La Malga Molvine Binot, una passeggiata in mezzo alla natura

La Malga Molvine Binot .. blog tour Treviso, Marca Trevigiana, Associazione Italiana Food Blogger, Aifb, Marca Treviso in bianco, mungitura, erbe spontanee.

Dopo avervi raccontato e parlato delle aziende visitate in questo blog tour ( QUI e QUI ), sono tornata per farvi immergere in un’esperienza unica e totalmente rilassante, portandovi con l’immaginazione a farvi percorre insieme a me i sentieri, i profumi e i sapori de La Malga Molvine Binot.
La sveglia suona prestissimo, troppo presto per le ore piccole fatte la sera precedente.
Alle 04:20 la sento, in lontananza, come fosse un sibilio lontano che da’ fastidio, ma metto la testa sotto il cuscino.
Poi inizia a martellarmi il cervello perchè il volume si alza in maniera automatica dopo circa 10 secondi ed è in quel momento che penso a qualsiasi scusa per rimanere a letto… ho deciso, sto male, non posso alzarmi a notte fonda! Quell’orario mi è indigesto come i peperoni mangiati alle 11 di sera, ma con tutta la buona volontà, mi alzo tipo zombie e mi dirigo in bagno per lavarmi la faccia con acqua gelida per darmi una svegliata.

Riesco ad essere puntualissima nella hall dell’albergo (ancora devo capire come ci sono riuscita) e salgo sul pulmino, indecisa se dormire una buona mezz’ora oppure chiacchierare con le mie compagne di viaggio che sembrano tutte più sveglie di me.
Decido per la seconda opzione, pensando nel mio cervello che forse avrei dovuto prendere un caffè doppio oppure direttamente un thermos da portarmi dietro.
Tra varie chiacchiere, pensieri mentali e sonnolenza, arriviamo a La Malga Molvine Binot che si trova a 1150 metri di altitudine.
Prendiamo una jeep e percorriamo una strada sterrata a volte immersa nel verde, altre a strapiombo sulle montagne.
Non vedo l’ora di fermarci e sono già emozionatissima nonostante il freddo glaciale che mi accoglie nel preciso momento in cui ho messo piede a terra.
Sono passata dai 33° che c’erano a Massa Carrara ai 6° della malga e se avessi potuto mi sarei coperta ancora di più, un cappellino e dei guanti non ci sarebbero stati male 😉
La signora malgara, Serena, deve averci visto leggermente assonnate e parecchio infreddolite dal momento che ad aspettarci c’era una meravigliosa colazione tipica, genuina e sana.
Senza fronzoli e pretese, ci ha riempito la tavola di caffè, latte caldo (munto da poco), un dolce al cioccolato e pere homemade, marmellate fatte in casa, pane fresco, burro e formaggio d’alpeggio.

La Malga Molvine Binot, una passeggiata in mezzo alla natura
Che meraviglia!!! I miei occhi non sapevano più dove guardare e soprattutto non sapevano scegliere la cosa che avrei gustato per prima.
Tutto era buonissimo e dal sapore davvero genuino e naturale. Il latte era proprio LATTE, nel senso che quello che beviamo e compriamo al supermercato è acqua colorata di bianco..non ha niente a che vedere con il latte appena munto.

La Malga Molvine Binot, una passeggiata in mezzo alla natura
Dopo esserci abbuffate, ci spostiamo nella zona dove vengono munte le mucche che attendono il malgaro Gildo e i suoi fedeli cani, Furia e Lola, per essere portate al pascolo.

Dolcissima Stefy blog tour
Decido che è arrivato il momento, alla veneranda età di 30 anni, di mungere una mucca..niente di più complicato.
Non basta mettersi li a tirare e premere, la mucca deve volerlo ed evidentemente con me non voleva, non avevamo un buon rapporto e mi ha fatto capire subito di allontanarmi con una profumatissima e pulitissima codata in testa 😉

Mi limito successivamente a fare le foto e a prendere qualche appunto, avendo capito che la mungitura non fa per me.
Dopo aver munto le mucche e averle mandate al pascolo, la signora Serena prepara la cagliata con il latte fresco per fare dei tipici formaggi della zona, come lo s-cech e lo schiz dalla pasta morbida e poco salata.

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Successivamente rompe la cagliata per preparare altri tipi di formaggi stagionati che hanno bisogno di un procedimento diverso dal precedente.

La Malga Molvine Binot

Ci spiega come preparano il burro fresco e ci fanno assaggiare la cagliata appena fatta, un intenso sapore di latte a cui era impossibile dire di no 🙂

La mattina prosegue al pascolo insieme alle mucche, tra panorami mozzafiato, profumi di erba e muschio e respiri a pieni polmoni.

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Grazie a Silvano Rodato, docente esperto di botanica, facciamo una vera e propria lezione sulle erbe spontanee e le loro proprietà, raccogliendone alcune tra quelle più comuni.
L’Ortica di montagna, utilizzata in cucina e in medicina perchè ricca di ferro; la Piantaggine Lanceolata ottima per il fegato; l’Achillea Millefoglie ha delle proprietà cicatrizzanti e depurative; la Scabiosa ha proprietà simili agli spinaci ed è depurativa; il Romice, chiamata anche Lingua di Vacca, è una pianta antinfiammatoria e ricca di fibre; l’Alchemilla Potentilla è rinfrescante per l’intestino ed ha degli effetti simili alla malva etc etc…
Tutte queste erbe aromatiche e spontanee sono racchiuse nella nostra mente e nelle nostre agendine in ricordo di questa bellissima giornata.
Le compagne di viaggio assaggiavano tutte le erbe che l’esperto ci faceva vedere e volevo provare anch’io, ma ho aspettato di trovare quella che avesse meno terra e che mi sembrasse più pulita..destino vuole che fosse l’ortica 😉
Sembrerà strano, ma non punge mentre viene masticata e in quel preciso momento ho avuto una sorta di rivincita per tutte quelle volte che da piccola mi aspettava in mezzo ai campi per rovinarmi le gambe di punture..stavolta avevo vinto io!

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Dopo la camminata, prendiamo le coperte che avevamo negli zaini e ci sdraiamo per rilassarci e stare a contatto con la terra. Con lo sguardo perso tra quelle “morbide” colline verdi, con il sole di settembre che ci scaldava in quella giornata dalla temperatura quasi invernale, penso alla fortuna di potermi trovare in un posto come quello, con persone sconosciute ma che mi hanno dato tantissimo a livello istruttivo, culturale e sopratutto umano.

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Torniamo in malga un po’ affamati e la tavola è già apparecchiata e piena di cose buone, sfiziose e soprattutto tipiche del luogo.

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Mangiamo e beviamo con gusto e allegria, il tempo di un caffè e la giornata alla malga finisce, perché abbiamo altre cose da vedere e ammirare.
Sicurissima di aver ancora tanto da scoprire, salgo sulla jeep e un po’ mi si stringe il cuore perché avrei voluto passare un’intera giornata in quei posti incantevoli, lontani dallo smog, dal traffico, dalle persone che urlano in mezzo alla strada.

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Solo io, le montagne, le mucche e la Malga Molvine Binot 🙂

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Un commento su “La Malga Molvine Binot, una passeggiata in mezzo alla natura

  1. Mauro Coppe il said:

    Beh… da bambino dai Comador o dai Pani ci andavo a volte, era un lunghissimo camminare per le mie ancora piccole gambe. Il mangiare di lí non l’ho mai provato ma posso immagginare e dalle foto tutto si vede squisito. Conosco la Famiglia Stramare molto bene, Lucia ed Aquilino erano i genitori dei Stramare. Gente da sempre dedicati all’agricoltura anche nei momenti forse meno fortunati. É dovuto menzionare che anche questo fenomeno anche se ha radici molto piú profonde ed antiche, parlo dei Stramare, comunque si somma ad altra serie di fenomeni che stanno riavvivando le questioni agricole a Segusino, un ritorno al passato ma in maniera eccezionalmente vivace e professionale. In sintesi parlerei di un fenomeno positivo. Per ultimo un applauso ai meravigliosi sapori prodotto di tutto questo, un grande punto. Un applauso alla Famiglia Stramare dei quali comunque ho una grande stima da smpre, Lucia ed Aquilino (dei quali ho un carissimo ricordo) sarebbero orgogliosissimi di figli, nuore e nipoti…

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