Maccarones de busa, tipica pasta tradizionale sarda

Conoscete ormai tutti la mia passione per i piatti tradizionali, di qualsiasi luogo siano. Ma la mia predilezione ovviamente va a quei piatti tipici della mia meravigliosa terra, la Sardegna, che offre un panorama enogastronomico importante e davvero svariato. Siamo un paese ricco di storia e tradizioni, che spaziano davvero in ogni campo, dalla medicina, ai costumi tipici, all’archittetura e all’arte e naturalmente soprattutto abbiamo una forte connottazione enogastronomica legata al nostro substrato agro pastorale.

Tra le cose che più amo della Sardegna c’è la grande varietà di paste fresche che le n ostre nonne e le nostre madri ci hanno tramandato. Tutti in Italia conoscono i malloreddus, la fregola o i culurgiones ogliastrini. Ma la pasta sarda non si riduce a quelle due varietà. In realtà è un mondo ricchissimo e ogni paese ha una sua tradizione da portare avanti.

“Dai macarrones de busa o a ferrittu, pasta lunga, forata, fatta tradizionalmente con un ferro da calza, alle lorighittas, anelli di pasta intrecciata peculiari di Morgongiori (Oristano), al famoso filindeu nuorese, intreccio di fidelini essiccato al sole sardo e destinato a robusti brodi di pecora arricchiti da formaggio pecorino. Uniche le caombas (colombe) e crogoristas (creste di gallo) di Masullas (Oristano), paste ornate, fatte a mano una per una, peculiari gli andarinos di Usini (Sassari) dalla caratteristica forma elicoidale, e i marraconis fibaus, spaghetti antichi; ma ancora ancora le lisanzas, tipo pappardelle, le tallutzas della Marmilla, cerchi di pasta semplici o finemente decorati, secondo l’occasione d’uso, e le paste a forma di fiore come i gravellus (garofani).” (cit. Alessandra Guigoni). E l’elenco potrebbe continuare davvero a lungo, credetemi.

Io oggi, con molta umiltà, voglio proporvi i maccarones de busa. Una sorta di bucatini nostrani realizzati con sola semola e acqua, che si realizzano con l’uso di una ferro da calza n.3 preferibilemente, ma anche con la stecca di un ombrello (la cui forma permette alla pasta di non fuggire via).

I maccarones si prestano poi ai condimenti più svariati, preferibilmente con sughi a base di carne come salsiccia o cinghiale. Io però avevo a disposizione dei funghi freschissimi appena raccolti in campagna e ho voluto provarli con quelli, lasciando che tutti i sapori della pasta e dei funghi risultassero puri e senza filtri. Un successo assicurato, insomma. Il cinghiale, con cui dovevo fare il sugo per la pasta, l’ho fatto lo stesso ma come secondo (trovate la ricetta qui).

Per la realizzazione dei maccarones ho seguito la ricetta di un’altra foodblogger del mio paese Assemini, Dedda in cucina, che li aveva provati qualche mese fa. Mi ha raccontato che la nonna era bravissma nel farli e mi sono ciecamente fidata delle sue istruzioni.

  • Difficoltà:
    Alta
  • Preparazione:
    2 ore
  • Cottura:
    8 minuti
  • Porzioni:
    3 persone
  • Costo:
    Molto Basso

Ingredienti

  • Semola di grano duro r 300 g
  • Acqua q.b.
  • Sale q.b.

Preparazione

  1. L’unica cosa che serve davvero per preparare i maccarones de busa è avere un po’ di pazienza e avere un pochino di manualità, ma non sono comunque davvero difficili.

    In una ciotla ampia mettiamo la semola, una presa di sale e aggiungiamo poca alla volta tanta acqua quanta ne serve per ottenere, mentre la si lavora. una pasta elastica e omogenea. Formate un panetto e mettetelo da parte coperto da un canovaccio, in modo che la pasta non si asciughi troppo all’aria. Facciamo riposare il panetto di pasta per una mezz’ora almeno.

    Passata la mezz’ora riprendiamo il nostro impasto e prendiamon delle piccole porzioni. formiamo dei cordoncini e tagliamone tanti pezzetti di circa 2 cm di lunghezza. Se lo avete prendete il ferro da calza per formare i maccarones, se non lo avete va bene anche la stecca di un ombrello, oppure ancora più facilmente uno spiedino in legno di quelli lunghi.

    Poggiamo il ferretto sopra il primo pezzetto di pasta, poggiamo sopra la mano col palmo aperto, operiamo una leggera pressione e avvolgiamo il ferretto intorno alla pasta. Premiamo e cerciamo di allungare la pasta introno al ferretto semplicemente muovendo la mano con cui faciamo pressione. All’inzio sarà un po’ difficile, ma poi vedrete che procederete spedite. La pasta si allungherà sul ferretto formando una sorta di bucatino. Con molta attenzione e delicatezza sfiliamo il maccarone dal ferretto e poggiamolo su un piano insemolato. Continuiamo così finchè non finiamo tutta la pasta a disposizione.

    Lasciamo asciugare la pasta sul piano insemolato per diverse ore. Quando è pronta cuocetela in abbondante acqua salata e conditela come più vi piace. Io li ho conditi semplicemente con dei funghi di carne raccolti in mattinata in campagna saltati in padella con aglio e prezzemolo.

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