La farifrittata, cioè la simil-frittata fatta con la farina di ceci, è una di quelle ricette che ho scoperto tardi, poiché qui da noi, perlomeno nella nostra famiglia, l’uso della farina di ceci non è usuale. Ho iniziato a comprarla solo alcuni anni fa, pur non sapendo all’inizio neppure come utilizzarla. Non lo sapevo proprio che poteva essere usata per fare una ricetta furba come una simil-frittata senza uova!
Finora ho usato la farina di ceci soprattutto come addensante, aggiungendola nelle polpette vegetali o nei burger, come ad esempio nei burger di cuscus, oppure a volte l’ho aggiunta in piccole quantità negli impasti del pane. Ma non l’ho mai usata in ricette che la prevedessero come ingrediente principale. O meglio, diciamo che quando ci ho provato (provando cioè quelle farinate o panelle di cui si trovano le ricette sulle confezioni della farina di ceci… ) mi sono sempre riuscite malissimo!
Ci voleva Michela 🙂
Michela, assidua frequentatrice del mio gruppo, ci ha deliziati con la sua farifrittata agli asparagi e non ho resistito alla tentazione di provare la sua ricetta, certissima della sicura riuscita.
E così è stato. Finalmente anch’io ho potuto realizzare una mia farifrittata di tutto rispetto!
Ho provato subito la ricetta di Michela, apportando solo varianti minime (la più eclatante: i porri al posto degli asparagi che non avevo 😀). E ho ottenuto questa, proprio questa, per me bellissima farifrittata ai porri, per la quale…
… no dai non ridete, è la verità!…mi sono emozionata!
😀
- DifficoltàMolto facile
- CostoEconomico
- Tempo di preparazione5 Minuti
- Tempo di riposo1 Ora
- Tempo di cottura10 Minuti
- Porzioni2
- Metodo di cotturaFornello
- CucinaSalutare
- StagionalitàTutte le stagioni
Ingredienti
Strumenti
Preparazione
Versare l’acqua e la farina di ceci in una ciotola, mescolare bene con una forchetta finché non ci sono più grumi.
Aggiungere il prezzemolo e fare riposare la pastella per un’ora (il risposo rende più digeribile la farina di ceci).
Se si ha tempo di prolungare il riposo è ancor meglio.
Affettare il porro (io ho utilizzato soprattutto il gambo).
Versare l’olio in una padella antiaderente (io ho usato una padellina da 22 cm) e far appassire il porro.
Coprire con il coperchio e fare cuocere a fiamma media per qualche minuto, poi abbassare al minimo.
Quando la parte superiore è abbastanza rappresa girare la farifrittata.
Essendo questa la mia prima farifrittata ho avuto un po’ di timore al momento di girarla 😀 e allora ho preferito tagliarla in quattro spicchi. Parleremo di questo ‘ostico’ passaggio in una prossima ricetta. Stay tuned!)
Dopo aver girato la frittata, o dopo aver girato gli spicchi, completare la cottura (sempre con il coperchio) ancora per qualche minuto, o comunque fino a quando si forma la crosticina su entrambi i lati.
Servire calda, tiepida o fredda. È buona sempre!
Consigli senza sale
La farifrittata può tranquillamente essere preparata senza sale, la farina di ceci ha un sapore così intenso e caratteristico… che basta a se stessa! 😀 Scherzi a parte, questa ricetta può essere insaporita in tanti modi fantasiosi, utilizzando sia spezie che erbe aromatiche a piacere. Provateci, se non ad eliminare del tutto, almeno a dimezzare il sale che d’istinto usereste, e vedrete che grazie a qualche spezia in più non ne sentirete la mancanza.
Se sei interessato a ridurre o eliminare il sale, ricorda sempre di:
▫ Diminuire il sale gradualmente, il palato deve abituarsi pian piano e non deve accorgersi della progressiva riduzione.
▫ Utilizzare le spezie. Peperoncino, pepe, curry, noce moscata, cannella, chiodi di garofano, cumino…
▫ Utilizzare le erbe aromatiche. Basilico, prezzemolo, origano, timo, salvia, maggiorana, rosmarino, menta…
▫ Utilizzare i semi. Sesamo, pinoli, mandorle, noci…
▫ Utilizzare ortaggi piccanti o frutta. Aglio, cipolla, limone, arancia…
▫ Utilizzare il mio granulare vegetale senza sale
▫ Preferire i cibi freschi.
▫ Evitare le cotture in acqua, preferire cotture che non disperdano i sapori (piastra, cartoccio, vapore, microonde)
▫ Evitare di portare in tavola la saliera!
▫ Concedersi a volte uno strappo alla regola. Fa bene all’umore e aiuta a perseverare.
Se non vuoi, o non puoi, rinunciare al sale:
▫ Puoi provare ugualmente le mie ricette salando secondo le tue abitudini.
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Una super proposta…e l’idea della monoporzione la trovo vincente! Un abbraccio
Non conoscevo assolutamente l’esistenza della farifrittata! Sembra interessante, ma mi intimorisce… perché a te che sei esperta all’inizio non venivano bene? E poi… il girare le frittate è sempre stato un problema per me, a farle saltare non mi ci trovo, mi tocca usare un piatto, ma solo quando uso una padella non grande, altrimenti tempo sempre di fare il disastro. Mi ci vuole un corso di rigiramento frittate!
Ciao Kukuviza! 🤩 Girare le frittate è sempre stato uno scoglio insormontabile anche per me, anche quelle tradizionali con le uova, tendenzialmente perché mi ostino da sempre ad usare poco olio, una verità che avevo capito ai tempi dell’università quando vidi una mia coinquilina cuocere un uovo fritto usando l’olio che io consumavo in una settimana per tutti i pasti, e poi ho avuto l’ardire un giorno di prendere un’omelette in un ristorante ed è stata l’unica volta in cui sono riuscita a non digerire una frittata per quanto grondava d’olio. Le farifrittate hanno in più il problema che la farina di ceci tende ad essere pastosa. Il primo segreto per iniziare, poi il resto viene con l’esperienza, è quello di usare una buona padella antiaderente, per me è fondamentale, il secondo segreto è quello di dosare bene il fuoco in modo che si formi una crosticina che si stacca dalla padella (ma senza bruciarsi, perché se il fuoco è troppo alto si bruciacchia troppo mentre sopra è ancora troppo morbida e se la giri col coperchio si attacca tutta al coperchio). Per le farifrittate io all’inizio ovviavo tagliandola in quattro spicchi e rigirando uno spicchio alla volta, nella ricetta della farifrittata ai porri l’ho confessato apertamente 😀 e la cosa è ben evidente dalle foto. Altra cosa: la paletta. Non so se capita solo a me ma con la paletta di silicone non riesco a staccare la crosticina dalla padella, mentre con una paletta di quelle nere (che non so onestamente di che materiale plastico sia) mi trovo bene. Ultima cosa: per le farifrittate so che è molto gettonata l’opzione cottura in forno dove il problema del girarla non c’è, ma su questo purtroppo non posso aiutarti perché non mi sono ancora cimentata. Mi raccomando fammi sapere! Spero di esserti stata utile!
Buona Pasqua!
PS: Ah, dai un’occhiata anche alla farifrittata con farina di mais, per me era stata un utile esperimento