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Torta veloce al cioccolato e scarto di spremuta

| Dolci, dolci al cioccolato, ecosostenibile, ricette economiche

 

torta veloce al cioccolato e scarto di spremuta

Le feste sono finite, ma questo non vuol dire che non possiamo più concederci un dolce. La mia idea di oggi è quella di preparare una torta veloce al cioccolato, da preparare in soli 5 minuti, con ingredienti semplici, di quelli che abbiamo sempre in dispensa, aggiungendo un tocco ecosostenibile, ovvero unendo alla torta lo scarto della spremuta di arancia..Esatto, avete capito bene, sto parlando di quella polpa che si accumula sullo spremi agrumi e che puntualmente gettiamo.

Vei anche:

Torta veloce al cioccolato con scarto di spremuta

Ingredienti

  • 200 g di farina per dolci
  • 200 g di zucchero
  • 100 ml di olio di semi
  • 80 ml di latte
  • 3 cucchiai di cacao amaro
  • 80 g di cioccolato fondente a pezzetti
  • lo scarto della spremuta di 3 arance
  • 2 uova
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • pizzico di sale

Procedimento

  1. Nella ciotola della planetaria versate le uova, aggiungete l’olio di semi e il latte. Mescolate il tutto.
  2. Aggiungete la farina, lo zucchero, il cacao, il cioccolato fondente a pezzetti, lo scarto della spremuta ed lievito per dolci. Mescolate di nuovo.
  3. Aggiungete il composto in una teglia da 24 cm di diametro.
  4. Cuocete in forno preriscaldato e statico a 180° per 30-35 minuti, fate la prova stecchino per verificarne la cottura, anche se con lo scarto della spemuta l’impasto non potrà mai risultare completamente asciutto.

La ricetta è tratta e rivisitata dal blog “Ho voglia di dolce”

Mara Toscani

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Torta di pane-ttone

| Cucina a impatto Zero, Dolci, Dolci delle Feste, dolci eco, ecosostenibile, ricette economiche

torta di pane-ttone

Alzi la mano chi, a gennaio, non si ritrova con qualche Panettone avanzato. E’ un classico ormai e si rischia di arrivare a Pasqua con ancora qualche rimasuglio in dispensa! Oggi vi presento un’idea elegante e d’effetto per riciclare il Panettone avanzato senza che nessuno se ne accorga…La torta di pane-ttone! Potete sempre dire che si tratta di una semplice torta di pane, proprio come quella che preparavano le nostre nonne. Dai mettiamo le mani in pasta..

Vedi anche:

 Torta di pane-ttone

Ingredienti:

  • 250 gr. di Panettone avanzato
  • 500 ml di latte
  • 120 g di zucchero
  • 120 g di amaretti
  • 20 g di uvetta
  • 2 uova
  • 30 g di cacao amaro
  • 30 g di mandorle (facoltative)
  • Buccia grattugiata di mezzo limone biologico
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale

 

Ingredienti per la glassa:

  • 200 g di zucchero a velo
  • 1 albume
  • 10 gocce di succo di limone

 

Preparazione (stampo da plumcake o tortiera da 28 cm):

  1. Mettete in ammollo l’uvetta e scaldate il latte.
  2. Tagliate a pezzetti il panettone e tuffatelo nel latte caldo. Mescolate e coprite la ciotola con un piattino fino a quando il panettone non sarà ben inzuppato.
  3. Nel mixer frullate gli amaretti con le mandorle e il cacao in polvere.
  4. Lavorate le uova con lo zucchero fino a renderle una crema, unite la buccia grattugiata del limone e un pizzico di sale.
  5. Aggiungete gli amaretti tritati con le mandorle e il cacao, il panettone inzuppato e leggermente sgocciolato, un quarto del latte, l’uvetta strizzata e infarinata (in questo modo, durante la cottura, non cadrà sul fondo) e amalgamate bene il tutto.
  6. Versate il composto nella teglia ricoperta di carta da forno e livellate la superficie.
  7. Infornate in forno già caldo a 180°C per circa 50-55 minuti. Ricordatevi di fare la prova dello stecchino, se questo uscirà asciutto la torta è cotta, altrimenti proseguite la cottura per altri 10 minuti.
  8. Preparate la glassa montando semplicemente lo zucchero a velo con l’albume e aggiungendo quasi alla fine il succo di limone (dona il colore bianco).
  9. Servite la torta di Pane-ttone tiepida o fredda.

Mara Toscani

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Bucce di patata in pastella

| antipasti, Cucina a impatto Zero, ecosostenibile, finger food, finger food salati, finger food salati eco, finger food vegetariani, Frutta e verdura, ricette economiche

Bucce di patata in pastella

Una volta un mio amico mi ha detto: “ma le bucce di patata si danno ai maiali!”. E invece non sapete che bontà che sonole bucce di patata in pastella. Ovvio tener presente alcune accortezze, come scegliere assolutamente biologiche o acquistarle dal contadino o dal fruttivendolo di fiducia, o perché no piantarle da sè, anche sul balcone, il raccolto è garantito. Vale la pena provare.

Vedi anche:

 

Bucce di patata: pericolo solanina, un mito da sfatare

Bucce di patataLe patate contengono un alcaloide: la solanina. Ma sfatiamo il mito della tossicità.
La solanina è presente in maggior concentrazione nella buccia ed è una sostanza che, se assunta in grandi quantità, è tossica per l’organismo umano. E’ importante sottolineare che, affinché si manifesti un principio di intossicazione, è necessario ingerire una gran quantità di patate in un solo pasto: circa 2 kg per un uomo di 70 kg.

La solanina è una sostanza che la patata sviluppa per difendersi da insetti, animali e funghi e la sua concentrazione, è direttamente correlata con la sua “salute” e la sua “forza”. Questo vuol dire che le patate non ancora mature, le patate germogliate, quelle vecchie, danneggiate o esposte alla luce del sole (che diventano verdi per effetto della clorofilla), presentano una concentrazione più alta di solanina rispetto alle patate mature e consumate entro 5 mesi dalla raccolta.
Le patate coltivate con metodo biologico presentano una quantità di solanina minore del 30% rispetto a quelle coltivate con metodo convenzionale.

BUCCE DI PATATA IN PASTELLA
Ingredienti:
  • le bucce di 3 patate
  • 140 ml di latte o acqua
  • 100 g di farina
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere
  • olio per friggere
  • sale
Procedimento:
  1. Pelate le patate per il lungo cercando di ricavarne dei bei pezzi.
  2. Mettete le bucce di patate a bagno in una bacinella con acqua fredda per almeno 1 ora, in questo modo le bucce tenderanno ad arrotolarsi formando dei riccioli.
  3. Se avete cucinato le patate il giorno prima potete conservare le bucce di patate a bagno anche tutta la notte.
  4. Preparate la pastella mescolando gli ingredienti secchi, come farina, lievito e sale in una ciotola. Aggiungete molto lentamente il latte o l’acqua. Amalgamate bene fino a formare un composto denso e cremoso. Se vi sembra troppo denso, aggiungete ulteriore liquido. L’utilizzo di acqua o latte è a vostro piacimento. Il latte rende il composto più avvolgente e cremoso.
  5. Immergete le bucce di patate ben asciugate nella pastella.
  6. Friggete le bucce di patate in olio bollente per 4 minuti e scolatele su carta assorbente.
  7. Servite subito.

Foto e ricetta di Mara Toscani, edita sul sito ambientebio.it

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Cornetti con puntarelle, pecorino e semi di papavero

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cornetti-salati-puntarelle-pecorino

Bastano pochi ingredienti per preparare questi finger food velocissimi, i cornetti con puntarelle, pecorino e semi di papavero. Semplici, pronti in 10 minuti e perfetti per un apericena tra amici.

Vedi anche:
puntarelle
Puntarelle e catalogna

Le puntarelle sono i germogli della Cicoria catalogna, raccolti quando inizia il primo freddo.
La cicoria catalogna fa parte della famiglia delle Asteraceae (un tempo Compositae) e il suo nome scientifico è Cichorium intybus, gruppo catalogna. Prende anche il nome di cicoria asparago – per l’evidente somiglianza dei suoi germogli con i turioni dell’asparago – o cicoria puntarelle. Pur essendo molto conosciuto nella gastronomia romana, la cicoria catalogna è un prodotto tipico pugliese, dove pare sia stata domesticata nel passato la specie spontanea, che arrivava dall’Asia occidentale. La più famosa è proprio la cicoria catalogna di Galatina, assieme alla Molfettese, ma esistono in Italia anche altre popolazioni, come la cicoria catalogna frastagliata di Gaeta in Lazio e la cicoria catalogna Gigante di Chioggia.
Il cespo ha una caratteristica foglia allungata ed è composto da numerose foglie di colore verde scuro da cui spuntano i germogli più chiari: quasi bianchi alla base, diventano di colore verde più intenso mano a mano che ci si avvicina alla punta.
Come tutte le catalogne, le puntarelle sono un alimento molto ricco di sali minerali e vitamine, in particolare la A e la C. Ma ad attirare l’attenzione dei nutrizionisti è soprattutto il contenuto in inulina, presente anche nel topinambur. Le puntarelle svolgono azione diuretica e purificante dell’organismo, favoriscono il buon funzionamento dell’apparato digerente e del fegato.

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Sformatini di polenta di Beura, spinaci e formaggio Ossolano

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sformatini di polenta di beura

Quante volte vi è capitato di preparare la polenta e di avanzarne un po’ troppa? Ecco un’ idea veloce e golosa per riciclarla con questi sfiziosi sformatini di polenta. L’idea in più è quella di aggiungere gli spinaci e un cuore filante di formaggio a cui nessuno saprà resistere. Ricetta perfetta per i bambini e per i celiaci.

Vedi anche:

La polenta di Beura: una delizia tutta da scoprire

Cos’ha di speciale questa polenta? Il sapore tipico e unico di una farina di mais integrale, ma soprattutto il merito di unire il recupero di tradizioni, risorse naturali e persino una valenza didattica: infatti uno dei terreni messi a disposizione dalle famiglie del piccolo paese serve anche per esperienze didattiche con gli alunni della locale scuola primaria.

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Mais made in Vco, dalla polenta alla birra

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mais

Mais non vuol dire solo polenta, questi piccoli chicchi colorati e dolcissimi, si prestano a mille preparazioni sia dolci che salate e pensate perfino alla preparazione della birra made in Vco.
Insieme a pochissimi altri cibi , il mais era la fonte di sostentamento dei nostri nonni e ancora oggi rappresenta  l’alimento alla base della catena alimentare.

Mais targato Vco

E’ grazie ad un gruppo di giovani ragazzi che nel Vco nasce la birra ottenuta dalla lavorazione di mais (proveniente esclusivamente dalla piana del Toce, in prossimità di Beura Cardezza), luppolo e malto d’orzo. La birra è chiara e a bassa fermentazione, piacevole al palato e perfetta all’aperitivo, in abbinamento alla pizza e perché no, con fritti di pesce di lago.
Pensate chela coltivazione del mais nel Vco risale al 1600. Da allora è stata la principale fonte di sostentamento per molte famiglie.
Negli ultimi due secoli si è assistito al dilagare dello sviluppo industriale dovuto principalmente all’abbondanza di energia elettrica prodotta dalle centrali idroelettriche che ha favorito l’insediamento del comparto chimico e siderurgico. Di conseguenza le aree agricole si sono spopolate o sono state destinate alla sola produzione di foraggio.
Dal 2013 siè assistito ad un radicale cambiamento, in particolare lungo la piana del Toce, nei pressi di Beura Cardezza, in cui, grazie alla stretta collaborazione dell’Associazione Produttori Agricoli Ossolani ed un gruppo di appassionati, si è tornati a coltivare grossi appezzamenti di mais destinato alla produzione di farina ad uso alimentare.

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Risotto al radicchio e Ca’ d’Maté

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risotto radicchio Ca' d' Maté

Voglia di piatti sani, di piatti fatti con ingredienti buoni e della terra. E’ il caso di questo risotto al radicchio e Ca’ d’Maté, targato 100% made in Ossola. Risotto ricco di gusto, ma allo stesso tempo semplice.

Vedi anche:

Un risotto fatto di Ossola

Un risotto in onore delle terra in cui vivo, che ci regala prodotti di nicchia eccezionali. Uno di questi è il vino rosso Ca’ d’Maté, prodotto in Ossola con le migliori uve di Nebbiolo, di Croatina e di Prunent di tutta la valle. Il vino prende il nome dall’antica cantina in cui viene effettuato l’invecchiamento. Il colore è rosso rubino con riflessi viola. Profumo fruttato, frutta a bacca rossa. In bocca asciutto, sapido, pieno, caldo e strutturato con leggeri tannini.

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Finti arancini di miglio e legumi ripieni di ragù, cottura al forno

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arancini di miglio

A chi è mai avanzato del ragù? Cosa si fa? O si congela o si ricicla. Io l’ho utilizzato per farcire gli arancini di miglio, o meglio, i finti arancini di miglio e legumi ripieni di ragù, cottura in forno. Facili da preparare, pochi ingredienti, leggeri grazie alla cottura in forno e con un buono e sano ripieno di ragù. Ricetta perfetta per i bambini.

Vedi anche:

Miglio: ottimo ricostituente per i capelli

Hai capelli fragili? Durante autunno e  primavera i capelli possono apparire sfibrati, per questo è utile favorire la  formazione di cheratina con questo elemento. Oltre a un consumo regolare  di miglio nella dieta, risulta molto efficace un ciclo di integratori: in breve tempo ti permetteranno di osservare risultati significativi per la vitalità della tua chioma. Integratori specifici contenenti estratti di miglio sono consigliati per rinforzare unghie con tendenza a sfaldarsi e per contrastare la perdita di capelli. (tratto da Donna Moderna).

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Antipasti, finger e piattini

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Antipasti, finger e piattini

Ecco una bella raccolta di antipasti, finger e piattini, con l’aggiunta di pani, focacce e pizze. Un modo veloce, pratico e semplicissimo di spulciare tra le mie ricette.

Cucina sostenibile, cucina sana e buona

La mia cucina, si sa, è un po’ particolare, i miei piatti sono quasi tutti prepararti in modo sostenibile, con l’utilizzo di scarti di frutta e verdura, pane raffermo e avanzi, con la predilizione per la cucina vegan, priva di ingredienti di origine animale e ingredienti a basso costo.

Se volete vedere tutte le ricette del blog divise per categoria cliccate QUI

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