I vini liquorosi

I vini liquorosi

I vini liquorosi si distinguono dagli altri vini perchè vengono “rinforzati” con l’aggiunta di alcol (che può essere sotto forma di alcol etilico di origine vitivinicola, acquavite, mistella o mosto cotto).

La concentrazione zuccherina che si ottiene in questi vini è alta, almeno pari a 50 g per litro. Tutti i vini liquorosi infatti, sono dolci al palato (anche quelli che riportano in etichetta la dicitura “secchi”).

I vini liquorosi possono essere ancora più intensi rispetto a quelli passiti, soprattutto le tipologie molto invecchiare e ossidate come lo Sherry Pedro Ximenez. I colori dei bianchi sono ambrati/ mogano, e quelli rossi granati/ aranciati. I profumi intensi spaziano dalla frutta matura, candita e disidratata, alle confetture di marmellata, ai sentori diversi di piccola pasticceria, a note di tostatura del caffè, del caramello e della cioccolata.

Qual è il metodo di vinificazione per ottenere i vini liquorosi?

I vini liquorosi si ottengono con il metodo soleras, inventato dagli spagnoli con la produzione dello sherry. Il metodo soleras consiste nell’impilare a piramide le botti contenenti il vino. Le botti vengono lasciate scolme in modo da favorire i processi di ossidazione che conferiscono ai vini liquorosi il loro profumo e colore caratteristici.

vini liquorosi
Immagine presa da Trip Advisor

Nella botte in alto avviene l’aggiunta di alcol, e da questa partono i rincalzi nelle altre botti sottostanti: si estrae un po’ di vino dalle botti in alto, passandolo a quelle più in basso. Dalle botti a terra poi, viene spillato il vino da imbottigliare. Grazie a questo ingegnoso metodo, vi è sempre una piccola percentuale di vino che rimane nelle botti, per decenni e decenni, conferendo al vino sentori unici!

Quali sono i vini liquorosi più importanti?

Marsala

Il Marsala è una DOC italiana, prodotta solo nella provincia di Trapani e nei comuni di Alcamo, Pantelleria e Favignana.

Le uve utilizzate sono il grillo (la più importante), il catarratto, il damaschino e la inzolia per quanto riguardano le tipologie Oro e Ambra. Il marsala rubino invece, viene prodotto con nero d’avola e nerello mascalese.

Il marsala si divide nelle tipologie Fine, Superiore, Superiore Riserva, Vergine, Soleras Stravecchio, Soleras Riserva. A seconda della tipologia, l’invecchiamento va da un anno per il Fine, a 10 anni per il Soleras Riserva.

Sherry

Lo Sherry viene prodotto in Spagna a Jerez de la Frontera, in Andalusia.Le uve utilizzate sono il Palomino de Jerez, Pedro Ximénez e moscadel. Queste ultime due uve, se utilizzate, subiscono anche un leggero appassimento.

Il terreno caratteristico delle vigne dello Sherry è l’Albariza, che forma una crosta bianca limitando l’evaporazione dell’acqua. Conferisce anche un tocco molto caratteristico al paesaggio.

albariza
Immagine presa da “Sherry-andalus”

Le tipologie di Sherry sono: Fino, Manzemilla, Amontillado, Oloroso e Pedro Ximénez (il più pregiato)

Porto

Il Porto viene prodotto in Portogallo a nord di Oporto, nella valle dell’alto Douro. Le tipologie di vino usate sono moltissime, addirittura 50!. Si tratta di uve soprattutto a bacca rossa, colte molto mature.

Il vitigno più usato è il bastardo (nome difficile da dimenticare!), la touriga nacional, la touriga francesa, la tinta barroca e la tinta rorìz.

Le tipologie sono: Ruby (invecchiamento di un anno), fine old Ruby, late bottled vintage, Tawny e fine old Tawny (che fa più di 20 anni di invecchiamento).

Il porto bianco, invece, prodotto in minore quantità, invecchia solo in acciaio per 18 mesi.

Madeira

Prodotto nella splendida isola  di Madeira, la sua lavorazione è molto simile a quella del Porto. Un passaggio tipico di questo vino è il riscaldamento a 40-50 gradi per 3 mesi, che ne conferisce il tipico aroma dolce – amaro del caramello.Le tipologie sono il Sercial, il Verdelho, il Bual e il Malmsey. Questi ultimi sono i più pregiati

Con che cosa si abbinano i vini liquorosi?

I vini liquorosi si abbinano a prodotti di pasticceria dai sapori intensi e prolungati, come ad esempio un cioccolato fondente amaro.Le tipologie più leggere si possono abbinare a formaggi erborinati, ma l’abbinamento migliore è sicuramente quello di gustarli da soli, come vini da meditazione

Fonte: “Il mondo del Sommelier”, AIS – Associazione Italiana Sommelier

ais

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Comment *