Abbinamento carciofi e vino

abbinamento carciofi e vino

Il luogo comune è quello che carciofi e vino sono incompatibili. L’impossibilità di abbinamento carciofi e vino ha un fondo di realtà, ma non è una verità assoluta e priva di eccezioni. Al contrario, un abbinamento ben scelto può valorizzare il gusto unico dei carciofi senza nessuna delle controindicazioni che spesso fanno consigliare l’acqua.

Caratteristiche dei carciofi

Le componenti che danno al carciofo il suo gusto unico sono i tannini, contenuti in grandi quantità, l’acido caffeinico e, soprattutto la cynarina. Quest’ultimo acido organico è tanto specifico del carciofo che il suo nome dalla classificazione botanica della pianta. Studi accademici hanno spiegato perché la cynarina altera il nostro senso del gusto. Per la maggior parte delle persone, dopo aver mangiato una foglia di carciofo, tutto diventa dolce. Per altri invece succede il contrario. Qui abbiamo chiara la difficoltà di abbinamento carciofi e vino, la cui piacevolezza dipende in maniera così fondamentale dall’equilibrio. Come se questo non bastasse, ci si mette di mezzo anche il tannino, altra sostanza con una notevole capacità di agire sul nostro palato.

 Quale vino abbinare ai carciofi?

Proprio per le sensazioni di gusto pieno e robusto e di vaga dolcezza simile a quella delle carni rosse, il primo impulso sarebbe quello di accompagnare i carciofi con un buon vino rosso. Nulla di più sbagliato, perché i tannini reciproci si farebbero una guerra, provocando un terribile squilibrio, portando in bocca un gusto amaro e dolce quasi stridente. In poche parole un disastro. Va già meglio con i vini bianchi, soprattutto se di buona struttura. I tannini in questo caso non creano problemi. Se il vino ha anche una buona corposità, magari esaltata da un grado alcolico abbastanza sostenuto, può sopportare il gusto amaro e la dolcezza di cui parlavamo prima. Il vino che risolve il problema dell’abbinamento carciofi e vino, esaltando il gusto del bocciolo verde, è un buon Talento.

Talento, eccellenza del Trentino

Il Trentino è la regione del vino spumante Trento doc, dove ogni anno se ne producono 7 milioni di bottiglie. Trento esattemente come Franciacorta e Champagne ha un unico nome per il proprio vino con le bollicine. E’ la zona leader nella produzione di spumanti Metodo Classico italiani e Talento, che rappresenta l’eccellenza spumantistica italiana, di cui ne fanno parte gli spumanti italiani ottenuti da uve Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, rifermentato in bottiglia, con minimo 15 mesi di affinamento sui lieviti e tenore zuccherino inferiore a 12 g/litro. Inoltre il Trentino è  la prima di ogni altra regione, che ha saputo valorizzare lo Chardonnay come uva da spumante. L’uva Chardonnay, chiamata dai trentini “el Borgogna zalt“,” il Borgogna giallo” e i due Pinot Bianco e Meunier, rimangono a contatto con i lieviti per la seconda fermentazione prevista per i metodo Classico per almeno 15 mesi, 24 mesi nel caso di Trento doc Millesimati e 36 mesi se si tratta di Trento doc Riserva. Sono spumanti con aromi e gusti tipici dei Metodo Classico, che vanno dalla frutta alle note floreali, alle caratteristiche note di pane biscottato o di mandorle e miele. Il gusto è fresco, di buona struttura e persistenza. I Trento doc sono vini spumanti adatti come aperitivo, con finger food, con antipasti e piatti di pesce. Si dice anche che l’abbinamento con i crostacei e non per ultimo con i carciofi,  sia quasi d’obbligo.

Talento e carciofi

Le bollicine del Talento hanno un effetto non eguagliabile da nessun altro tipo di vino. Possiamo dire che il Talento funge da vero e proprio “massaggiatore” per la lingua che riattiva subito i recettori “spenti” dalla cynarina, ridimensionando il tutto. In questo modo riusciamo a sentire fino in fondo il gusto del vino, ma anche conservare intatte le sensazioni tattili provocate da ogni boccone di carciofo.

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