Piccioni alla perugina

I Piccioni alla perugina sono gustosissimi e sono un concentrato di sapori e tradizioni umbre. Contrariamente ad altre regioni italiane, nella gastronomia umbra il piccione è un caposaldo. Nel ricettario umbro Le ricette di casa mia, di Francesco Campelli, ci sono ben 22 ricette di piccione, molto più di quelle che riuscirò a fare in tutta la mia vita! Anche perché non sono facili da trovare. Questi sono i primi piccioni che cucino e li ho acquistati in Umbria.

Cercherò di spiegare il perché di questa particolarità della cucina umbra, aiutandomi con il saggio Colombaie e torri nelle campagne umbre, di Sandro Tiberini. In Umbria, fin dalla seconda metà del ‘200 è attestata nelle fonti storiche l’edificazione di torri colombaie isolate, specialmente nella zona di Spoleto, dove sono ancora visibili nelle campagne. Lo scopo delle strutture fortificate e dotate di guarnigioni militari, in cui erano integrate le torri, era di avvistare tempestivamente la minaccia di nemici (soprattutto altri comuni) che potessero attentare a beni e prodotti agricoli di proprietari privati, nonché a enti religiosi isolati, ma anche di controllare i lavoratori delle campagne.

Venuta meno nel XVI secolo l’esigenza difensiva, le torri hanno assunto uno scopo economico: l’allevamento di piccioni nelle colombaie presenti nella parte alta delle torri, permetteva di ottenere una buona quantità di concime (il guano era considerato efficace per la coltura locale della canapa). La carenza di concime era dovuta allo scarso sviluppo dell’allevamento bovino, a sua volta causato dal mancato sviluppo delle colture foraggere, introdotte solo nel XVIII secolo. I pennuti garantivano anche della selvaggina di facile reperibilità alle classi nobiliari, e suppongo che qualcuno finisse pure nei focolari dei meno abbienti. Infatti i piccioni, seppur già apprezzati nella cucina antica, hanno conosciuto un exploit nel medioevo e durante il Rinascimento, complice la fama di cibo afrodisiaco, dovuta anche a Macchiavelli.

È stato così che il piccione è entrato nella tradizione gastronomica umbra. Con il diffondersi della mezzadria nel XVII secolo, l’uso abitativo, da parte dei contadini, delle strutture fortificate con torre, venne progressivamente abbandonato a favore degli insediamenti sparsi. Ma è rimasta la presenza, nelle nostre cucine rurali, del piccione, che è arrivato così fino a noi. Sia ben chiaro che i piccioni consumati oggi sono tutti di allevamento, di cui l’Umbria è capofila. Ho utilizzato una delle preparazioni proposte nel volume Le ricette di casa mia. Ho reso semplice il procedimento evitando di disossare il piccione (lascio questa complicazione agli chef, che oggigiorno esaltano questo pregiato pennuto). Con i miei Piccioni alla perugina, ho ottenuto carni tenere e succose, un ripieno ricco e morbido, un sughetto saporito e aromatico, la croccantezza della pancetta.

Con questo piatto speciale ho festeggiato una buona notizia che ho ricevuto qualche giorno fa. Sono ormai alcuni anni che le sto tentando tutte per dare una svolta alla mia vita, e purtroppo finora non è andata come speravo. Ho dovuto elaborare delle strategie alternative e mi sto indirizzando nella giusta direzione, anche se il percorso è irto di pericoli. Ma io non mi sono mai arresa, e la passione per la cucina è la forza più grande a sostenermi.

Ingredienti per 2 persone:

Piccioni giovani da 400 gr l’uno 2

Salsicce umbre 2

Pane raffermo 80 gr

Uovo ½ 

Latte q.b.

Pancetta affumicata 8 fette

Ciuffi di finocchietto 3

Maggiorana 4 rametti

Salvia 2 ciuffetti

Timo 2 rametti

Brandy ½ bicchiere

Sale e pepe

Preparazione:

Per i Piccioni alla perugina, iniziate col pulire i volatili: eliminate le eventuali piume rimaste, tagliate via la testa, il collo, le zampe e la parte terminale delle ali. Queste ultime tre parti conservatele per insaporire uno stufato o fare un brodo. Tagliate la carcassa sul ventre in lunghezza ed estraete le interiora commestibili. Usatele per un’altra ricetta, ad esempio per arricchire un paté di fegatini di pollo. Sciacquate bene i piccioncini, asciugateli e salateli internamente. Lavate le erbe aromatiche e fatele asciugare in un colapasta. 

Dedicatevi ora al ripieno: eliminate il budello delle salsicce, sbriciolatele e posizionatele in una ciotola. Tritate al mixer il pane fino a grattugiarlo finemente. Tritate il finocchietto. Aggiungete il pane, l’uovo e il finocchietto alla salsiccia, salate, pepate e amalgamate energicamente tutto con le mani, aggiungendo gradualmente un filo di latte per ammorbidire l’impasto. Io ho ottenuto 160 gr di composto.

Farcite l’interno dei piccioni con l’amalgama, chiudeteli e girateli. Appoggiate sul dorso di ogni volatile un rametto di timo, un ciuffo di salvia, due rametti di maggiorana, poi foderate con le fette di pancetta. Infine Avvolgete i piccioncini con lo spago da cucina per tenerli ben stretti e posizionateli in teglia, coprendo con alluminio.

Infornate nel forno statico a 180° già caldo per 30 minuti, trascorsi i quali versate sul fondo il brandy. Proseguite sempre con l’alluminio per altri 30 minuti, poi togliete l’alluminio. Completate la cottura per 30 minuti avendo cura ogni tanto di raccogliere un po’ di fondo di cottura con un cucchiaio e irrorare i Piccioni alla perugina, che a questo punto saranno pronti per essere serviti con il loro sughetto, con la pancetta croccante sopra, le carni tenere e il ripieno morbido. Un capolavoro di gusto dalla mia splendida Umbria.

https://www.cucinarefacile.com/ricette/carne/piccione-ripieno-10184

https://www.braciamiancora.com/cucinare-il-piccione-lo-champagne-delle-carni

Sformato con asparagi e salsiccia di Bra

E’ proprio il momento giusto per uno Sformato con asparagi e salsiccia di Bra. E’ così bello cucinare solo prodotti di stagione! Ci sono frutti e ortaggi che ci sono solo per pochi mesi all’anno, e quindi diventano preziosi, quando arriva la loro stagione è una festa. Mentre se si pretende di mangiare qualsiasi cibo tutto l’anno, ci si priva della gioia speciale che danno le cose rare. Oltre a essere nemici del pianeta. Poi i vegetali che arrivano da parti del mondo lontane non sono mai buoni e freschi come quelli che arrivano da pochi passi da casa nostra.

Questo lo so per esperienza personale: qualche settimana fa siamo andati in una piccola azienda agricola a pochi km dalla nostra città, e lì ho preso degli asparagi a foglia sottile o asparagine, veramente saporiti, mentre quelli del supermercato non sanno di niente. Le loro fragole erano un capolavoro, niente a che vedere con quelle dure e acquose della grande distribuzione.

La settimana scorsa poi siamo andati in Liguria e in Piemonte, a Bra per la precisione, e qui abbiamo preso il formaggio di Bra tenero e stagionato, e la famosa salsiccia di Bra, prodotta con il 95% di bovino e il resto pancetta di maiale, l’unica salsiccia in Italia che può essere consumata cruda. L’origine è dovuta all’antica presenza di una comunità ebraica nel vicino comune di Cherasco, che necessitava di insaccati senza maiale.

E’ stato un decreto regio dello statuto Albertino a stabilire che questa salsiccia venisse prodotta a Bra, mentre nel resto d’Italia era vietata. Allora chiaramente non c’era il maiale nell’impasto. E’ stato aggiunto di recente per poter mantenere il nome di salsiccia. Questo prodotto unico è stato riconosciuto nell’Atlante dei Prodotti Agroalimentari tradizionali del Piemonte ed è tutelato da un consorzio. E’ molto saporita grazie anche alle spezie, ed è un piacere consumarla cruda, spalmata su una fetta di pane tostato.

Avevo quindi questi asparagi da consumare, delle uova appena scadute e la salsiccia fresca. Non volevo fare la solita frittata, quindi ho ricavato questo sformato che, anche se fatto con pochissimi ingredienti e semplicissimo da preparare, è venuto saporitissimo.

Ingredienti per 4 persone:

Asparagi a foglia sottile o asparagina 1 mazzo 

Salsiccia di Bra 200 gr

Uova 5

Aglio 2 spicchi 

Olio extravergine 2 cucchiai 

Sale

Preparazione:

Per preparare lo Sformato con asparagi e salsiccia di Bra, iniziate sciacquando gli asparagi, eliminate la parte dura alla base, tagliate a rondelle i gambi e mettete da parte le punte. Sbucciate e tritate l’aglio.

Scaldate l’olio in un padellino e fate imbiondire l’aglio per qualche minuto, poi gettateci le rondelle di asparagi, ad esclusione delle punte. Salate e fate intenerire a fuoco dolce per 10 minuti, poi aggiungete le punte e proseguite la cottura per 5 minuti.

Togliete il budello alla salsiccia e tagliatela a rondelle.

Preriscaldate il forno a 200° in modalità statica.

In una ciotola sbattete le uova e salate. Unite gli asparagi tiepidi e la salsiccia, poi amalgamate. La salsiccia si unisce cruda Foderate una teglia da forno di medie dimensioni con un foglio di silicone riutilizzabile (si acquista un rotolo on line che potete ritagliare a misura per ogni vostra teglia): evita di usare la carta forno usa e getta che non si può differenziare: una scelta economica e sostenibile. Versate la crema nella teglia e cuocete in forno per 25 minuti. Lo Sformato con asparagi e salsiccia di Bra è pronto.

Polenta con le salsicce (ricetta umbra)

Una Polenta con le salsicce per questo 25 aprile, la festa a cui sono più affezionata, e in questi anni di regime oscurantista e reazionario mi sembra quanto mai significativa. Suppongo che i nostri bravi partigiani sulle montagne si scaldassero con delle sostanziose polente preparate dalle donne della Resistenza.

Ho fatto questo piatto, che di solito si gusta in autunno e inverno, perché sono appena tornata da una breve vacanza in Umbria con i parenti, dove abbiamo festeggiato gli 80 anni di mia zia, e mi sono goduta la mia nipotina. Ogni volta che torno in Umbria poi faccio incetta di alcuni prodotti che qui al nord non trovo, e non mancano mai nella mia sporta le salsicce umbre. Mi sono portata via dalla casa di mio padre a Perugia, anche un ricettario, La cucina Umbra di Emilia Valli, in cui ho trovato questa ricetta. Avevo il ricettario, avevo i prodotti locali, quindi mi sono subito attivata per cucinare un piatto umbro. Infatti ho in mente un progettino: voglio pubblicare numerose ricette umbre e, quando ne avrò a sufficienza, creare un blog di cucina umbra. Non consiglierei di cucinare questa pietanza con salsicce e guanciale qualsiasi, perché questi due prodotti umbri hanno un sapore particolare. Piuttosto acquistateli on line su questo sito di una norcineria di Norcia.

Un ultima riflessione: di solito non si pensa alla polenta nella cucina umbra. Eppure nei secoli scorsi, anche in Umbria, come nelle regioni del nord, i contadini consumavano tanta farina di mais. Però di ricette ce ne sono poche. Probabilmente avevano più legumi, ortaggi e cereali a disposizione e preferivano usare quelli. Facevano bene, visto che il consumo eccessivo e continuativo di polenta faceva ammalare di pellagra.

Ingredienti per 2/4 persone:

farina di mais fioretto 200 gr

salsicce umbre 2 (circa 200 gr)

guanciale di Norcia 50 gr

carota 1 piccola

sedano ½ costa

cipolla di cannara bionda 1 piccola

aglio 1 spicchio

pomodori pelati 1 barattolo

vino bianco 1 bicchiere

burro un velo

pecorino di Norcia stagionato

sale, peperoncino

Preparazione:

Per preparare la polenta con le salsicce, per prima cosa occupatevi della polenta. Ungete con il burro il fondo di una pentola antiaderente, versateci un litro d’acqua fredda e mettete sul fuoco. Quando bolle, salate e gettate la farina di mais a pioggia. Ponete uno spargifiamma sul fornello, abbassate la fiamma al minimo, mescolate la polenta, coprite e fate cuocere senza più mescolare per 40 minuti.

Ora passate alla preparazione del ragù di salsiccia. Lavate e mondate le verdure, tagliatele a pezzi e tritatele nel mixer.

Tagliate via la cotenna dal guanciale e tagliatelo a dadini. Mettete i pezzi di cotenna e i dadini in una pentola a scaldare a fuoco dolce, in modo da far sciogliere il grasso, nel quale poi getterete le verdure tritate a far imbiondire per 5 minuti. Sfumate con il vino e fatelo evaporare, poi unite le salsicce spellate e sbriciolate. Fate soffriggere per 5 minuti, poi aggiungete i pelati e schiacciateli con una forchetta. Salate moderatamente e aggiungete un pizzico di peperoncino. Cuocete per almeno 30 minuti.

Scoperchiate la polenta, rimestatela e scodellatela nei piatti. Copritela con abbondante sugo e una spolverata di pecorino, se piace. La Polenta con le salsicce è pronta per essere servita.

Polpettone calabrese

Il Polpettone calabrese è un capolavoro di gusto. Qualche sera fa stavamo mangiando un polpettone già pronto, ovviamente preso dal mio compagno, e mi sono detta: ma caspita! Perché dobbiamo comprare un prodotto industriale? Lo faccio io! Strano poi che io non faccia mai questa ricetta così semplice… Comunque ho scelto una versione calabrese ed è venuta da urlo, una roba incredibile.

A proposito dei vari ingredienti calabresi che ho usato per farlo, vorrei parlare di un prodotto misconosciuto e invece eccezionale: nella zona di Crotone si produce una ricotta pecorina stagionata e affumicata che è qualcosa di divino. Io poi sono partita di cibo affumicato. Tutti conoscono la ricotta dura siciliana e pugliese, ma quelle sanno solo di sale. Se la gente conoscesse la ricotta affumicata calabrese le altre due sarebbero spazzate via dal mercato. Ne potete acquistare un’ottima versione su questo sito. Io l’ho aggiunta al mio polpettone e gli ha dato un sapore irresistibile.

Riguardo alle cime di rapa, al nord si producono a ottobre-novembre e poi ad aprile-maggio. Al sud invece sono disponibili ininterrottamente da novembre ad aprile. Quindi sono ancora di stagione. Tutti pensano alla Puglia e alla Campania (friarielli), ma sono un caposaldo anche della cucina calabrese. Le ho aggiunte ispirandomi ad un video su youtube.

Comunque il Polpettone calabrese è golosissimo ed è da provare. La provola silana filante, la salsiccia secca e il finocchietto selvatico sono gli altri sapori calabresi che gli danno una spinta di gusto fenomenale.

Ingredienti per 4 persone:

300 gr di trita di maiale

300 gr di salsiccia

1 uovo

Prezzemolo fresco

Pangrattato

70 gr di provola Silana

40 gr di salsiccia secca calabrese

2 cucchiai di ricotta dura affumicata calabrese grattugiata (o pecorino)

500 gr di cime di rapa

1 spicchio d’aglio

1 cucchiaio di olio extravergine

1 pizzico di semi di finocchietto selvatico

Sale, peperoncino

Preparazione:

Per preparare il Polpettone calabrese, innanzitutto lavate e mondate le cime di rapa, usando solo le foglie. Tenete i gambi per un’altra preparazione.

Sbucciate e tritate l’aglio.

Scaldate l’olio in padella, aggiungete l’aglio, il peperoncino tritato (secco o fresco, dolce o piccante), i semi di finocchietto, le cime di rapa. Aggiungete un po’ d’acqua, coprite e fate cuocere a fuoco dolce.

Lavate, mondate e tritate il prezzemolo.

In un’ampia ciotola mettete la trita, la pasta delle salsicce private del budello, l’uovo, il prezzemolo, il pangrattato, del sale. Indossando un guanto di lattice, amalgamate a mano l’impasto.

Tagliate a cubetti la provola (potete usare quella classica o affumicata); tagliate a cubetti la salsiccia (dolce o piccante).

Ungete con un pennello un foglio di alluminio e stendetevi sopra l’impasto di carne. Se usate la carta forno non occorrerà ungerla. Io non la uso più perché l’ho sostituita con i fogli di silicone che sono riutilizzabili. Spolverate sopra la ricotta affumicata. Assicuratevi che le cime di rapa siano tenere e ben asciutte. Tritatele al coltello e spalmatele sopra la carne lasciando liberi i bordi.

Distribuite sopra la provola e la salsiccia.

A questo punto, arrotolate la carne intorno al ripieno, aiutandovi con l’alluminio, con cui sigillerete il Polpettone calabrese.

Infornate a 200° per 40 minuti. Gli ultimi 10 minuti aprite il cartoccio per fare rosolare la superficie.

Sfornate e lasciate intiepidire prima di tagliare il polpettone.

https://blog.giallozafferano.it/amicincucina/polpettone-alla-calabrese/

Salsicce di cinghiale con le lenticchie

Le Salsicce di cinghiale con le lenticchie possono sembrare un piatto più adatto all’ inverno, e siamo già in primavera, ma ancora è freddo, quindi ci può stare questa buona ricetta.

Non è facile trovare le salsicce fresche di cinghiale (in realtà hanno anche una percentuale di maiale), ma io le ho trovate lo scorso inverno in Calabria, in una macelleria di Camigliatello silano, la più nota località della Sila. Ovviamente le ho surgelate per non doverle consumare subito e rischiare che si rovinassero. Il surgelamento è il miglior amico della cucina sostenibile. 

Qualche giorno fa sfogliavo uno dei miei libri di cucina umbra, Le ricette di casa mia di Francesco Campelli, e ho trovato la ricetta Salsicce di cinghiale con le lenticchie, anche se io in Umbria le salsicce di cinghiale fresche non le ho mai viste in vendita. Sicuramente a Norcia le vendono, ma altrove no. Allora ho preparato questa ricetta umbra con delle salsicce acquistate in Calabria. Buffo vero? Ho trovato una macelleria di Terni che le vende online, se volete provarle. Oppure le potete acquistare direttamente dal sito della storica macelleria Falcone di Camigliatello, dove le ho prese io. Spediscono in tutta Italia. Hanno anche altri stupendi prodotti artigianali calabresi di maiali locali e addirittura una ‘nduja vegana.

Quando comprate le lenticchie di Colfiorito, controllate sulla confezione che siano coltivate in Umbria, perché c’è la ditta “Colfiorito” che vende legumi provenienti dall’estero e non è sostenibile!

Ingredienti per due persone:

2 salsicce di cinghiale fresche

150 gr di lenticchie di Colfiorito o di Castelluccio.

1 gambo di sedano 

1 carota 

½ cipolla (o 1 cipolla di Cannara)

2 spicchi d’aglio

100 gr di polpa di pomodoro Mutti 

2 cucchiai di olio extravergine umbro

1 foglia di alloro 

1 fiocchetto di alga kombu

Sale

Preparazione:

Lessate le lenticchie in acqua bollente salata, con alloro e alga kombu, per il tempo indicato sulla confezione. 

Tritate aglio, sedano, carota e cipolla con il mixer.

Stufateli per qualche minuto in padella con l’olio, poi aggiungete le salsicce spellate e tagliate in pezzi. Fate rosolare, aggiungete il pomodoro, un bicchiere d’acqua, coprite e fate cuocere per mezz’ora. 

Scolate le lenticchie tenendo da parte mezzo bicchiere di acqua di cottura. Aggiungetele alle salsicce con l’acqua di cottura e proseguite la cottura per dieci minuti. 

Vruacculi e sazizza (broccoli con salsiccia)

Per la mia cena calabrese con parenti, avevo pensato di prendere al mercato le salsicce e le cime di rapa, previste dalla ricetta originale. Però il contadino del mio banco preferito, mi ha detto che era un po’ presto per le cime di rapa, che ancora non erano buone, così ho ripiegato sui broccoletti. Per carità, il piatto è riuscito lo stesso, ma tutto il merito va alle salsicce calabresi fresche e al finocchietto selvatico. Le salsicce le trovo al mercato dal mio pusher di prodotti calabresi, e vengono prodotte da una piccola azienda artigianale. Il peperoncino nell’impasto dà loro un sapore unico, che sia piccante o dolce. Chi non le conosce non ha idea di quanto siano saporite. A confronto i verzini, le salamelle e la luganega che trovi al nord sembrano la trita dell’ospedale. Solo le salsicce umbre reggono il confronto. I semi di finocchietto selvatico poi sono un capolavoro. Danno uno sprint unico alla mia cucina. Tutto il merito alla Calabria, come al solito. E anche al sito di ricette calabresi Piatti-tipici-calabresi, credo l’unico in Italia dedicato solo alla cucina calabra. Una fonte di idee e ispirazione per i miei piatti piccanti. L’aspetto sostenibile del piatto è usare il maiale invece del manzo, e anche la scelta delle verdure, di stagione ovviamente. Infine tempi di cottura brevi.

Ingredienti per 4 persone:

Due cespi di broccoletti

Quattro salsicce piccanti calabresi

Due spicchi d’aglio

Due bicchieri di vino bianco secco

Un peperoncino piccante

Olio evo 3 cucchiai

Sale, semi di finocchietto selvatico

Preparazione:

Mondate i broccoletti eliminando la parte di gambo più dura. Tagliate a pezzetti il resto dei gambi e separate tutte cime di broccoli; lavate accuratamente e mettete a bollire in acqua salata prima i gambi, dopo 10 minuti i broccoletti; portate a cottura. Tritate l’aglio e tagliate a metà il peperoncino.

Spellate le salsicce e rosolatele con un cucchiaio d’olio punzecchiandole per far uscire il grasso. Una volta che sono ben rosolate da tutti i lati sfumate con il vino. Coprite e cuocete per 15 minuti.

Intanto fate soffriggere in una pentola capiente il resto dell’olio evo con l’aglio; quando l’aglio imbiondisce aggiungete il peperoncino e i semi di finocchio, poi versate i broccoletti scolati, tenendo da parte un po’ d’acqua di cottura. Fate insaporire amalgamando bene e aggiungete acqua di cottura per stufare un paio di minuti.

Unite ai broccoli le salsicce, con il loro sughetto al vino. Prima potete anche tagliarle a tocchetti. Fate insaporire tutto insieme per qualche minuto a fuoco basso. Servite ben caldo.

https://www.piatti-tipici-calabresi.it/vruacculi-rapi-sazizza-ricetta

Peperoni riggitani ripieni di pasta di salsiccia

Qualche settimana fa al mercato ho trovato i peperoni calabresi tondi, detti anche riggitani. È la varietà topepo tondo, un peperone dolce della tradizione calabrese, con frutti di dimensioni medio-piccole, con polpa spessa e molto dolce, con una forma globosa, liscia e di colore rosso o verde. Anche se i peperoni non sono più di stagione voglio comunque pubblicare questa ricetta, perché questi frutti mi riportano immediatamente all’atmosfera, ai profumi e ai sapori della mia amata Calabria. Il profumo intenso e unico di questi peperoni e dell’origano secco appena preparato, sono un effluvio che inonda l’aria dei mercati ortofrutticoli crotonesi e che è rimasto saldamente impresso nella mia memoria. Tante volte la cara nonna Antonietta ci preparava le verdure estive ripiene, che sono andate a costituire, con gli altri manicaretti elaborati dalle sue mani sapienti e amorevoli, il mio bagaglio culinario più amato.

Ingredienti per 2 persone:

8 peperoni riggitani 

200 gr di pasta di salsiccia 

1 panino mantovano raffermo (ma non secco)

1 cipolla di Tropea 

2 cucchiai di pecorino calabrese grattugiato 

Alcuni ciuffi di prezzemolo fresco

Sale e peperoncino in polvere 

Preparazione:

Lavate i peperoni e il prezzemolo. Togliete la calotta superiore dei peperoni ed eliminate i semi e i filamenti.

Tagliate a pezzi il panino. Mettete nel contenitore del mixer il pane e tritatelo grossolanamente. Aggiungete la pasta di salsiccia, il prezzemolo, il pecorino, sale e peperoncino (potete usare quello dolce). Azionate il mixer fino ad ottenere un composto omogeneo e sodo.

Preriscaldate il forno a 180°.

Riempite i peperoni con il composto ottenuto e copriteli con le loro calotte. Sistemateli in una teglia da forno e infornateli per 45 minuti. I peperoni dovranno essere morbidi. Serviteli caldi.

https://blog.giallozafferano.it/ricettechepassione/ricetta-peperoni-ripieni-di-carne

https://www.bottegadicalabria.it/blog/peperoni-ripieni-di-carne-e-salsiccia-la-ricetta-calabrese

Soba con zucchine, edamame e maiale

Un’altra ricetta di confine, tra estate e autunno, con le ultime zucchine del contadino. D’altronde ieri qui al nord era una giornata calda di sole, dopo alcuni giorni di freddo e pioggia intensa. Il riscaldamento globale da noi causato sta distruggendo il pianeta e rende difficile la vita dei piccoli agricoltori. Come cambierebbero le cose se tutti noi fortunati abitanti dei paesi ricchi acquistassimo prodotti di stagione a km zero! Si abbatterebbe l’inquinamento e lo spreco di energia per i trasporti delle derrate, e le grandi piantagioni tropicali sarebbero restituite alle popolazioni locali per il loro sostentamento. Questo piatto nasce dalla necessità di consumare dei soba scaduti che ho preso a via Sarpi a Milano in un’alimentari di prodotti asiatici. Sì, io mangio prodotti scaduti. Li vendono anche al Carrefour. Perché una delle regole contro lo spreco alimentare è: se sulla confezione di un alimento c’è scritto “da consumarsi preferibilmente entro il…”, allora si controlla l’aspetto, si annusa, si assaggia, e se tutto è a posto di può mangiare. Io lo faccio anche con prodotti con scritto “da consumarsi entro il…”, ricongelo cibi scongelati, tolgo la muffa da quelli un po’ andati… Ma sono ancora viva e in salute. Difficilmente butto del cibo, e bisognerebbe fare tutti così per un mondo più sostenibile. Ah, erano scaduti anche gli edamame e il sesamo. Però il gusto nippon c’era tutto. I soba sono spaghettini sottili giapponesi con farina di grano saraceno (reperibili negli alimentari asiatici o bio), gli edamame sono semi di soia verde. Si trovano in scatola al supermercato.

Ingredienti per 2 persone:

225 gr di soba

2 zucchine

2 salsicce

65 gr di edamame in scatola

1/2 cipolla rossa

1 pezzetto di zenzero fresco

2 cucchiai di olio di sesamo

semi di sesamo nero tostati

sale, pepe di sichuan

Preparazione:

Lavate e mondate le verdure. Tagliate ad anelli la cipolla e grattugiate le zucchine. Sbucciate e tritate lo zenzero. Io lo taglio a pezzi, li surgelo e li uso poco per volta alla bisogna.

Scaldate l’olio di sesamo in un wok (io ho usato olio di nocciole). Lasciatevi imbiondire le cipolle per qualche minuto, poi unite le zucchine e le salsicce, sbricolandole nel wok, che in questo modo risulteranno stufate. Per un sapore più deciso potete soffriggete le salsicce sbriciolate a parte in un padellino antiaderente, e scegliere se usarne il grasso che colerà o scartarlo.

Intanto lessate i soba in acqua bollente salata per i minuti indicati sulla confezione.

Aggiungete lo zenzero e l’edamame nel wok.

Scolate i soba e aggiungeteli in padella, saltandoli per qualche minuto, in modo da amalgamarvi bene il condimento. Salate e pepate.

Impiattate e decorate con i semi di sesamo.

Fiori di zucchina al forno con pasta di salsiccia e raclette (in friggitrice ad aria)

La settimana scorsa la contadina mi ha dato i suoi fiori di zucchina freschissimi, appena raccolti dal suo campo vicino a casa mia. Io non friggo mai, quindi di solito li faccio al forno gratinati. Usando la friggitrice ad aria, che è un mini forno ventilato, risparmio energia, perché è un piccolo forno. Inoltre questa ricetta permette di fare fuori avanzi di salumi e formaggi. Ideale come antipasto, facilissimo da preparare e sfizioso. E per essere ancora più sostenibile, anche in salotto, ieri ho comprato una stufa a bietanolo che mi permette di non riscaldare tutta casa, visto che sono sola quasi tutto il giorno. Ho avuto un camino per 8 anni e ho sentito il desiderio di godere di nuovo della bellezza e del tepore di una fiamma viva. Soluzione economica ideale per chi come me è in affitto. Adoro!

Ingredienti per 4 persone:

16 fiori di zucca freschissimi

80 gr di pasta di salsiccia

80 gr di raclette

2 cucchiaini di olio evo

pane grattugiato q.b.

Preparazione:

Lavate i fiori di zucchina delicatamente per non rovinarli, eliminando la punta del gambo.

Eliminate la crosta della raclette e tagliatela a cubetti in modo da ottenerne 16.

Dalla pasta di salsiccia ricavate 16 polpettine.

Infilate in ogni fiore di zucchina un cubetto di formaggio e una polpettina, facendo attenzione a non rompere le corolle.

Mettete l’apposita carta forno nel contenitore della friggitrice ad aria e ponetevi sopra un primo strato di fiori di zucchina ripieni. Con l’idoneo spruzzino, spruzzate un po’ d’olio sulla superficie. In alternativa usate un pennello da cucina. Fate un altro strato di fiori, spolverate di pane grattugiato e spruzzate sopra dell’altro olio. Inserite il contenitore nella friggitrice e cuocete a 180° per 15 minuti. La superficie dovrà essere ben rosolata. Eventualmente aggiungete 5 minuti di cottura.

Risotto con lenticchie di Castelluccio, salsiccia umbra e burro al tartufo nero

Da qualche anno sto rivalutando lenticchie e cotechino a Capodanno, perché di solito vengono trascurati nei veglioni, serviti solo a mezzanotte, tanto per rispettare la tradizione. E quasi tutti usano il cotechino industriale. Invece io cerco di nobilitarli. Per quanto riguarda le lenticchie, sono super sostenibili, in quanto richiedono poca acqua. Quelle di Castelluccio vengono coltivate in montagna, quindi non necessitano di antiparassitari. E vogliamo parlare del gusto? Le lenticchie le ho cotte a parte e sono venute squisite, anche perché ho usato l’acqua di cottura del cotechino artigianale che ho usato per il secondo. Non si spreca niente nella mia cucina. Ma se volete usare del brodo viene buono lo stesso. La salsiccia umbra invece è più saporita delle altre. Per imitarla si condisce la pasta di salsiccia con pepe nero, aglio secco in polvere e un goccio di vino bianco.

Ingredienti per 6 persone:

Per il risotto:

400 gr di riso carnaroli

200 gr di salsiccia umbra

100 gr di porro

2 cucchiai di olio evo

6 cucchiaini di burro al tartufo nero (ottimo quello di marca Ocelli)

Sale e pepe

Per le lenticchie di Castelluccio risottate:

250 gr di lenticchie di Castelluccio di Norcia IGP

500 ml di acqua di cottura del cotechino

70 gr di porro

1 carota

1 gambo di sedano

1 rametto di rosmarino

2 foglie di salvia

2 foglie di alloro

2 cucchiai di olio evo

1 bicchiere di vino bianco

Preparazione:

Mondate e lavate le verdure e le erbe. Tritate con il mixer Porro, carota e sedano. In una pentola scaldate l’olio e fate soffriggere a fuoco dolcissimo le verdure, per qualche minuto. Sciacquate le lenticchie (non necessitano ammollo), scolatele e aggiungetele al soffritto, facendole tostare brevemente, poi sfumate col vino. A questo punto portate a cottura, aggiungendo man mano delle mestolate di acqua di cottura del cotechino o brodo. Regolate di sale e unite le erbe aromatiche. Occorreranno 35 minuti. A me piacciono al dente.

Intanto preparate il risotto. Tritate al mixer il porro, scaldate l’olio in una pentola e imbiondire il porro per qualche minuto, poi aggiungete il riso e tostatelo brevemente. Portate a cottura aggiungendo man mano mestolate di acqua bollente o brodo. Spellate e sbriciolate la salsiccia e rosolatela in un padellino antiaderente, poi unitela al riso. Regolate di sale. Quando mancano 5 minuti aggiungete 4 mestoli di lenticchie (ne avanzeranno, ma serviranno per accompagnare il secondo). Impiattate e adagiate sopra il riso un cucchiaino di burro al tartufo per ogni piatto.

https://www.ideericette.it/risotto-lenticchie-e-cotechino-di-san-silvestro/