Sfince di San Giuseppe

Ricetta della tradizione: sfince di san Giuseppe.

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Un dolce morbido e voluttuoso di pasta bignè che viene fritto e farcita con una crema di ricotta.
La sfincia di San Giuseppe pare abbia derivazioni arabe. “sfang” sarebbe l’origine: delle frittelle condite con il miele o zucchero, che successivamente furono arricchite di crema di ricotta,risorsa inesauribile di dolcezza, praticamente onnipresente nei dolci della tradizione siciliana.
Vediamo come prepare le sfince di San Giuseppe

ingredienti
250g acqua
250g farina
50g di strutto o burro
4/5 uova
1 pz di sale
1 pz di bicarbonato

1 kg di buona ricotta di pecora
400g di zucchero semolato
200g di cioccolato in gocce

1 lt di olio di semi di arachide

Per decorare scorze di arancia candite ed evetuali pistacchi tritati.

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Innanzitutto prepare la crema di ricotta
Lasciare sgocciolare per almeno 6 ore la ricotta in un setaccio e in frigo.
Versare il formaggio in una bacinella, aggiungere lo zucchero semolato e mescolare bene. Passare al setaccio e aggiungere le gocce di cioccolato. Lasciare riposare in frigo.

In una pentola unire acqua sale e lo strutto. Portare a bollore.
Togliere la pentola dal fuoco e unire la farina in un’unica soluzione. Mescolare bene, rimettere sul fuoco e quando la pasta si staccherà dalle pareti e si sentiranno gli sfrigolii togliere.
Versare l’impasto in planetaria e con la frusta a foglia, lasciare girare a velocità minima per dispedere il calore dell’impasto.
Aggiungere le uova una per volta, non prima che il precedente sia stato assorbito dall’impasto.
Scaldare bene l’olio di arachidi e con un cucchiaio versare delle quenelle di pasta nell’olio. Le quenelle si gonfieranno e spaccheranno aumentando di volume.
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una volta ben dorate, scolare in un vassoio con carta assorbente.
COn l’aiuto di un sac a poche munito di bocchetta liscia, bucare la sfincia e farcire di ricotta. COn l’aiuto di una spatolina, spalmare un poco di ricotta sulla superficie, decorare con eventuale granella di pistacchio e scorza d’rarancia candita o ciliegia.
Buon appetito.

Crostata salata di semola integrale

Io le adoro le crostate salate. Ne ho fatte e ne continuo a fare.
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Sono semplici, svuotafrigo e soprattutto sbrigative.
La pasta si prepara prima , si lascia indurire un pcohino era avere maggiore elasticità e poi si rimepiono di quel che piace: verdure di solito, con una miscela di latte uova e parmigiano. Spesso rislvono il problema della cena, accanto ad una insalata.
Quella che ho preparato qualche sera fa è stata realizzata con una farina di semola integrale, Una farina buona, prodotta in Sicilia e con uno spiccato sentore rustico che ben si è accoppiato con il ripieno di ragusano e sparacelli.
Vediamo come preparare la crostata salata di semola integrale.

Ingredienti
230 farina di semola rimacinata integrale
50g di olio evo
40g di olio di semi
1 uovo

500g di sparacelli lavati e lessati (sono i broccoletti)
250g di ragusano
1 uovo
100g. latte
100g. panna
qualche cucchiaio di parmigiano

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Nella ciotola della impastatrice e con la foglia emulsionare gli oli e l’uovo. Aggiungere la farina ed eventualmente poche gocce di acqua fredda per impastare bene. Appena forma la palla, avvolgere in pellicola alimentare e lasciare risposare in frigo per almeno mezz’ora.
Nel frattempo preparare una miscela di latte panna e uovo. Tagliare il cacio ragusano a pezzetti. Tagliuzzare anche le verdure.lasciando qualche cimetta intera.
Stendere la pasta, rivestire uno stampo da crostata unto con olio di semi.
Bucherellare il fondo e sistemare i sparacelli e i pezzetti di ragusano. Versare sopra la miscela di panna latte, cospargere con poco parmigiano e infornare in forno caldo (io ventilato) a 180 gradi fino a cottura.
Buon appetito

Frittedda palermitana

Il nome “frittedda” potrebbe indurre a pensare ad una frittata, ma così non è
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E’ una combinazione di tre ortaggi carciofi, piselli e fave che costituiscono un piatto unico se accompagnato da buon pane casereccio o un contorno ricco se si accosta ad una semplice fettina.
La frittedda palermitana E’ un piatto povero della tradizione palermitana, la cui preparazione è molto semplice, solo un poco lunga perchè si perde tempo a sbucciare fave piselli e pelare i carciofi. Il sacrificio comunque ne vale la pena, un gustoso piatto, che per gli ingredienti può essere considerato gluten free e anche vegano
Ecco ingredienti e procedimento per preparare la frittedda

Per 6 persone
1,5kg di fave fresche (scegliere quelle piccoline più dolci e tenere)
1,2kg di piselli freschi
6 carciofi
2 scalogni
sale pepe
olio evo q.b.
menta (facoltativa)

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Sgranare i piselli e lavarli, sgusciare le fave e sciacquare anche queste.
Pulire i carciofi, spuntandoli ed elimnando le foglie e l’eventuale fieno. Tagliare i cuori a spicchi e immergerli in una bacinella con una soluzione di acqua e 2 cucchiai di farina. affinchè non anneriscano.
Scaldare olio in un tegame e lasciare appassire gli scalogni triati. aggiungere i carciofi e lasciarli cuocere per un paio di minuti.
Unire poi le fave e i piselli.
Dopo aver fatto rosolare bene tutti gli ingredienti bagnare con 1/2 bicchiere d’acqua, senza mettere sale e portare a cottura, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo eventuale acqua se dovesse asciugare troppo.
A fine cottura e quando fredda, cospargere di menta tritata e regolare di sale
Trucco:
(il sale va messo alla fine per evitare di fare scurire troppo le favette)

la variante:
esiste una versione di frittedda in agrodolce. in questo caso aggiungere alle verdure cotte 2 tazzine di aceto mescolato a 2 cucchiai rasi di zucchero, aspettando che evapori. spegnere e lasciare riposare prima di servire.

Essendo un piatto privo di glutine lo faccio partecipare al GLuten free Travel and Living.

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