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Se aspetti un bambino l’alcol può attendere

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Cari lettori,

vi segnalo una importante iniziativa che con piacere ho scelto di sostenere attraverso il mio blog e i canali social a disposizione. Si tratta di una campagna di informazione per prevenire i danni fetali legati al consumo di alcol in gravidanza: Se aspetti un bambino, l’alcol può attendere.

Edoardo ha quasi tre anni e, anche se rientro nella sempre più diffusa definizione di “mamma multitasking”, al momento non penso ad una seconda gravidanza, constatato l’impegno che un figlio da solo può dare! Ma, quando ero in attesa, il mio unico pensiero era la sua salute intra ed extra uterina. Per questo ho scelto di evitare categoricamente i cibi crudi e di lavare con un’attenzione quasi maniacale le verdure con bicarbonato e disinfettante perché non ero immune al toxoplasma. Non ho mai fumato in vita mia e ovviamente per me nemmeno una goccia di alcol: ho evitato il brindisi di Capodanno e l’aperitivo, seppur leggero, che ogni tanto mi concedevo. Tutto questo per lui. Non avrei potuto fare diversamente.

Ogni anno, in media, in Italia, più di 500 mila donne diventano madri (Istat). Sia che vivano al nord o al sud, che siano più o meno giovani o che si trovino ad affrontare la prima gravidanza, i riti e le paure della dolce attesa sembrano accomunarle un po’ tutte. Se dovessero descriversi con un aggettivo sceglierebbero “multitasking” (53% delle intervistate), per sottolineare la loro capacità di riuscire a conciliare tante esigenze contemporaneamente. Chiamano per primi i loro compagni o mariti (92%) per annunciare la bella notizia – e solo dopo telefonano ai genitori (5%) – ma poi in sala parto solo il 60% vuole il futuro papà al proprio fianco (il 34% preferisce restare da sola). Nel periodo della gravidanza, 7 su 10 hanno almeno una paura legata alla salute del feto (più che al dolore del parto, che preoccupa l’8%), e sono pronte a fare diverse rinunce, sia in fatto di cibo che di bevande alcoliche, solo per garantire la salute del nascituro. Un’attenzione, quella per il consumo di alcol in gravidanza in particolare, che è cresciuta negli ultimi anni (il 65% delle donne che ha avuto un figlio sa che in quei mesi non bisogna assumere alcol), anche se molte di loro non smettono del tutto (1 su 3 fra le consumatrici non sospende il consumo di bevande alcoliche) o non conoscono bene i limiti di rischio (per il 67% non è rischiosa una assunzione saltuaria di bevande alcoliche). E’ la fotografia scattata dalla Doxa per AssoBirra (Associazione Nazionale dei produttori della birra e malto), che ha intervistato oltre 800 donne tra i 18 e i 44 anni (412 donne incinta e/o con figli piccoli e 425 a donne senza figli) per scoprire quanto sanno del tema “alcol e gravidanza” le mamme italiane. Per aumentare la conoscenza sul tema e continuare ad informare chi aspetta un figlio o sta provando ad averlo o chi ancora non sa quali siano i comportamenti corretti da adottare in gravidanza, AssoBirra e SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) lanciano, dal 9 giugno al 9 agosto, la terza edizione della campagna “Se aspetti un bambino l’alcol può attendere”.

Nella nuova edizione, la campagna – che ha ricevuto in passato l’apprezzamento e il sostegno del Ministero della Salute, ottenendo il marchio Guadagnare Salute – utilizzerà diversi strumenti e mezzi d’informazione per raggiungere le donne da sensibilizzare: un nuovo sito internet http://www.seaspettiunbambino.it , dove saranno raccolte informazioni utili sul tema “alcol e gravidanza” con una veste completamente rinnovata. Un videomessaggio realizzato con da testimonial d’eccezione, l’attrice neo-mamma protagonista di diversi film e serie tv di successo, come “Un medico in famiglia”, Francesca Cavallin. Infine, una media partnership con uno dei principali portali di informazione rivolto al mondo delle donne (con 6 milioni di utenti unici mensili) , che dedicherà due post a settimana a questo delicato argomento, con notizie e suggerimenti da dare a chi sta provando ad avere un figlio, a chi è in dolce attesa e a chi è già mamma ma vuole diventarlo di nuovo. Per tutte loro, sarà aperta appositamente sul sito una sezione, “l’esperto risponde”, dove Enrico Vizza, Segretario  SIGO e Direttore UOC di Ginecologia Oncologica del Dipartimento di Chirurgia Oncologica dell’ Istituto Nazionale “Regina Elena”,  risponderà a quesiti, dubbi, interrogativi di mamme, neo mamme o future mamme. E ancora, un’azione capillare della SIGO coinvolgerà i suoi ginecologi, informandoli dei temi della campagna, per riuscire così a coinvolgere un numero sempre più ampio di donne, sensibilizzandole su questo importante argomento.

E voi, cosa ne pensate a riguardo? Attendo i vostri commenti!

Un caro saluto e alle prossime ricette! 😉

*gelso*

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