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Margarina fatta in casa

margarina

Avete mai pensato di preparare in casa prodotti che acquistate quotidianamente al supermercato? Per esempio, burro, margarina, yogurt e latticini in genere? Oggi vi propongo la ricetta della margarina fatta in casa. La ricetta è della mia amica Lisa Casali, che ha publicato sul suo fantastico libro “Autoproduzione in cucina” edito da Gribaudo. Facile da preparare, più leggera del burro, la margarina fatta in casa ci fa risparmiare intorno al 65% in termini economici  ma il 100% in termini di salute e benessere. Oltre che la genuinità del prodotto “home made”. Adatta alle persone intolleranti al lattosio e ai vegan.

Perché autoprodurre

Ecco i buoni motivi per cominciare ad autoprodurre:

  • Tempo. Più cose autoprodurrete, meno tempo dedicherete alla spesa.
  • Salute. Elimineremo coloranti, conservanti, esaltatori di sapidità, zuccheri complessi e additivi in genere.
  • Soddisfazione. Scopriremo il rapporto diretto con il cibo. E questo non ha prezzo.
  • Freschezza. Ridurre la filiera per aumentare il valore nutritivo e il sapore dei prodotti che autoproduciamo.
  • Ambiente. Privilegiare materie prime di stagione. Legumi piuttosto che carne.
  • Risparmio. Ogni prodotto autoprodotto ha un costo inferiore rispetto a quello acquistato al supermercato.

Ingredienti:

  • 180 ml di acqua
  • 100 g di olio di semi di girasole
  • 40 g di olio di soia
  • 20 g di lecitina di soia

Procedimento:

In una terrina sciogliete la lecitina con 2 cucchiai di acqua. Unite gli oli, mescolate e mettete a raffreddare in frigorifero per 15 minuti circa.
Togliete dal frigorifero e cominciate a montare con un frullatore a immersione, aggiungendo pochissima acqua alla volta.
Continuate a versare acqua e a montare finché non si formerà una crema bianca simile alla margarina morbida. Fermatevi non appena raggiungerà quella densità.
Se serve aggiungere ancora qualche cucchiaio di acqua e continuate a montare qualche minuto.
Riponete il burro vegetale o margarina in frigorifero e fatelo raffreddare almeno un’ ora prima di utilizzarlo.
La margarina fatta in casa si conserva in frigorifero per un mese e nel congelatore per 6 mesi.
Non usate la margarina fatta in casa per friggere e per cotture ad alte temperature perché ha il punto di fumo più basso del burro chiarificato.

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Pubblicato da mara

a tutto c'è un perchè..il mio è vino e cucina.e a ciascuno il suo....

5 Risposte a “Margarina fatta in casa”

  1. Non capisco la necessità di fare della margherita quando per lo stesso periodo allo stesso prezzo posso utilizzare dell’ottimo olio extravergine ?

  2. Puoi usare tutto quello che vuoi Piero. “De gustibus”. A me al mattino, per esempio, piaceva mangiare pane e burro e dopo aver scoperto di essere intollerante, ho optato per questa soluzione. Certo non ne abuso e anch’io, come te, in cucina, prediligo l’olio extravergine d’oliva, possibilmente di sola origine italiana, non comunitaria. Grazie per il commento.Buona giornata.

  3. Grazie per la ricetta, interessantissima.
    Vorrei porre l’attenzione sul fatto che questa ricetta non è per una “margarina” fatta in casa, ma per una “maionese” vegetale, senza aceto/limone/mostarda. Infatti così si ottiene una bellissima emulsione (mousse, in gergo gastronomico) di acqua e e grassi, come lo è la mayonnaise. La lecitina è indispensabile per addensare e per creare la mousse (che vuol dire anche “schiuma”: in questo caso un miscuglio stabile tra acqua, grassi e aria).
    Per “margarina”, invece, si intende un grasso vegetale, idrogenato. Il processo di idrogenazione degli oli vegetali non comprende la presenza di acqua in grosse quantità, ed è un processo industriale. In pratica, questo processo chimico/industriale trasforma gli oli vegetali insaturi e liquidi in oli (o grassi) saturi, dalla consistenza semisolida.
    Effettivamente, la “crema” spalmabile prodotta con la ricetta proposta dalla bravissima Mara non può essere usata per friggere o saltare in padella (come del resto si fa con strutto, burro, margarina o con oli vegetali) perchè contiene più del 50% di acqua (mentre il burro può contenerne dal 2-3% fino al 18%, gli oli vegetali di oliva o di semi, poi, quasi non ne contengono).
    La presenza di acqua in un grasso, durante la cottura ad alta temperatura, principalmente, produce fenomeni chimici indesiderabili di idrolisi (spezzettamento) dei grassi stessi a formare radicali liberi, dannosissimi per la salute. Il tutto si manifesta a livello fisico e visivo come una diminuzione del punto di fumo del grasso, ma in realtà si ha la produzione di altre sostanze più volatili (evaporano più facilmente) a basse temperature (quindi è come “friggere con l’acqua” 😛 ) e, come vi dicevo, anche parecchio dannose per l’organismo.
    Scusate la puntualizzazione, mi sembrava doverosa in un ambiente specializzato, come questo.
    Ottime tartine a tutti 😉

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