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Pettole o popizze baresi

Pettole, o se passate da Bari, popizze. E’ una ricetta tipica pugliese spesso legata a festività religiose o popolari, e che prende alle volte un nome di verso dall’inflessione dialettale del paese in cui vengono preparate, per esempio pittule nel leccese. Io sono barese e per me sono sempre le popizze, cioè piccole palline di pasta lievitata fritta, dalla crosticina croccante e dall’interno soffice e morbido. Quello delle pettole pugliesi è un impasto molto lento che prevede tanta acqua rispetto la farina e che non ha bisogno di essere lavorato molto. Una volta lievitato viene preso a cucchiaiate e calato in olio bollente. Pochi secondi di frittura, tanto sale, e sono pronte per essere gustate ancora calde e croccanti.

Vi ricordate quando vi ho raccontato delle sgagliozze? Bhe, le popizze sono loro sorelle e passeggiando per la città vecchia di Bari, soprattutto nei mesi più freddi, non potete non scaldarvi le mani stringendo un cartoccio di pettole e sgagliozze appena fritte. Ormai per strada le trovate tutto l’anno ma nelle nostre case vengono ancora preparate in occasione della festa di qualche santo o per il giorno dell’Immacolata, magari seguendo un rito tramandato da nonna a madre a figlia che si perde nella nostra cultura rurale.

Vi state chiedendo quindi come fare le pettole e quanto saranno buone? Allora non fatevi scappare l’occasione di assaggiarle seguendo l’originale ricetta pettole pugliesi, e magari fateci vedere le vostre nel nostro gruppo (QUI) e seguiteci su Instagram (QUI) dove condivideremo le foto in cui ci taggate o usando l’hashtag #fablesdesucre. Buone popizze a tutti allora, e mi raccomando, sorridete sempre,
Claudio.

pettole
  • DifficoltàMolto facile
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione10 Minuti
  • Tempo di riposo3 Ore
  • Tempo di cottura20 Minuti
  • Porzioni30-40 pettole
  • Metodo di cotturaFrittura
  • CucinaItaliana

Ingredienti per le pettole

  • 400 gfarina 00 (per pizza)
  • 360 gacqua
  • 4 glievito di birra fresco
  • 8 gsale
  • 10 golio extravergine d’oliva

Per friggere

  • q.b.olio extravergine d’oliva

Preparazione

  1. E’ un impasto molto semplice che si può fare a mano o usando la planetaria.

    A mano, versare in una ciotola l’acqua a temperatura ambiente e sciogliervi il lievito di birra.

    Aggiungere tutta la farina setacciandola e mescolare con una mano per formare un impasto.

    Impastare sbattendo l’impasto per qualche minuto per fargli prendere nervo, ottenendo un impasto omogeneo e coeso.

    Aggiungere il sale e l’olio e continuare a “sbattere” l’impasto in ciotola ancora per qualche minuto.

    Se usiamo la planetaria, versare nella vasca l’acqua a temperatura ambiente in cui scioglieremo il lievito di birra e la farina setacciata.

    Lasciare lavorare con la foglia a velocità sostenuta per qualche minuto finchè l’impasto non prenda consistenza e corda.

    Aggiungere sale e olio e continuare a impastare per qualche minuto. Al termine avremo una massa omogenea e coesa.

    Versare in una ciotola, coprire con pellicola e tenere al caldo fino al raddoppio. Ci vorranno circa 3 o 4 ore.

    pettole

  2. Una volta raddoppiata la massa, ponete a scaldare sul fuoco una padella con l’olio extravergine d’oliva.

    E’ sempre meglio friggere in olio profondo e ben caldo intorno ai 180°C. Per un fritto perfetto potete aiutarvi misurando la temperatura con un termometro da cucina come questo QUI.

    Ora aiutandovi con due cucchiai che bagnerete sempre in una tazza d’acqua, partendo da un punto laterale della ciotola raccogliete mezzo cucchiaio d’impasto e con l’altro cucchiaio staccatelo versandolo nell’olio bollente.

    Potete vedere come fare in questo breve VIDEO.

    Ripetete questa operazione raccogliendo l’impasto sempre dallo stesso punto fino a riempire la padella di popizze da friggere.

    Giratele un paio di volte nell’olio bollente fino a che non prendano un colore dorato uniforme.

    Raccogliete le pettole cotte con un mestolo forato e ponete ad asciugare in una ciotola con della carta assorbente.

    Salate di volta in volta quando le popizze sono ancora bollenti. Servite ben calde.

    pettole

VARIANTI E CONSIGLI

  1. A Bari è tradizione friggere il olio extravergine d’oliva, ma se preferite potete usare olio di semi d’arachide o di girasole.

    Potete controllare la temperatura dell’olio immergendo uno stuzzicadenti che farà un sacco di bollicine se l’olio è pronto.

    Per un fritto uniforme mantenete la temperatura dell’olio costante. Non lasciate troppo tempo sulla fiamma alta la padella senza friggere nulla altrimenti la temperatura salirà molto.

    Le popizze sono uno street food da passeggio da mangiare come snack senza accompagnamento, oppure potete servirle accompagnate da salumi e formaggi o da un sughetto di polpa di pomodoro e capperi.

    Se vi è piaciuta questa ricetta potrebbero interessarvi anche le PIZZE FRITTE NAPOLETANE o i PANZEROTTI PUGLIESI oppure il POLLO FRITTO CROCCANTE.

CONSERVAZIONE

Le pettole non si prestano alla conservazione ma è sempre meglio consumarle calde appena fritte. Con il tempo perdono croccantezza e fragranza.
Link sponsorizzati nella pagina.

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3 Risposte a “Pettole o popizze baresi”

  1. Bellissime! Qui a Roma li chiamiamo frittelli! Mi ricordano tanto i natali di qualche anno fa, quando le mie nonne ne facevano pentole intere e poi questa pastella veniva utilizzata per “impanare” fettine di baccalà o di broccolo! Veniva una consistenza simile alle verdure pastellate, ma come dici tu croccanti fuori e morbidi dentro. Io, essendo piccolino, non apprezzavo molto i sapori forti del baccalà e del broccolo e allora chiedevo a mia nonna se me le facesse vuote; lei mi accontentava sempre. Quanto mi mancano quei natali… è il primo commento che faccio, ma vi seguo sempre! Bravissimi!
    Andrea

  2. Ciao che bontà!!!! Sono di Bari anch’io anche se ormai da molti anni vivo nelle Marche. Io le popizze le ho sempre mangiate cosparse di zucchero. In pratica prima mangiavo le sgagliozze e poi le popizze. Bellissimi ricordi!!!!

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