Piccioni alla perugina

I Piccioni alla perugina sono gustosissimi e sono un concentrato di sapori e tradizioni umbre. Contrariamente ad altre regioni italiane, nella gastronomia umbra il piccione è un caposaldo. Nel ricettario umbro Le ricette di casa mia, di Francesco Campelli, ci sono ben 22 ricette di piccione, molto più di quelle che riuscirò a fare in tutta la mia vita! Anche perché non sono facili da trovare. Questi sono i primi piccioni che cucino e li ho acquistati in Umbria.
Cercherò di spiegare il perché di questa particolarità della cucina umbra, aiutandomi con il saggio Colombaie e torri nelle campagne umbre, di Sandro Tiberini. In Umbria, fin dalla seconda metà del ‘200 è attestata nelle fonti storiche l’edificazione di torri colombaie isolate, specialmente nella zona di Spoleto, dove sono ancora visibili nelle campagne. Lo scopo delle strutture fortificate e dotate di guarnigioni militari, in cui erano integrate le torri, era di avvistare tempestivamente la minaccia di nemici (soprattutto altri comuni) che potessero attentare a beni e prodotti agricoli di proprietari privati, nonché a enti religiosi isolati, ma anche di controllare i lavoratori delle campagne.
Venuta meno nel XVI secolo l’esigenza difensiva, le torri hanno assunto uno scopo economico: l’allevamento di piccioni nelle colombaie presenti nella parte alta delle torri, permetteva di ottenere una buona quantità di concime (il guano era considerato efficace per la coltura locale della canapa). La carenza di concime era dovuta allo scarso sviluppo dell’allevamento bovino, a sua volta causato dal mancato sviluppo delle colture foraggere, introdotte solo nel XVIII secolo. I pennuti garantivano anche della selvaggina di facile reperibilità alle classi nobiliari, e suppongo che qualcuno finisse pure nei focolari dei meno abbienti. Infatti i piccioni, seppur già apprezzati nella cucina antica, hanno conosciuto un exploit nel medioevo e durante il Rinascimento, complice la fama di cibo afrodisiaco, dovuta anche a Macchiavelli.
È stato così che il piccione è entrato nella tradizione gastronomica umbra. Con il diffondersi della mezzadria nel XVII secolo, l’uso abitativo, da parte dei contadini, delle strutture fortificate con torre, venne progressivamente abbandonato a favore degli insediamenti sparsi. Ma è rimasta la presenza, nelle nostre cucine rurali, del piccione, che è arrivato così fino a noi. Sia ben chiaro che i piccioni consumati oggi sono tutti di allevamento, di cui l’Umbria è capofila. Ho utilizzato una delle preparazioni proposte nel volume Le ricette di casa mia. Ho reso semplice il procedimento evitando di disossare il piccione (lascio questa complicazione agli chef, che oggigiorno esaltano questo pregiato pennuto). Con i miei Piccioni alla perugina, ho ottenuto carni tenere e succose, un ripieno ricco e morbido, un sughetto saporito e aromatico, la croccantezza della pancetta.
Con questo piatto speciale ho festeggiato una buona notizia che ho ricevuto qualche giorno fa. Sono ormai alcuni anni che le sto tentando tutte per dare una svolta alla mia vita, e purtroppo finora non è andata come speravo. Ho dovuto elaborare delle strategie alternative e mi sto indirizzando nella giusta direzione, anche se il percorso è irto di pericoli. Ma io non mi sono mai arresa, e la passione per la cucina è la forza più grande a sostenermi.
Ingredienti per 2 persone:
Piccioni giovani da 400 gr l’uno 2
Salsicce umbre 2
Pane raffermo 80 gr
Uovo ½
Latte q.b.
Pancetta affumicata 8 fette
Ciuffi di finocchietto 3
Maggiorana 4 rametti
Salvia 2 ciuffetti
Timo 2 rametti
Brandy ½ bicchiere
Sale e pepe
Preparazione:
Per i Piccioni alla perugina, iniziate col pulire i volatili: eliminate le eventuali piume rimaste, tagliate via la testa, il collo, le zampe e la parte terminale delle ali. Queste ultime tre parti conservatele per insaporire uno stufato o fare un brodo. Tagliate la carcassa sul ventre in lunghezza ed estraete le interiora commestibili. Usatele per un’altra ricetta, ad esempio per arricchire un paté di fegatini di pollo. Sciacquate bene i piccioncini, asciugateli e salateli internamente. Lavate le erbe aromatiche e fatele asciugare in un colapasta.
Dedicatevi ora al ripieno: eliminate il budello delle salsicce, sbriciolatele e posizionatele in una ciotola. Tritate al mixer il pane fino a grattugiarlo finemente. Tritate il finocchietto. Aggiungete il pane, l’uovo e il finocchietto alla salsiccia, salate, pepate e amalgamate energicamente tutto con le mani, aggiungendo gradualmente un filo di latte per ammorbidire l’impasto. Io ho ottenuto 160 gr di composto.
Farcite l’interno dei piccioni con l’amalgama, chiudeteli e girateli. Appoggiate sul dorso di ogni volatile un rametto di timo, un ciuffo di salvia, due rametti di maggiorana, poi foderate con le fette di pancetta. Infine Avvolgete i piccioncini con lo spago da cucina per tenerli ben stretti e posizionateli in teglia, coprendo con alluminio.
Infornate nel forno statico a 180° già caldo per 30 minuti, trascorsi i quali versate sul fondo il brandy. Proseguite sempre con l’alluminio per altri 30 minuti, poi togliete l’alluminio. Completate la cottura per 30 minuti avendo cura ogni tanto di raccogliere un po’ di fondo di cottura con un cucchiaio e irrorare i Piccioni alla perugina, che a questo punto saranno pronti per essere serviti con il loro sughetto, con la pancetta croccante sopra, le carni tenere e il ripieno morbido. Un capolavoro di gusto dalla mia splendida Umbria.

https://www.cucinarefacile.com/ricette/carne/piccione-ripieno-10184
https://www.braciamiancora.com/cucinare-il-piccione-lo-champagne-delle-carni










