Pasta con la zucca e le olive

La Pasta con la zucca e le olive rappresenta l’arrivederci alla zucca per quest’anno, che è di stagione fino a marzo. Ormai si trova quasi tutto l’anno, ma la stagionalità è uno dei cardini della sostenibilità in cucina, quindi salutiamola con affetto. Il connubio con le olive è perfetto, perché dà una sapidità vegetale perfetta, senza dover usare formaggi o salumi, che ultimamente sto evitando per controllare il colesterolo. All’Aldi trovo delle olive riviera sott’olio squisite e a un prezzo ragionevole. Se volessimo essere più stagionali potremmo usare dei cuori di carciofo in questo periodo. Però devo dire che questa Pasta con la zucca e le olive è proprio strepitosa! 

Ingredienti per 2 persone:

Zucca Butternut 500 gg

Fusilli 200 gr

Olive riviera snocciolate 20 gr

Cipolla 1

Olio extravergine d’oliva 2 cucchiai

Rosmarino 1 rametto

Spicchio d’aglio 1

Cuore di brodo 1

Preparazione:

Per preparare la Pasta con la zucca iniziate eliminando la buccia della zucca e tagliandola a cubetti.

Mondate la cipolla e tritatela al mixer con aglio e rosmarino.

Versate in un tegame l’olio di oliva. In questo fate soffriggere il trito di aromi, le olive sgocciolate e la polpa della zucca.

Insaporite con un pizzico di sale, di pepe e con il cuore di brodo.

Fate soffriggere qualche secondo e dopo sfumate con un bicchiere circa di acqua calda.

Coprite il tegame con un coperchio e fate cuocere la zucca, per circa 20 minuti, controllando spesso la cottura e unendo altra acqua calda, se serve.

Nel frattempo, portate a bollore una pentola piena di acqua calda salata e lessate la pasta, per il tempo indicato sulla confezione.

Al termine della cottura, scolatela (conservate 2 mestoli di acqua) e conditela con la salsa di zucca preparata.

Mantecate la pasta con un pochino di acqua calda della cottura della pasta.

Servite la Pasta con la zucca subito dopo.

https://blog.giallozafferano.it/letortedigessica/pasta-con-la-zucca

Necci con ricotta erbette e pancetta

I Necci con ricotta erbette e pancetta, sono una versione salata di un dessert tipico della toscana. Si tratta di crespelle fatte con farina di castagne e farcite di ricotta dolce, originarie del Pistoiese, Alta Versilia e Garfagnana, ma presenti anche nella Valle del Reno, in Emilia.

La variante dolce è recente, mentre in passato sostituivano il pane e davano origine a una varietà di piatti salati. Il nome dei Necci deriva con tutta probabilità dall’aggettivo medievale castanicius, ovvero ‘relativo alla castagna’, in forma abbreviata. Le castagne hanno sfamato intere generazioni soprattutto nelle zone montane, in cui più difficilmente si riusciva a coltivare il grano. Così, trasformate in farina, servivano per impastare diversi tipi di ‘pani piatti’, tra i quali rientrano appunto anche i Necci. La cottura avveniva tra testi di arenaria scaldati sul fuoco vivo, poi foderati con foglie di castagno tra le quali cuocere la pastella. Successivamente anche con ferri o ‘forme’ metalliche, provviste di lunghi manici.

La crespella sottile consumata a biuscio, ovvero senza condimento, ma anche farcita di vari modi. A guercio, con l’aggiunta di una fetta di pancetta prima della cottura, e ancora incicciata, cioè arricchita con pasta di salsiccia. 

Io non ho simpatia per l’uso esclusivo di farine alternative nei piatti, perché non contenendo glutine, si disfano in cottura e non lievitano. Le lascio volentieri ai celiaci, di cui per fortuna non facciamo parte. Ho voluto fare i necci tanto per fare una ricetta regionale tipica, e perché avevo della farina di castagne scaduta da fare fuori, in pieno spirito sostenibile, ma a voi consiglio di seguire questa versione con le uova, che sostengono l’impasto, e di sostituire la farina di riso indicata, con farina di frumento.

Otterrete delle crespelle dolciastre che, con farcitura salata, saranno un primo ricercato e originale per il vostro pranzo di Capodanno.

Ingredienti per 7/8 necci:

Farina di castagne 200 gr

Acqua 300 gr circa

Per il ripieno:

Ricotta 200 g

Provolone dolce 100 gr

Pancetta affumicata a fette sottili 80 gr

Un mazzetto di erbette

Burro

Sale

Preparazione:

Per preparare i Necci con ricotta erbette e pancetta, procedete così: lavate e mondate le erbette, poi tritatele grossolanamente e lessatele in acqua bollente salata per 10 minuti, infine scolatele.

Tagliate a dadini il provolone.

Mettete la farina di castagne in una ciotola, fate un buco al centro e iniziate ad aggiungere l’acqua tiepida a poco a poco e mescolando con una frusta a mano fino a che otterrete una pastella liscia, omogenea e senza grumi, che lascerete riposare mezz’ora.

Fate scaldare una padellina antiaderente da crepes ad altissima temperatura e, quando sarà molto calda, abbassate leggermente, ungete con un velo di burro e mettete a cuocere un mestolo di impasto per i necci alla volta, ruotando la padella in modo da distribuirlo uniformemente sul fondo.

Quando la pastella avrà iniziato a fare le bollicine, girate con l’aiuto di una spatola di legno, e fate cuocere un paio di minuti anche dall’altro lato.

Preparate così tutti i necci, ungendo ogni volta il padellino con burro. Una volta pronti, stendete sulla superfice le fette di pancetta, farciteli con la crema di ricotta regolata di sale, a cui avrete in precedenza amalgamato le erbette e il provolone. Arrotolateli a sigaro, sistemateli su un piatto da portata e scaldate al microonde in modo da far sciogliere il formaggio. Servite i Necci con ricotta erbette e pancetta ben caldi.

Pasta con il rancetto

La Pasta con il rancetto è un piatto semplice, saporitissimo, della mia meravigliosa terra di origine, l’Umbria. E’ la cugina povera della più famosa pasta all’amatriciana.

Perché è più nota quest’ultima? Perché è più buona? Ma nemmeno per sogno! Solo perché proviene dal Lazio, regione che ospita la nostra capitale. I piatti più famosi d’Italia vengono dalle regioni più conosciute, ma non per questo il loro gusto è migliore di altri piatti simili provenienti da zone meno note. La mia bella Umbria è una piccola regione incastonata tra territori più blasonati, come l’Emilia, la Toscana, il Lazio. Seppur simili ad altre pietanze del centro Italia, i piatti umbri sono meno celebri, ma hanno una loro originalità e un gusto persino più sorprendente. La pasta con il rancetto è preparata con pomodoro, pancetta, cipolla, pecorino e maggiorana. La pasta all’amatriciana con pomodoro, guanciale e pecorino. Il guanciale e la pancetta sono ambedue salumi a base di grasso di maiale. I salumi umbri sono tra i migliori d’Italia, infatti l’arte della lavorazione della carne di maiale, la norcineria, prende il nome da Norcia, comune umbro. Anche il pecorino di Norcia non ha nulla da invidiare al pecorino laziale, anzi, secondo me è molto più buono. Nella ricetta umbra ci sono in più la cipolla e la maggiorana. Per cui si va a colpo sicuro preparando la pasta col rancetto agli amici.

Quando ero ragazza la preparavo spesso, ma la chiamavo pasta all’amatriciana, tanta è la fama della ricetta laziale. Però ci mettevo cipolla e pancetta. Facevo la pasta col rancetto e nemmeno lo sapevo. Oggi i puristi ti fanno vergognare se usi cipolla e pancetta nell’amatriciana. Ma se fai la pasta col rancetto non ti devi vergognare di nulla. Ah, sappiate anche che la parola rancetto è il termine con cui i contadini in antichità chiamavano la pancetta: ne conservavano per tutto l’anno un pezzetto che usavano con parsimonia, perché erano poveri. Con l’arrivo del caldo estivo la pancetta era ormai rancida, da qui la parola rancetto. Oggi siamo talmente fortunati che possiamo comprare della pancetta quando vogliamo, e non siamo più obbligati a mangiare pietanze irrancidite. Però è sparito il gusto di assaporare con entusiasmo cibi rari e preziosi, riservati a poche speciali occasioni. Per ritrovare quella gioia, suggerisco di concedersi delle ghiottonerie solo poche volte l’anno. In questo modo, ogni morso sarà una festa per il palato e per il cuore.

Ingredienti per 4 persone:

Pasta 320 gr

Pancetta tesa di Norcia 80 gr

Pomodori cuore di bue maturi 5 o 6

Pecorino di Norcia 60 gr

Cipolla 1

Olio extravergine 1 cucchiaio

Sale e pepe

Preparazione:

Lavate e mondate le verdure. Tagliate a pezzi i pomodori e tritate la cipolla.

Passate i pomodori brevemente al mixer in modo da ricavare della polpa, ma non frullateli.

Tagliate a cubetti la pancetta, quindi rosolatela con l’olio e la cipolla in una pentola antiaderente. Aggiungete il pomodoro e portate a cottura il sugo. Negli ultimi minuti aggiungete sale, pepe e maggiorana. Intanto lessate la pasta in abbondante acqua bollente salata, lasciandola al dente. Io ho usato i fusilli bucati lunghi di Gragnano, ma la ricetta classica prevede gli spaghetti.

Scolate la pasta e conditela con il sugo direttamente nella pentola.

Servite la Pasta con il rancetto con una bella spolverata di pecorino. Il peperoncino ci sta benissimo.

https://www.casapappagallo.it/ricette/spaghetti-col-rancetto

Risotto con mele e puzzone di Moena

Il Risotto con mele e puzzone di Moena è un risotto cremosissimo molto adatto a questa stagione autunnale, e nasce dall’esigenza sostenibile di consumare delle mele conservate nel mio frigorifero da qualche settimane e del formaggio che mi è stato regalato da mia madre.

È una ricetta molto semplice, ma è un grande comfort food, grazie alla cremosità irresistibile data dal formaggio e alla dissonanza tra dolce e salato. Se non trovate il Puzzone di Moena potreste usare del taleggio o della Fontina.

Vi dico perché preferisco cucinare e pubblicare ricette, rispetto a qualsiasi altro hobby: è un’attività creativa e solitaria di cui ho il completo controllo, senza intromissioni esterne, in tutte le fasi di lavoro, dalla scelta della ricetta alla pubblicazione. Ho cercato di affermarmi in altri settori, nell’associazionismo. Ma ogni volta, come di recente, mi sono scontrata con narcisisti, manipolatori, maniaci del controllo, opportunisti, ipocriti, arrivisti. Non riesco mai ad impormi sugli arroganti, sui prevaricatori, sui prepotenti. È naturale che sia così: solo demoni della loro specie possono competere contro di loro. Ecco allora che la cucina diventa un rifugio creativo dove manipolare le materia prime per creare qualcosa di buono. Per me è l’unica opportunità di trovare soddisfazione. Dalle persone non ne verrà mai.

Spero che anche a voi la cucina possa dare il conforto e il sostegno che dà a me.

Ingredienti per 3 persone:

Riso Carnaroli 220 gr

Mele 2

Puzzone di Moena 100 gr

Cipolla bionda 1

Burro 15 gr

Sale e pepe

Preparazione:

Per preparare il Risotto con mele e puzzone di Moena, per prima cosa sbucciate e affettate finemente la cipolla.

Fate sciogliere il burro in una pentola dal fondo spesso e ponete il riso a tostare per qualche minuto. Aggiungete la cipolla e dopo poco sfumate con il brandy. Una volta evaporato, salate e aggiungete man mano mestoli di acqua bollente (o se preferite brodo vegetale, in tal caso attenti alla sapidità), per portare a cottura il riso.

Lavate, sbucciate ed eliminate i torsoli dalle mele, successivamente affettandole. Unitele al riso, che a questo punto sarà a metà cottura.

Eliminate la crosta del formaggio e tagliatelo a dadini.

Gli ultimi minuti di cottura del riso aggiungete il formaggio. A fuoco spento mantecate il risotto. Spolverate con pepe nero e servite il Risotto con mele e puzzone di Moena.

Vermicelli di soia con verdure e uova

I Vermicelli di soia con verdure e uova sono uno dei piatti unici di ispirazione orientale che amo preparare ogni tanto perché contengono tante verdure, un po’ di proteine e zero carboidrati.

Ti sembra di mangiare pastasciutta ma in realtà sono a base di legumi. Io l’ ho preparato qualche settimana fa, quando ancora c’erano al mercato le erbette e le zucchine del mio contadino di fiducia, ma adesso le verdure estive non sono più di stagione e bisogna acquistare solo verdure autunnali.

Questo piatto ti permette di smaltire le verdure che hai in frigo e un paio di uova avanzate che da sole non bastano per fare due porzioni. Sono quindi una buona soluzione per un pasto di recupero, sostenibile, sostanzioso e saporito. Vermicelli di soia con verdure e uova, una cena spaventosamente buona per la notte di Halloween, che noi passeremo guardando la nuova serie ispirata a It!

Ingredienti per 2 persone:

Vermicelli di soia 100 gr 

Erbette 1 mazzetto 

Zucchine gialle 2

Carote 2

Aglio 1 spicchio

Uova 2

Olio di sesamo 3 cucchiai

Salsa di soia 

Preparazione:

Lavate e mondate tutte le verdure. Tritate grossolanamente le erbette e tagliate carote e zucchine a listarelle. Sbucciate e tritate l’aglio.

Scaldate nel wok 2 cucchiai di olio di sesamo e mettete a soffriggere le verdure.

Mettete il resto dell’olio in un padellino, scaldatelo e sgusciateci sopra le uova. Con due bacchette da riso rompete le uova in modo da formare dei filamenti e fateli leggermente rapprendere in modo che restino morbidi. 

Lessate i vermicelli in acqua bollente salata, poi scolateli e versateli nel wok. Saltateli con le verdure e condite con salsa di soia. A fuoco spento unite le uova.

Impiattate i Vermicelli di soia con verdure e uova.

Ravioli con verdure e fiori di zucchina

Ho fatto i Ravioli con verdure e fiori di zucchina perché, quando andiamo al mercato, di solito torniamo a casa tardi e mi sono inventata un modo di cucinare un pranzo al volo. Compriamo la pasta ripiena già pronta, trito col mixer delle verdure appena prese al banco del contadino, le passo in padella per 5 minuti, e il gioco è fatto. Giusto qualche giorno fa il coltivatore mi ha venduto delle zucchine appena colte dal suo campo con i loro fiori, così ho improvvisato questo semplice piatto. Io compro solo verdura coltivata dal mio contadino, perché così sono certa di rispettare la stagionalità dei prodotti e so che sono a km quasi zero. Ravioli con verdure e fiori di zucchina: sostenibilità ok!

Ingredienti per 2 persone:

Ravioli di magro 300 gr

Zucchine piccole 2

Carota 1

Fiori di zucchina 10

Cipolla rossa 1 piccola 

Olio extravergine 2 cucchiai

Sale

Preparazione:

Lavate e mondate le verdure, ad eccezione dei fiori di zucchina, poi tagliatele a pezzi. Mettetele nel mixer e tritatele.

Sciacquate i fiori e tagliateli a striscioline.

Mettete a lessare l’acqua.

Scaldate l’olio in una padella antiaderente e stufate le verdure.

Intanto salate l’acqua al bollore e buttate i ravioli.

Salate le verdure.

Con un mestolo forato trasferite i ravioli nella padella e saltateli con le verdure.

Fuori dal fuoco, cospargete la pasta con i fiori di zucchina e impiattate. I Ravioli con verdure e fiori di zucchina sono pronti per essere gustati.

Spaghettoni alla bottarga e peperoni

Gli Spaghettoni alla bottarga e peperoni li propongo come primo piatto di un menù dedicato ai peperoni. Come al solito ho cucinato con l’intento di consumare prodotti facilmente deperibili. Della bottarga del tipo compatto, non in polvere, più pregiata e saporita, ma anche più facile a guastarsi. La pellicola esterna si era già ammuffita. Avevo poi due peperoni corno del Lazio (più a sud di così non ho trovato niente al supermercato) avanzati che cominciavano ad ammorbidirsi. Così ho pensato a questo semplice piatto che aveva un gusto speciale. 
Ma mentre io sono qui ad occuparmi di questioni frivole, nei giorni scorsi Israele ha iniziato a occupare Gaza city, e i palestinesi sono costretti a sfollare. Scene che ricordano l’evacuazione dei ghetti. Criminale e assurdo. Guarda come gira la ruota della storia. Vittime della persecuzione nazista durante la seconda guerra mondiale e ora la possibilità di vendicarsi su un popolo innocente.

In questo momento mi trovo in piazza Cadorna a Milano, dove tra poco partirà il corteo pro Palestina. Oggi infatti è stato indetto uno sciopero generale proprio per protestare contro il genocidio a Gaza.

Appena arriva lo stipendio devo fare un’offerta a Global Sumud Flotilla, una spedizione di 40 navi dirette a Gaza per interrompere il blocco navale imposto da Israele e portare aiuti umanitari. In questo momento le donazioni all’organizzazione generale sono interrotte, ma si può fare un versamento alle singole delegazioni nazionali. Io lo farò a quella italiana. Sumud in arabo significa “ferma perseveranza”. Un concetto che sento molto mio. Intanto offro idealmente al popolo palestinese e agli eroi che lo raggiungeranno, un piatto che con i suoi sapori e profumi è un inno al Mediterraneo, il nostro grande padre che traghetterà le navi verso la martoriata Gaza.
Ingredienti per 2 persone:
Spaghettoni 200 gr
Peperoni corno 2
Bottarga 50 gr
Aglio 1 spicchio
Prezzemolo fresco 5 o 6 rametti 
Olio extravergine 2 cucchiai.
Sale
Preparazione:
Per preparare gli 
Spaghettoni alla bottarga e peperoni, procedete così: mondate i peperoni, tagliandoli per il lungo ed eliminando piccioli, semi e filamenti; sbucciate e tritate l’aglio. Scaldate l’olio in una padella e mettete a rosolare i peperoni.
Mettete l’acqua per la pasta sul fuoco e appena bolle salatela e calate la pasta.
Lavate e mondate il prezzemolo, poi tritatelo.
Aggiungete l’aglio ai peperoni.
Sbucciate la bottarga e tritatela.
Scolate la pasta al dente e unitela ai peperoni, aggiungendo se occorre acqua di cottura.
Fuori dal fuoco unite la bottarga e il prezzemolo. Gli Spaghettoni alla bottarga e peperoni sono pronti per essere gustati.

Tagliatelle di patate dolci viola con verdure

Per fare le Tagliatelle di patate dolci viola con verdure, è necessario acquistare gli ingredienti in un alimentari specializzato in cibi orientali, come ho fatto io in via Paolo Sarpi a Milano. Questa è una ricetta di mia invenzione ispirata alle cucine cinese e giapponese.

Le tagliatelle di patate dolci sono fettuccine secche nutrienti ma poco caloriche, ricavate dall’amido delle patate dolci; dopo una breve cottura assumono una consistenza tenera, gommosa e scivolosa, tipo molluschi crudi, che non è affatto sgradevole. Enokitake è il termine giapponese per indicare i funghi enoki, che si presentano in grappoli di steli bianchi e sottili culminanti in piccole cappelle, e sono molto usati nella cucina asiatica. Il miso è pasta di soia fermentata usata come insaporitore, il peperoncino ichimi è una varietà usata nella cucina giapponese.

Come spesso mi capita, trovo ingredienti scaduti in dispensa, ma prima di buttarli apro la confezione, osservo, annuso, assaggio, e se sono integri li uso senza scrupoli. E’ una regola contro lo spreco alimentare. In questo caso le tagliatelle, i funghi e i semi di sesamo erano scaduti, ma buoni. Ci ho aggiunto le verdure che avevo in frigorifero ed è riuscito un piattino niente male. Per produrre il cibo che spesso buttiamo nei paesi ricchi, sono state utilizzate preziose risorse del pianeta: suolo, acqua, energia. Buttarle subito, senza averne prima accertato la commestibilità, è un attentato ecologico e umanitario. Anche le Tagliatelle di patate dolci viola con verdure hanno il bollino verde di sostenibilità!

Ingredienti per due persone:

Tagliatelle di patate dolci viola 190 gr

Zucchina 1

Peperone corno 1

Cipolla bionda 1

Funghi enokitake cotti e conditi 100 gr

Miso 2 cucchiai 

Olio di sesamo 1 cucchiaio

Semi di sesamo neri tostati 2 cucchiai

Peperoncino ichimi

Preparazione:

Per preparare le Tagliatelle di patate dolci viola con verdure, lavate e mondate le verdure. Tagliate la zucchina a tocchetti, il peperone a listarelle e la cipolla ad anelli. 

Scaldate l’olio in un piccolo wok di ferro e mettete a stufare le verdure, insaporendo con il miso.

Intanto mettete a bagno le tagliatelle in acqua calda.

Quando le verdure saranno tenere, scolate le tagliatelle e inseritele nel wok insieme ai funghi. Fate saltare per 5 minuti, fino a che le tagliatelle non siano tenere.

Portate in tavola il wok con le Tagliatelle di patate dolci viola con verdure, cosparse di semi di sesamo e il peperoncino a parte.

Gnocchi di zucchine con pomodorini e rucola

Ridi ridi che mamma ha fatto gli Gnocchi di zucchine con pomodorini e rucola!

È curioso. Vedo intorno a me che la vita qui nei paesi ricchi continua come se niente fosse. Eppure l’altroieri il presidente USA, senza consultare il suo parlamento come previsto, ha attaccato l’Iran, in precedenza aggredito senza motivo da Israele. Forse la gente non sa che se scoppiasse una guerra mondiale, verrebbero usati ordigni nucleari che sono centinaia di volte più potenti di quelli usati contro il Giappone nel 1945. Significherebbe la fine della vita sul pianeta. Ma vedo che si va avanti come se nulla fosse. Sarà come l’orchestrina del Titanic che continuava a suonare anche mentre la nave affondava.

Io sono un po’ avvilita, più che impaurita, perché mi rendo conto che se i potenti del mondo decidessero di portare avanti questo folle progetto sarebbe la fine per tutti e c’è poco che noi del popolino possiamo farci. Ci sono degli scossoni anche nella mia vita personale, ma sono bazzecole rispetto al rischio che corriamo. 

Non posso fare molto per contrastare questo pericolo, diciamo pure nulla. Cerco pure io di continuare con le mie solite attività, tra cui la più soddisfacente è cucinare. La preoccupazione mi demotiva pure in questo. Ho come la sensazione di pericolo incombente e il pensiero di cercare di godermi i miei immeritati privilegi prima che ci privino di tutto.

Noi dei paesi ricchi e benestanti abbiamo addirittura la possibilità di mangiare come si deve. Questi Gnocchi di zucchine con pomodorini e rucola di recupero l’ho fatti qualche settimana fa, quindi non è reso amaro dall’angoscia. Quando ho visto la ricetta del cuoco Pappagallo in TV (che apprezzo), mi sono resa conto che avevo già tutto in casa per prepararla, soprattutto della farina di riso già scaduta e della rucola un po’ avvizzita da far fuori. Così, per non buttare questi avanzi, l’ho fatta e ne sono rimasta soddisfatta.

Ingredienti per 4 persone:

Per gli gnocchi:

Zucchine 300 gr

Farina di riso 250 gr

Basilico qualche rametto

Acqua 2 cucchiai

Sale

Per il sugo:

Pomodorini datterini 1 confezione piccola 

Rucola 1 mazzetto 

Aglio 1 spicchio 

Basilico alcune foglie 

Olio extravergine 2 cucchiai

Pecorino 20 gr

Sale

Preparazione:

Per gli Gnocchi di zucchine con pomodorini e rucola, mondate le zucchine e tagliatele a pezzi grossolani, trasferitele nel tritatutto, aggiungete le foglie di basilico, qualche pizzico di sale e 2-3 cucchiai di acqua, quindi frullate il tutto fino ad ottenere una purea omogenea.

Trasferite il composto di zucchine in un recipiente ed unite gradualmente la farina di riso. Amalgamate gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido ma legato. Se vedete che la quantità di farina di riso indicata rende l’impasto troppo sodo, diminuitene la quantità. Formate quindi degli gnocchetti rotondi della dimensione di una noce ed adagiateli su un vassoio cosparso con della farina di riso.

Preparate il condimento: mettete a scaldare un giro di olio in padella, unite uno spicchio di aglio scamiciato e tritato, qualche foglia di basilico. Dopo qualche minuto aggiungete i pomodorini tagliati in quarti e fateli cuocere a fiamma alta per pochi minuti, quindi regolate di sale.

Nel frattempo mettete a lessare gli gnocchi in acqua bollente salata e attendete che vengano a galla: occorreranno almeno 5 minuti; dopodiché scolateli e saltateli in padella con i pomodorini; amalgamate il tutto unendo ancora qualche altra foglia di basilico spezzettata.

Servite e completate la preparazione aggiungendo nei singoli piatti un po’ di rucola tagliuzzata e del pecorino grattugiato: gli Gnocchi di zucchine con pomodorini e rucola sono pronti per essere gustati.

Soba con lo storione

I Soba con lo storione sono un piatto sostenibile in questo modo: da quando abbiamo scoperto qualche anno fa un vivaio di pesci vicino casa nostra ci serviamo prevalentemente lì per il pesce, acquistando direttamente dal produttore e facendo pochi km di strada.

Questo mi ha permesso di inserire nella mia cucina dei pesci che non avevo mai cucinato, come appunto il pregiato storione, un magnifico essere preistorico apparso circa 250 milioni di anni fa, sopravvissuto all’estinzione dei dinosauri, ma oggi minacciato dalla pesca indiscriminata. In Italia viene allevato oggi principalmente per il caviale, ma i consumatori italiani non lo apprezzano, secondo alcuni per via dei grassi che lo marezzano, che sono però grassi buoni per la salute. Poi però gli italiani consumano tonnellate di grasso salmone d’allevamento, povere bestie malate, piene di ferite a causa del sovraffollamento, imbottite di antibiotici, dalle carni che si spappolano. Un allevamento che peraltro ha un impatto ambientale dannosissimo. Secondo me se fosse più facile trovare in vendita lo storione, già in tranci, lo comprerebbero eccome.

Una o due volte l’anno mi concedo qualche prodotto asiatico perché sono appassionata di cucina orientale. Quando i prodotti sono in scadenza mi invento qualcosa. Tipo i soba, che sono spaghettini giapponesi di grano saraceno o frumento. Ho anche sfruttato gli avanzi di verdure che avevo in frigo, tutti presi da piccole aziende locali. Il tutto per un risultato squisito, i Soba con lo storione di mia invenzione.

Ingredienti per 3 persone:

Soba di frumento 150 gr

Storione in tranci 500 gr

Carote 3

Zucchina 1

Cipollotto 1

Cavolo cuore di bue 1 piccolo

Aglio 1 spicchio

Zenzero 1 pezzetto

Olio di sesamo 2 cucchiai

Peperoncino giapponese hichimi

Sale

Preparazione: 

Per i Soba con lo storione, sciacquate lo storione e mettetelo nella vaporiera da microonde con un goccio d’acqua sul fondo. Cuocetelo a vapore al microonde alla massima potenza per 8 minuti.

Lavate e mondate le verdure. Tagliate le carote a fettucce. Tagliate le zucchine in quarti nel senso della lunghezza e togliete la parte centrale, che taglierete a pezzetti, mentre la parte verde a fettucce. Tagliate a rondelle il cipollotto. Affettate il cavolo con la mandolina. Sbucciate e tritate l’aglio. Sbucciate lo zenzero e tritatelo. Usate la buccia per fare una tisana. 

Scaldate l’olio in un wok e cominciate a cuocere le carote per 5 minuti. Aggiungete le zucchine, il cipollotto, l’aglio, lo zenzero e il cavolo e fate stufare per 10 minuti.

Pulite lo storione, eliminando la pelle, la spina centrale e le cartilagini, poi tagliatelo a dadi.

Lessate in acqua bollente salata i soba per qualche minuto, poi scolateli.

Aggiungete i soba e lo storione alle verdure e regolate di sale.

Saltate i soba nel wok amalgamando bene gli ingredienti, facendo attenzione a non rompere i cubi di storione. I Soba con lo storione sono pronti per essere serviti con peperoncino a parte.