Mangiate senza glutine, ma non mangiate prodotti “senza glutine”

pizza gluten free

Come sarebbe a dire?! Vi chiederete vero?
Il glutine è la principale proteina contenuta nel grano ed è responsabile di alcuni, ma non tutti i suoi effetti nocivi.
Il glutine, ad esempio, è responsabile dell’infiammazione del tratto intestinale nei casi di celiachia, ed è per questo che i celiaci devono evitare meticolosamente di assumerlo. Il che significa eliminare il grano e tutti i cereali che contengono glutine, come l’orzo, la segale, il farro, il triticale, il kamut e possibilmente anche l’avena.

I celiaci e gli intolleranti al glutine e al grano cercano prodotti “senza glutine” che assomigliano ai prodotti che contengono grano: si è sviluppata una vera e propria industria attorno ai desiseri dei celiaci, dal pane senza glutine, passando alle torte, fino ad arrivare a qualsiasi tipo di dolciume.

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Prodotti “senza glutine”: consumo e conseguenze

Tuttavia, molti cibi cosiddetti “senza glutine” sono prodotti sostituendo la farina di grano con quella di mais, di riso, di tapioca (estratta dalla pianta di manioca) o con la fecola di patate. Passare a questi alimenti è piuttosto rischioso per chi abbia intenzione di perdere qualche chilo con l’eliminazione del grano o per chi a causa della celiachi non lo può assumere, dato che i cibi senza glutine, sebbene non inneschino le risposte immunitarie e nerologiche legate al glutine, inducono nondimeno il ciclo glucosio-insulina, responsabile del deposito adiposo addominale.

I prodotti che con contengono grano alzano la glicemia e il livello di insulina più della maggiorparte degli altri alimenti. Ma ricordate: i cibi fatti con amido di mais, farina di mais, farina di riso, farina di tapioca o fecola di patate sono tra i pochi cibi che alzano la glicemia più dei prodotti a base di grano.

I prodotti “senza glutine”, dunque, non per questo sono anche senza “effetti collaterali”. E’ probabile che ai cibi senza glutine sia da attribuire il fatto che alcuni celiaci, pur smettendo di mangiare grano, non riescano a perdere peso. Ricordate che l’effetto che hanno questi prodotti sul metabolismo, non è diverso da quello che vi farebbe mangiarvi una scodella di caramelle gommose.

L’eliminazione del grano, quindi, non significa semplicemente abolire gli alimenti che contengono glutine. Eliminare il grano significa farla finita con l’amilopectina A, la forma complessa di carboidrato che è l’effettiva responsabile di un innalzamento della glicemia superiore a quello che provoca lo zucchero da cucina o una barretta di cioccolato.

In breve, non sostituite le calorie del grano con altri carboidrati che vengono assorbiti rapidamente e innescano una forte risposta insulinica, con il conseguente deposito di grasso viscerale. Evitate i cibi senza glutine se avete deciso di evitare il grano o per forze maggiori non potete introdurlo.

Eliminare il grano uguale eliminare 300-400 Kcal al giorno

In sostanza bisogna trovare il modo di riempire il vuoto calorico che questa eliminazione comporta. Sapete che eliminando il grano vi restano ben 300-400 Kcal  al giorno in più da consumare?
In altri tetmini, potete eliminare il grano e continuare a mangiare come prima, aumentando però le dosi: servitevi una porzione più generosa di pollo arrosto, di uova, di frutta secca. Sbizzarritevi con la verdura.
In questo modo otterrete benefici e condurrete una vita più salutare.

Via il grano: e le carenze alimentari?

Una cosa è fuori dubbio: non si va incontro al alcuna carenza alimentare quando si amette di consumare grano ed altri cibi raffinati. Inoltre potrete sentire già un miglioramento fisico dato dalla minore esposizione al saccarosio, allo sciroppo di mais (onnipresente e dannoso), a coloranti e eromi artificiali, per non parlare della lista infinita di additivi impronunciabili che trovate sulle etichette degli alimenti industriali.
Alcune persone, ad esempio, temono che eliminando il grano non assumeranno abbastanza fibre. Paradossalmente, però, se sostituite le calorie del grano con verdure e frutta a guscio (noci, mandorle, pinoli e simili), il vostro apporto quotidiano di fibre sarà maggiore. Se sostituite due fette di pane integrale, il cui apporto calorico è pari a 138 Kcal, con una manciata di noci e mandorle (circa 24), assumerete una  quantità di fibre maggiore rispetto ai 3,9 g di fibra che vi assicurerebbero le due fette di pane integrale. Analogamente, una ciotola di insalata mista con carote e peperoni, a parità di calorie, ha una contenuto di fibre maggiore di quelle del pane.

E le vitamine?

I dietologi ci raccomandano di consumare prodotti industriali a base di grano per ovviare alla carenza di vitamina B e acido folico. Anche questo è insensato. Le vitamine del gruppo B si trovano naturalmente in una vasta quantità di carne e verdure e nelle noci.
Se il pane e  altri prodotti devono contenere per legge dell’acido folico addizionato, supererete di diverse volte il contenuto di acido folico di questi prodotti mangiando una manciata di semi di girasole o degli asparagi. 120 g di spinaci o 4 asparagi, ad esempio, hanno un contenuto di acido folico equivalente a quello che trovate in una ciotola di cereali a colazione. (sapevate che la Kellogg’s ha un fatturato annuo di 6,5 miliardi di dollari?).
Analogamente, la vitamina B6 e la tiamina si trovano  in quantità superiori in 120 g di pollo o di maiale, in un avocado o in 30 g di semi di lino macinati che nell’equivalente di prodotti a base di grano.
Inoltre eliminando il grano dalla vostra alimentazione, potreste migliorare l’assorbimento delle vitamine B. E’ provato che i livelli di vitamina B12, folati, ferro, zinco e magnesio aumentino nel momento in cui si smette di mangiare grano, dato che contestualmente migliora la salute gastrica e di conseduenza la capacità di assorbire i nutrienti.

Eliminare il grano può essere difficile, ma di sicuro non è nocivo per la salute.

Tratto da: La dieta zero grano, Dr. William Davis Mondadori Ed.

Foto: millionaire.it

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