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Pitta mpigliata calabrese

La pitta mpigliata calabrese o pitta “nchiusa” è un dolce tipico calabrese, originario di San Giovanni in Fiore ma molto diffuso in tutta la provincia di Cosenza È un dolce preparato in tutti i periodi di festa. Il nome pitta “mpigliata” deriva dall’ebraico e dall’arabo pita, che significa schiacciata. Il periodo al quale si fa riferimento della nascita della pitta “mpigliata” è il 1700. Il dolce veniva preparato soprattutto per le cerimonie nuziali, come riferisce un documento notarile di San Giovanni in Fiore, risalente al 1728 ( Wikipedia)
Esistono alcune varianti della pitta mpigliata per quanto riguarda gl’ingredienti, in ogni caso il dolce mantiene sempre la sua forma tipica Vi sono comunque oltre alla forma a pitta, quella a rosellina (o rosetta),.
A San Giovanni in Fiore, da alcuni anni si svolge una manifestazione promozionale, che ha lo scopo di elevare a interesse nazionale, il dolce silano. Attraverso la manifestazione si stabilisce ogni anno il record mondiale della pitta mpigliata più lunga del mondo.

pitta mpigliata

Questa ricetta mi è stata data da un’amica di Aprigliano un paese della Sila Cosentina.
La ricetta originale prevede “tazze” come misura, ho cercato di convertire in grammi.

Pitta mpigliata calabrese o pitta ‘nchiusa’

Ingredienti. per la pasta esterna

  • 500 gr di farina 0 (regolarsi se bisogna aggiungerne o togliere.)
  • 100 gr di zucchero
  • 100 ml di olio e.v.o.
  • 100 ml di vino moscato o vermouth
  • 50 ml di succo d’arancia o di mandarino
  • 1/2 cucchiaio da tè di chiodi di garofano macinato
  • 1/2 cucchiaio da tè di cannella
  • 1 cucchiaio di liquore di anice
  • 1 di strega o mandarinetto
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaio di miele

Ingredienti per il ripieno:

  • 500 gr di noci a pezzi
  • 500 gr di uva passa
  • 1/2 cucchiaio da tè di chiodi di garofano macinato
  • 1/2 cucchiaio da tè di cannella
  • 1 cucchiaio di liquore strega
  • 1 cucchiaio di anice
  • 1 cucchiaio di mandarinetto
  • 50 ml di succo di arancia

Ingredienti per formare le rose

  • 1 cucchiaio di olio e.v.o.
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1/2 cucchiaio da tè di cannella

Ingredienti per la copertura

  • 200 gr di miele
  • 1 cucchiaio di zucchero

pitta mpigliata

Procedimento

Preparazione ripieno
Lavare l’uvetta lasciandola a bagno per 10 minuti, asciugarla bene, mettere tutti gli ingredienti in una ciotola, mescolando tutto, fare riposare 3/4 ore.

Preparazione pasta esterna
In un pentolino mettere a riscaldare tutti i liquidi, versare in una ciotola e aggiungere lo zucchero e la farina, mescolare con una forchetta, passare l’impasto sulla spianatoia, impastare bene ottenendo un impasto liscio, omogeneo.

Preparazione rose
Prendere un pezzo d’impasto, stenderlo con il matterello in una sfoglia sottile e fare una forma rotonda più grande della teglia che la deve contenere. Dividere il resto della pasta in 2/3 pezzi, stenderli in rettangolo, tagliare delle strisce larghe circa 10 cm e lunghe a piacere, spennellare con olio, zucchero e cannella , distribuire il ripieno solo su metà del rettangolo, raddoppiare e arrotolare a forma di rosa.
Disporle sulla base aprendo con le dita i bordi delle rose, sollevare i bordi della sfoglia posta sotto, legare con uno spago affinché le rose stiano ben strette e non si aprano.

Cuocere in forno preriscaldato a 170°/ 180° per un’ora, deve dorare, ma essere ben cotta all’interno.
Durante la cottura irrorare di miele caldo, così acquista un bel colore ambrato.
Dopo cotta, aggiungere miele caldo zucchero e cannella.

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Pubblicato da incucinaconmire

Mi chiamo Mirella, sono una mamma/nonna, calabrese di fatto e nel cuore. Amo la mia terra e mi piace preparare i piatti della tradizione, piatti che mi hanno accompagnato fin dall'infanzia, rivisitati alla mia maniera con gusto e originalità, mi piace condividerli e farli conoscere, sono ricette semplici e facili da rifare, troverete anche ricette attuali, mi piacciono anche le novità.

12 Risposte a “Pitta mpigliata calabrese”

  1. Salvatore la ricetta originale non è questa è senza liquori cioè senza anice, strega e succhi di arancia, o mandarino,ci vuole farina di semola di grano duro, di grano tenero l’impasto va fatto con acqua, vino, ese si ha un bicchiere di vino cotto non tanto altrimenti si ha difficoltà alla lavorazione va messo lo zucchero la cannella, il sale, il garofalo. Per il ripieno l’uva passa va prima lavata e. Messa in un cannavaccio ad asciugare poi si passa a mischiare le noci, l’uva passa ele buccie di mandarino e arancia fatte asciugare precedentemente si stende la pasta e si fanno le rosette riempite e si da la forma e grandezza desiderata si chiude con una sfoglia ripiena per tutto il diametro e si mette a riposare per 12 ore coperta. Prima che si inforna va passato il miele con il cucchiaio e buon appetito.

    1. Ciao, come ho scritto la ricetta mi è stata data da un amica originaria di Aprigliano, può essere che è stata modificata e non è l’originale, grazie per avermi mandato la tua. Però ti assicuro che è buonissima.

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