Cinghiale stufato

Il cinghiale stufato è un piatto di carne classificata come selvaggina o cacciagione. Può essere utilizzato anche come un’ottimo condimento per la pasta, magari delle pappardelle fatte in casa. Però già solo scrivendolo sospiro perché non è proprio nelle mie corde dedicarmi a preparare le ricette con questo tipo di carne.

cinghiale stufato

Non sono per principio contraria alla caccia, anche se da ragazza lo sono stata, io e le mie sorelle abbiamo fatto smettere mio padre che era cacciatore osservante delle regole, sensibile al regno animale, oltre che a quello vegetale (per chi non lo sapesse era fattore). Premesso ciò sono anche una persona a cui non piace sprecare nulla (il cinghiale ci viene regalato). Per di più ho l’hobby di raccogliere le ricette che fanno parte delle tradizioni di famiglia, perciò, dopo aver tergiversato a lungo, e dopo un modesto tentativo mal riuscito di cucinare il cinghiale, con una ricetta trovata chissà dove, mi sono armata di carta, penna e pazienza per cercare di carpire da mia mamma tutti i segreti per cucinarlo, così come lo cucina lei da sempre.

Cinghiale stufato – la ricetta con i consigli di mia mamma

E’ un piatto molto saporito e sostanzioso che nella mia famiglia si mangerà al massimo due volte l’anno ed è molto apprezzato da chi lo assaggia. Io ci ho aggiunto le bacche di ginepro e il mirto… però adesso, sarà l’orario, ma mi sta venendo proprio un’acquolina…

Ingredienti:

  • 800 g circa di spezzatino di cinghiale,
  • 4 cucchiai di olio,
  • 50 g di burro,
  • 50 g di lardo (io grasso del prosciutto),
  • una cipolla,
  • una costa di sedano (io levistico),
  • 2 foglie di alloro,
  • uno spicchio d’aglio,
  • un rametto di rosmarino,
  • mezzo bicchiere di vino bianco secco,
  • mezzo bicchiere di aceto di mele,
  • circa mezzo litro di brodo vegetale,
  • due cucchiai di pomodoro concentrato
  • sale q.b.

Ingredienti per la marinatura:

  • 1 cipolla,
  • 2 carote,
  • un ciuffo di prezzemolo,
  • alcune foglie di salvia,
  • un rametto di rosmarino,
  • un rametto di mirto,
  • 2 spicchi d’aglio,
  • 2 foglie di alloro,
  • alcune bacche di ginepro,
  • sale,
  • pepe nero in grani.

Preparazione del Cinghiale stufato:

lasciare a marinare la carne per un giorno o due nel trito di cipolla, carota, salvia, aglio, 02_CINGHIALE_MARINATURAalloro, rosmarino con le bacche di ginepro schiacciate, le foglie di mirto, il sale e il pepe in grani. Coprire con pellicola e riporre in frigo avendo cura di girare i pezzi due volte al giorno. Mettere sul fuoco una casseruola con l’olio, il burro e il lardo tagliato a pezzetti. Farci rosolare un trito di cipolla, sedano, aglio, due foglie di alloro, un rametto di rosmarino. Quando la cipolla imbiondisce, aggiungere la carne che avrete sgocciolato dalla marinatura con tutti gli ingredienti e fatela rosolare.

03_soffritto_cinghiale 04_cinghiale_salsa_da_passareBagnare con vino e aceto e lasciare evaporare facendo andare il tegame a fiamma media. Coprire la casseruola e far cuocere adagio a fuoco dolce. Aggiungere di tanto in tanto del brodo caldo e dopo circa un’ora unire due cucchiai di pomodoro concentrato diluite nel brodo, controllare se occorre aggiungere sale e finire di cuocere. A cottura ultimata togliere la carne e passare il sugo. Se occorre far restringere cucinandolo ancora un po’ fino a raggiungere la giusta densità.

Sistemare la carne in un piatto da portata e coprire con la salsa.


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Pubblicato da Raffa

Le ricette sono come la vita che scorre e si trasforma. Prendono vita nell'istante in cui le prepari: mai uguali, basta variare semplicemente il sale o le quantità, seguendo l'istinto del momento... Insomma un mondo affascinante e ricco di scoperte continue...

8 Risposte a “Cinghiale stufato”

    1. devo dire che la salsa in particolare spinge a intingere il pane per la classica “scarpetta”. Se vuoi posso invitarti la prossima volta che lo preparerò per un’assaggio… 🙂

    1. Ti ringrazio Cinzia, sai che avevo paura spaventasse! Ho cercato di fare del mio meglio e sono contenta dell’impressione positiva. 🙂

  1. Cara Raffaella, grazie per la ottima ricetta. A proposito della caccia, io non sono cacciatore, ma penso che sia una antichissima e nobilissima pratica che fa parte della storia dell’uomo. Dove vivo da un po’ di anni ora c’é il parco nazionale. E’ pieno di cinghiali che devastano tutto. Ma non si possono toccare. Un po’ di caccia sarebbe però un bene.

    1. Grazie a te Stefano per aver lasciato il tuo pensiero e l’apprezzamento per la mia ricetta… sembra proprio che non si riescano a trovare le mezze misure!

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