Sale di sedano (con essiccatore)

E’ da tanto tempo che il sale di sedano è in lista d’attesa, nella lista delle ricette imperdibili di cui devo assolutamente parlarvi.
E finalmente oggi ci sono. Finalmente le foto sono pronte, e posso mettermi qui a scrivere la ricetta.
E che ci vorrà – direte voi – a scrivere questa ricetta? Cos’ha di diverso dalle altre?

sale di sedano

Non lo so.
Ma paradossalmente sono sempre le ricette che ripeto di più quelle che rimangono indietro. Il più delle volte perché mi danno dei problemi con le foto 🙄 eppure, secondo logica dovrebbe essere il contrario, visto che di occasioni per farle, le foto, ne ho avute, e ne ho e avrò, tante.
Di questo mio sale di sedano, sapeste che storico fotografico ho alle spalle 😀

Ma poi… tutte queste foto… alla fine a qualcosa di utile mi hanno portato 😉 Perché, forse, nulla vien per nuocere. Certe volte.

Se avessi fatto delle foto perfette al primo colpo e avessi pubblicato subito la ricetta dopo il primo esperimento e le prime foto, non avrei potuto mettervi a parte di una scoperta che ho fatto di recente, di un dettaglio riguardante questo sale di sedano, che altrimenti mi sarebbe sfuggito!
Forse non è la scoperta delle scoperte, ma io… be’, io ho detto “ooohhh, ma guaaardaaa! ma guarda un po’ te…”.
Più o meno come fanno i bambini, quando si stupiscono con poco.
E cucinare, e sperimentare in cucina com’è questo caso, riesce ancora a stupirmi. Che meraviglia!

Volete sapere?

😀

Sale di sedano (con essiccatore)

Ingredienti
sedano verde

Procedimento
Lavare il sedano e affettarlo.
Come già vi accennavo nella ricetta del dado granulare, è meglio non tagliare il sedano per il lungo: le fibre devono essere recise, altrimenti durante l’essiccazione si trasformeranno in fili induriti e risulteranno molto difficili da tritare.

Mettere il sedano affettato sui cestelli dell’essiccatore e avviarlo.
Dopo 2-3 ore, quando i pezzetti di sedano si saranno un po’ asciugati, prelevarli e frullarli.

Rivestire i cestelli con carta forno o stagnola e mettere il trito di sedano di nuovo ad essiccare, questa volta fino a quando risulta asciutto (altre 3 ore circa a 60-70 gradi).

sale di sedano-essiccatore

In alternativa è possibile tritare il sedano fin dall’inizio. Ho provato anche questa possibilità, ma non ho riscontrato grandi differenze, né nella resa finale né nei tempi di essiccazione. Perciò, almeno per ora, preferisco questo metodo a due step.

Tritare il sedano essiccato fino a ridurlo a grana fine, perlomeno il più fine possibile. E’ necessario l’uso di un frullatore che sappia il fatto suo, eventualmente un macinacaffé (un mini-robot non va bene, tanto per capirci). Il mio frullatore di solito se la cava piuttosto bene (è lo stesso di cui vi avevo parlato, e mostrato, in questa ricetta), ma di tutti gli attrezzi che ho è l’unico che, appunto, se la cava, grazie alla velocità di funzionamento. E comunque il massimo della macinatura che ottengo è quella che vedete nella foto sottostante. Il motivo: il sedano ha delle fibre che una volta essiccate diventano parecchio dure, e oppongono una certa resistenza alla macinazione, perlomeno a me succede così. Ecco perché è importante recidere le fibre affettando sottilmente il sedano.

sale di sedano

Se non riuscite a tritarlo finemente come vorreste, potete tranquillamente usarlo così come viene, che va benissimo.

E in ogni caso… si può rimediare, io ho la soluzione! (eheheh!). Dato che il sale di sedano è ottimo sia in versione “sale grosso” che in versione “sale fino”, non dovrete far altro che setacciare il trito di sedano ottenuto, e potrete vantare due differenti tipologie di sale di sedano prodotto con le vostre mani. Che idea, eh!! E poi non dite che non sono creativa! 😀

Ecco il sale di sedano fino:

sale di sedano-fino

e il sale di sedano grosso:

sale di sedano-grosso

Come ben si nota, in queste due foto il colore verde sembra più sbiadito: si tratta di una produzione precedente (a riprova delle molteplici sessioni fotografiche) in cui avevo usato il sedano bianco. Al momento il mio consiglio è di usare il sedano verde, lo trovo più “saporito”.

Il sale di sedano fino io lo uso a crudo direttamente nei piatti, quello grosso lo uso in cottura, nei sughi principalmente, oppure lo aggiungo nei risotti, o nel brodo vegetale, dove mi va, insomma.

🙂

Bene! Ora che vi ho raccontato come si produce, vi lascio un po’ di informazioni utili riguardanti questo fantastico sale di sedano:

1. Il sedano ha tante proprietà: è disintossicante, digestivo, diuretico, contiene tanta vitamina A, ma anche B, C, E, K. Contiene sali minerali, fra cui importante è la presenza di potassio il quale, come “contraltare” del sodio, è protettivo contro l’ipertensione, rendendo il sedano indicato nella dieta di chi assume farmaci ipertensivi (fonte: qui).

2. Il sedano è un ortaggio “saporito”, come peraltro altre verdure, ad esempio il carciofo, il finocchio, i cavoli, tutti saporiti in modo naturale, ne accennavo anche qualche tempo fa parlando del cavolo cinese.
L’idea di trasformare il sedano in “sale” io l’ho trovata proprio geniale! E vi dirò… da un po’ di tempo mi frulla in testa l’idea di provare a trasformare in sale anche altre verdure. Chissà… vedremo… 😉

3. Certo, non aspettatevi che il sale di sedano possa sostituire del tutto il sale, men che meno da un giorno all’altro. A meno che non siate già abituati ad una dieta iposodica, a meno che, cioè, il vostro palato non sia già stato adeguatamente “ricondizionato”, vi sconsiglio di mettere il sale di sedano nella vostra saliera al posto del sale (!) pensando di poterlo sostituire pari pari da un giorno all’altro. Non è così che funziona. Se volete ridurre il sale dovete farlo in modo graduale. Ricordatelo sempre.

4. In quest’ottica (di riduzione graduale, intendo) il sale di sedano può essere un valido aiuto come insaporitore, sia a crudo (quello fino) che in cottura (quello grosso). Provate ad assaggiarlo da solo, una punta di cucchiaino, sentirete che è saporito davvero! (Ehi, però siate obiettivi! Non assaggiatelo dopo aver assaggiato del sale!).
Quindi. Il mio consiglio è di iniziare ad usarlo come aromatizzante per il sale, aggiungendolo al sale via via in dosi sempre maggiori, calando nel contempo e in proporzione la quantità di sale. Insomma, un po’ come vi ho suggerito di fare con il gomasio.

5. A dire il vero, in commercio il sale di sedano confezionato esiste, ma non si tratta della stessa cosa: quello che si trova confezionato (conosciuto per essere un ingrediente del famoso Bloody Mary) è un sale aromatizzato al sedano, perciò cosa ben diversa da questo sale di sedano fatto in casa, che è fatto di puro sedano essiccato e basta.

E ora vi svelo quel dettaglio di cui vi dicevo nell’introduzione 😀 😉
Ecco: in questi mesi di sperimentazione e di produzione ho scoperto che nel giro di due mesi il mio sale di sedano, mantenuto in un barattolino di vetro, ha cambiato colore. Non me ne sarei mai accorta se non ne avessi prodotto di nuovo e se non mi fosse venuta l’idea di voler mischiare le due produzioni. Forse è una scoperta da poco ma è una cosa che ho notato e mi ha stupita, perciò ve la dico: il sale di sedano col tempo cambia colore! (perlomeno a casa mia 🙄 ). All’assaggio non c’è grossa differenza, anche se a mio parere perde un po’ anche nel sapore oltre che nel colore. Quindi, in conclusione, in base a questa mia esperienza, per la conservabilità del sale di sedano fatto in casa io darei per ottimale 1 mese.

sale di sedano

Bene, ho finito, sono arrivata ai saluti.

Ciao a tutti!!! 🙂

Manca un ringraziamento, però.
Un ringraziamento doveroso. Ringrazio Erica, La Cuocherellona, perché la prima volta che ho saputo dell’esistenza del sale di sedano è stato grazie a questo suo articolo. Grazie Erica! 🙂

Il sale di sedano è una delle tante cose nuove che ho imparato da quando mi sono imbarcata in questo mare del foodblogging. Mi resta solo da dire che… forse ho fatto bene ad imbarcarmi 🙂 Che meraviglia!

Ehi! Vi aspetto in fanpage mi raccomando!! 😉

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