Inzimino di calamari, ricetta tradizionale toscana

L’inzimino di calamari è una delle tante squisite ricette toscane che ho imparato dalla mamma di mio marito. In realtà in casa la ricetta veniva chiamata più genericamente inzimino di totani: con il termine totani s’intendevano anche calamari e seppie, a seconda di cosa offriva il mercato sul momento.

Inzimino, vecchia forma contratta di “in zimino”, è una preparazione tipica di Liguria e Toscana. Si tratta di un umido molto saporito, con calamari o seppie che vengono cotti insieme a bietole o in alcuni casi a spinaci: cuocendo formano un sughino delizioso, per il quale il pane fresco o leggermente abbrustolito è un accompagnamento obbligatorio 😀 .

Nella stesso modo in entrambe le regioni vengono cucinati i ceci, il baccalà e a Firenze pure l’anguilla. Anche la Sardegna ha un piatto tradizionale con un nome simile, lo zimino sassarese, ma è un piatto del tutto diverso nella sostanza: si tratta infatti di un insieme di frattaglie grigliate.

inzimino di calamari

Inzimino di calamari

Ingredienti 

  • calamari, 800 grammi
  • bietole (o spinaci), 1 kg
  • pomodori maturi o pelati, 300 grammi
  • peperoncino tritato q.b.
  • aglio, 3 spicchi
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale marino italiano q.b. 

Preparazione

Lavare bene i calamari, eliminare la penna, gli occhi e il “becco”, poi tagliare la sacca a strisce e i tentacoli a pezzi.

In un tegame con un paio di cucchiai d’olio far prendere leggermente colore agli spicchi d’aglio. 

Aggiungere i calamari ben asciutti e il peperoncino e fare rosolare per qualche minuto.

Unire anche i pomodori schiacciandoli un po’ con la forchetta, aggiungere un pizzico di sale e far cuocere per una decina di minuti.

Nel frattempo lavare la bietola e cuocerla in poca acqua bollente.

Scolarla, strizzarla e aggiungerla nel tegame con i calamari. A volte, se si tratta di bietole giovani, appena colte, dopo averle lavate le metto direttamente nel tegame con l’acqua residua del lavaggio.

Mescolare bene e continuare la cottura ancora per una decina di minuti: il nostro inzimino di calamari è pronto 🙂 .

Nota

Giusto due parole sul particolarissimo nome di questa preparazione: l’origine del termine inzimino o zimino è molto controversa e non si è mai giunti ad una conclusione certa. Qualcuno fa derivare l’espressione ‘in zimino’ dall’arabo samin, che significa “salsa densa”, ma c’è anche chi la fa derivare piuttosto da ‘in cimino’, con riferimento ai semi di cumino, semi aromatici molto utilizzati in Germania che furono portati in Italia dai Lanzichenecchi, soldati tedeschi alla corte di Cosimo dei Medici.

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