Kefir al caffè (d’orzo)

Voglia di una merenda sana e fresca? Prego servitevi! Vi offro un bicchiere di kefir al caffè.
Eh eh, d’orzo. 😀

kefir al caffè d'orzo

E vabbe’.
Sono mesi e mesi che tergiverso riguardo questa “ricetta”. (Il dubbio amletico era: la pubblico o è troppo banale per pubblicarla?).

Ché, in effetti, è improprio definirla ricetta.

Potrei dire che è una non-ricetta? L’ho già fatto una volta, vi ricordate? Quando vi ho parlato della scorza d’arancia in polvere.
E di questo kefir al caffè d’orzo, posso dirlo anche di lui che è una non-ricetta?
Eh, perché questa “ricetta” si prepara davvero in sole due mosse. E poi, sono certa di non essere la prima ad averla pensata! Non ho dubbi che fra i tanti estimatori del kefir ci sia chi ci ha già provato a mescolare del caffè solubile o del caffè d’orzo al kefir. Forse.

Eh, sì, forse. Mi permetto di dire forse, perché è vera una cosa: che quando si è dei neofiti del kefir, ogni idea nuova, ogni informazione in più, ogni suggerimento per come usarlo e, soprattutto, per come rendere gradevole quel retrogusto acido/amarognolo tipico del kefir, be’, insomma, ogni suggerimento è utile e ben accetto. Credetemi. Perciò, se fra voi che state leggendo c’è qualcuno che ancora sta sperimentando sapori e abbinamenti per il proprio kefir appena autoprodotto, ecco siete nella pagina giusta! 😀

Dopo, eh, dopo, quando un’abitudine diventa consolidata, eh, si fa presto, dopo, a dire “che cavolata, che ci voleva mai a pensarci” !!
Ehhhhh… è così, sì.

Come vi ho raccontato nelle varie puntate della mia “saga kefir”, che iniziava proprio un anno fa in questo periodo a cavallo tra giugno e luglio, (cliccate QUI se siete curiosi), può succedere che si inizi a produrre kefir per caso come è successo a me.
Oppure può succedere che si sia sentito tanto parlare del kefir e che per curiosità si voglia provarlo, scoprendo però che non è sempre semplice reperire i granuli, e che si vada alla ricerca dei granuli per mesi. Solo che poi può succedere che questo kefir, dopo tante ricerche e aspettative, be’, può succedere che non sia proprio come ci si aspettava.
Davvero. Conosco, anche personalmente, chi è incappato in questo problemuccio, chiamiamolo così, del “mi aspettavo che assomigliasse di più allo yogurt”, del “non credevo che fosse così amarognolo”, del “ha un retrogusto che non mi aspettavo”.

Ecco, chiariamola una volta per tutte questa cosa: il kefir è kefir. Punto. E’ uno yogurt, lo si può usare e assumere esattamente come si usa e si assume lo yogurt, ma ha un suo sapore caratteristico (più o meno marcato a seconda di come lo si produce), tipico del kefir. Oltre a tante proprietà benefiche.

Usandolo per cucinare la differenza tra kefir e yogurt è pressoché inesistente. Le ciambelle, le focacce, i condimenti per la pasta (al posto della panna ad esempio), riescono benissimo senza differenze (o con poche differenze) di gusto o di riuscita della ricetta.
Mangiandolo così, invece, cioè al cucchiaio, il sapore e il retrogusto del kefir c’è. D’altronde, io non vorrei mai che avesse il sapore di qualcos’altro, se voglio mangiare uno yogurt mi compro uno yogurt, oppure tiro fuori la mia yogurtiera e mi produco il mio yogurt. Ma se voglio mangiare il kefir, o se sono convinta che mangiarlo con regolarità mi faccia bene, allora me lo produco e me lo mangio, e siccome il caso vuole che a me il kefir piaccia, anche con il suo sapore intrinseco, continuo a produrlo e a mangiarlo e a usarlo nelle mie ricette e, qualche volta, a condividerle con voi su queste pagine. 😉

Ma non è così per tutti.
A qualcuno non piace e dopo qualche tentativo lo abbandona e amen.
C’è anche chi vuole assumerlo per motivi salutistici, ma non riesce a farselo piacere e ha bisogno di sperimentare “ricette”.
E poi c’è chi, come me, cerca di propinarlo al resto della famiglia. 😛
Resto della famiglia che, inevitabilmente, storce il naso. 😛
I miei figli hanno sempre protestato fin dal primo giorno che l’hanno assaggiato, come credo sia normale per tutti i bambini o ragazzi, e non hanno mai voluto mangiarlo al naturale. Ok. Siccome però sono convinta che tutti quei bei fermenti che contiene facciano bene alla loro pancia, ogni tanto ci riprovo.
Nel tempo ho provato varie combinazioni di sapori che sono state apprezzate, da mia figlia, come ad esempio l’abbinamento con la marmellata d’arance (vedi QUI), che ogni tanto le ripropongo a merenda o a colazione.
Ho detto mia figlia. Sì, perché con il maschietto ho avuto qualche rimostranza in più e per parecchio tempo ho desistito. Poi però alla fine… eh eh eh, abbiamo scoperto che il kefir al caffè d’orzo… gli piace!!! 😀

Nel titolo ho messo d’orzo tra parentesi perché, ovviamente, a mio figlio che non ha ancora 12 anni non darei mai il caffè, e poi detto fra noi il caffè solubile non rientra negli acquisti abitudinari di casa nostra! Però posso supporre senza timore di sbagliare che se il kefir con il caffè d’orzo è buono, a maggior ragione sia buono col caffè caffè. 😉

Kefir al caffè (d’orzo)

Ingredienti per 1 persona
80 g di kefir (yogurt)
1 cucchiaino di zucchero di canna (anche 2, se vi piace più dolce)
1 cucchiaino di orzo solubile

Procedimento
Versare il caffè d’orzo solubile e lo zucchero nel kefir fresco, appena tolto dal frigo, e mescolare molto bene.

Fine. 😀 Il vostro kefir al caffè d’orzo è pronto per essere gustato 😉

kefir al caffè d'orzo

Questo kefir preparato così, con caffè d’orzo solubile e zucchero di canna, a me ricorda molto il gusto dello yogurt al malto, vi è mai capitato di mangiarlo?

Enjoy!

Grazie per aver letto questa non-ricetta! 😀

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2 commenti su “Kefir al caffè (d’orzo)

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