Il coriandolo. Una piantina che forse in molti non conoscono. La pianta per quel che mi riguarda non ha un buon odore, anzi direi che a primo acchitto può essere anche nauseabondo. Beh secondo me somiglia molto a quello delle cimici. Infatti leggendo alcune schede, sembrerebbe che il suo nome derivi proprio dal greco Koris che significa appunto cimice.
Però oggettivamente è molto bella. A me personalmente piace molto. Ha dei fiorellini carinissimi e delicati e degli steli sottili e morbidi. Ho voluto mettere questa foto in bianco e nero, proprio per queste caratteristiche un pò retrò e poi non so a voi ma a me in questa foto piace tantissimo. E’ cosi’ romantica che il “profumo” va in secondo piano. Però francamente l’odore è davvero poco piacevole. Detto ciò vediamo la carta d’identità di questa signorinella
- Famiglia-Ombrellifere
- specie –Coriandrum sativum
- nomi- Prezzemolo cinese. Per le sue foglie simili al prezzemolo. Pitartola, calandri e anche erba cimicina
- origini –Europa meridionale, in Italia è molto diffusa, Medio Oriente, nord Africa
- varietà- Macrocarpon – semi di circa 5 mm dal colore chiaro e cresce in un clima tropicale. Microcarpon- Semi più piccoli circa 3 mm dal colore scuro che cresce in un clima più temperato
Il coriandolo
Caratteristiche – Altezza di circa 40/70 cm. Pianta perenne. Possiede fiori piccoli bianchi ma con sfumature che potrebbero andare dal rosa-rosso. I frutti sono piccoli e tondi.
Coltivazione – La pianta va seminata in primavera all’aperto, in terricci calacarei, ben nutriti, e drenanti. Ama il sole, ma il terriccio deve essere umido. I frutti vengono raccolti in luglio- agosto. E’ una pianta che non teme gli attacchi di insetti ma se vi sono ristagni di acqua, può soffrire di marciume radicale. Per raccogliere i frutti si recidono i rami, che vengono essiccati appesi o nell’essiccatore. Tolti dai rametti si conservano poi in barattoli ben chiusi, in un luogo al buio e asciutto. L’essiccazione rende il frutto molto aromatico, utile nella preparazione di tante pietanze. La pianta avrà il tipico odore di cimice finchè i frutti non si saranno maturati, presentando un colore giallo-bruno
Proprietà curative – Il coriandolo contiene vitamina k, antiossidanti, magnesio, ferro, zinco, fosforo e bere le sue tisane, migliora le infezioni urinarie e i problemi gastrici. Aiuta coloro che hanno problemi di astenia, poichè ha proprietà stimolanti ed eccitanti. Combatte le emicranie, i radicali liberi ed è un alleato contro lo stress, l’alitosi e il meteorismo. Le sue proprietà sono comunque infinite, regola anche il colesterolo e migliora l’assorbimento dei carboidrati, migliorando il metabolismo. Molto utile anche per le infezioni vaginali. Il suo utilizzo avviene sottoforma di semi interi o in polvere, tinture madri…..
Il coriandolo
In cosmetica – Ideale per il pediluvio, utilizzato anche per fare creme, lozioni e profumi.. I frutti in polvere eliminano i cattivi odori anche dalle mani
In cucina – I frutti chiamati erroneamente semi, hanno un profumo pungente che si avvicina a quello del limone solo se sono maturi. In molti paesi orientali e in sud America si usano anche le foglie per creare piatti a base di pesce e verdure, in sud-est asiatico si consumano anche le radici per creare salse tipiche della zona. Come ben sappiamo in India e nelle zone arabe le spezie sono importanti e tra queste anche i “semi” di coriandolo, che vengono aggiunte alle altre per rafforzarne il gusto. In Cina è un ingrediente importantissimo. I semi invece quì in Italia insaporiscono alcuni insaccati, aceti, pane, dolci, cioccolato e alcolici.
Cenni storici – Il coriandolo è una pianta antichissima. Come spesso succedeva nell’antico Egitto, le spezie venivano utilizzate per le cerimonie funebri. Il coriandolo era tra queste, per profumare le stanze in cui vi era il corpo della persona defunta.
I greci e i romani, utilizzavano il coriandolo soprattuto per le sue proprietà terapeutiche, mentre nel medio evo divenne popolare poichè si credeva fosse la droga d’amore. Tempo dopo si utilizzò anche per fare profumi e spezie. In passato in Italia i frutti del coriandolo venivano ricoperti di zucchero e lanciati nel periodo di carnevale. Furono in seguito sostituiti con palline di gesso. Nel 1875 vi fu la svolta. Le palline di gesso furono rimpiazzate dalla carta, grazie al cavalier Mangili, il quale aveva un’azienda tessile e bachi da seta. Per questi ulltimi, utilizzava dei fogli particolari da cui trasse degli scarti ed ebbe l’idea di sfruttarli per crearne appunto dei coriandoli di carta.
Alcune nozioni sono state riassunte dal libro le erbe aromatiche
Grazie per essere stati qui’
In questo articolo sono presenti link di affiliazione amazon
In questa pagina sono presenti link di affiliazione che garantiscono a questo sito una piccola quota di ricavi, senza variazione del prezzo per l'acquirente.

