto morbido ed elastico che dovrà lievitare in luogo riparato fino almeno al raddoppio. Ho utilizzato poco lievito di proposito, perché volevo evitare che se ne sentisse il sapore.
Naturalmente, con poco lievito la lievitazione è più lenta, in questo caso ho preparato l’impasto ieri sera e l’ho fatto lievitare tutta la notte, per poi preparare la piada dei morti questa mattina.
A lievitazione avvenuta, mescolare all’impasto i seguenti ingredienti: circa la metà delle noci (tritate grossolanamente), l’uvetta, lo zucchero e l’olio.
Fa uno strano effetto aggiungere l’olio ad un impasto già lievitato e, vi dico la sincera verità, mentre lavoravo il tutto con le mani ero molto scettica, temevo che non avrei ottenuto nulla di buono. Ma non mi sono data per vinta, ho continuato ad impastare fino a quando lo zucchero non si è sciolto e fino a quando l’olio non si è ben mescolato all’impasto.
L’effetto finale è piuttosto unto, ma vi assicuro che poi dopo la cottura non lo è più.
Stendere l’impasto con le mani in una tortiera, la mia è la solita da 24 cm, ricoperta di carta forno.
Distribuire in superficie le noci rimaste, se avevate tenuto i pezzi più grandi meglio così perché fanno più scena. Aggiungere poi anche alcune mandorle e un po’ di pinoli. La ricetta da cui ho preso spunto non li prevedeva, ma il mio ricordo mi diceva che dovevano esserci, e poi anche mia mamma, capitata per caso nella mia cucina mentre impastavo 🙂 , me l’ha confermato, perciò li ho aggiunti.
Cuocere a 200 gradi per 20-25 minuti, con il mio forno sono stati sufficienti. Non lieviterà molto in cottura. Ma il risultato finale sarà ottimo.

piada dei morti 1

Volendo, è possibile “lucidare” la superficie con del miele (scaldandolo leggermente per poterlo distribuire meglio), ma io ho preferito questa versione la naturale.

Prima di trovare questa ricetta ho navigato un po’. Se ne trovano diverse, naturalmente, alcune ricette prevedono le uova, altre sono vegane (beh, come questa mia, ora che ci penso!). Comunque dopo averne lette un certo numero ho deciso per questa ricetta del blog Ieri & oggi in cucina, che mi è piaciuta perché riporta anche la versione dialettale, perciò, diciamo così, l’ho ritenuta “sufficientemente romagnola”  🙂 . Io ho adattato le proporzioni alla quantità di farina usata da me e l’ho personalizzata con l’aggiunta di pinoli e mandorle, a mio parere necessari come ho già detto, e ho ottenuto una piada dei morti che, sì, non è identica a quella della zia Marcella, ma la sostituisce degnamente sia nell’aspetto che nel sapore!

 

Grazie per aver letto questa ricetta! 🙂

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12 commenti su “Piada dei morti – ricetta romagnola

  1. Ti ringrazio per avermi citato. Ti ho citato), a mia volta, come introduzione al post. Ti vorrei chiedere se, sempre citandoti, posso mettere una tua fotina, perchè la mia l’ho presa da un vecchio giornale ed è bruttina. Scusa se mi sono permessa, ciao
    Pat

    • catiaincucina il said:

      Ciao Pat! Grazie a te. La risposta è sì. Ti contatto poi privatamente per approfondire se non ti dispiace. 🙂

  2. apparte che il nome fa sganasciare dal ridere, ma ha un aspetto davvero stupendo!
    è di un invitante che non hai idea.
    ma perché quando vedo un dolce mi esalto sempre?
    fermatemiiiii!
    e poi con tutta quella frutta secca sopra, ho l’acquolina in bocca!
    brava catia! mi stupisci anche con i dolci, oltre che col salato!
    buon week end XD

    • catiaincucina il said:

      Perchè dici che fa ridere? è un nome che esiste da sempre e non solo qui in Romagna. Mi risulta che, ad esempio, in Lombardia ci sia il pan dei morti, i dolci tipici di questo periodo hanno questo nome, strano che dalle tue parti non ci sia nulla di simile. 🙂 Buon weekend, anzi buona domenica, anche a te!

    • catiaincucina il said:

      Ahahah! “sglutinare” è bellissima!!! Mia cognata ha provato una versione con farine miste, fra cui quella di grano saraceno, ed è risultata molto buona! 🙂 Poi mi farai sapere, naturalmente 😉

  3. Monica il said:

    Catia questa piada dei morti ha un aspetto davvero invitante e prima o poi la proverò!! Complimenti anche per le tue doti di scrittrice, tua zia Marcella doveva essere proprio brava.❤

    • catiaincucina il said:

      Ciao Monica! Sì, ho un gran bel ricordo di lei (e dei suoi dolci) 🙂 Vedrai che questa piada dei morti ti piacerà, è un dolce semplice, delle nostre nonne, e zie, di quelli che non possono sbagliare 🙂 Ciao!

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