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Pastiera napoletana

La pastiera napoletana non è solo un dolce, è un rito che richiede tempo, pazienza e una certa dose di devozione. Non è una torta che si improvvisa il sabato sera: lei pretende attenzione fin dal giorno prima, quando il grano inizia a riposare nel latte e l’aria della cucina comincia a cambiare, riempiendosi di quell’aroma inconfondibile di fiori d’arancio e cannella.
La pastiera ha un’anima complessa ma sincera.

C’è il guscio di frolla – che in napoletano prende il nome di pettola – che custodisce un cuore cremoso, dove il grano e la ricotta si fondono in un abbraccio perfetto, punteggiato dal carattere dei canditi. È un equilibrio sottile tra la rusticità della terra e la delicatezza dei profumi primaverili. Prepararla significa rispettare una geometria precisa: quelle sette strisce di pasta frolla che si incrociano e che non sono un caso, ma il simbolo di una tradizione che si tramanda di generazione in generazione.

Fare la pastiera significa abitare la cucina, aspettare che i sapori si assestino e che il dolce “maturi” (perché si sa, la pastiera è più buona dopo due giorni). È il profumo delle vigilie, delle mani sporche di farina e delle chiacchiere intorno al tavolo mentre si decora il bordo. Non è solo un dessert, è il racconto di una Pasqua che sa di casa, ovunque voi siate.
Il segreto? Non avere fretta.
Lasciate che il grano diventi crema e che i profumi si conoscano bene tra loro.
A proposito, vediamoli insieme questi passaggi!

E come dico sempre è sapurit assaje,
Gio’

Se cerchi delle varianti alla pastiera napoletana tradizionale non perdere questi suggerimenti:

Pastiera napoletana con crema pasticcera
Pastiera di riso
Pastiera al cioccolato
Pastiera cheesecake
Pastiera nel bicchiere

Ricetta Pastiera Napoletana peccato di gola di Giovanni
  • DifficoltàDifficile
  • CostoMolto costoso
  • Tempo di preparazione2 Ore
  • Tempo di riposo3 Ore
  • Tempo di cottura1 Ora 10 Minuti
  • Porzioni8
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana
  • StagionalitàPasquaPrimavera
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Ingredienti per uno stampo da 23 in superficie e 19 alla base

Per la frolla

250 g farina 00
100 g strutto
100 g zucchero
1 uovo (medio)
15 g latte intero
1/2 scorza d’arancia
1/2 scorza di limone
1 pizzico sale fino

Per il grano

200 g grano cotto
75 g latte intero
25 g strutto
1/2 scorza d’arancia
1/2 scorza di limone
1 pizzico sale fino

Per la ricotta

200 g ricotta di pecora
200 g zucchero
2 uova (medie)
1 fiala fiori d’arancio (5 ml concentrati o 85 ml se diluiti)
40 g cedro candito

Strumenti

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Passaggi

Per preparare la pastiera cominciate dalla pasta frolla, che in questo caso si chiama pettola. Quindi versate la farina a fontana sul piano e aggiungete lo zucchero.

Aggiungete un pizzico di sale

poi lo strutto e la scorza degli agrumi grattugiata.

Continua aggiungendo anche l’uovo

e poi il latte. Quindi inizia a lavorare dapprima le parti liquide, per ammorbidire lo strutto, e poi raccogli man mano la farina.

Lavora finché non ottieni un panetto liscio e omogeneo. Avvolgi nella pellicola e fai riposare in frigo per almeno un’ora.

Adesso passiamo alla ricotta: versala in una ciotola assieme allo zucchero.

Unisci le uova

e poi il latte e l’aroma ai fiori d’arancia.

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Mescola bene e metti in frigorifero per almeno un’ora.

È il turno del grano. Versalo in un pentolino e aggiungi lo strutto e il latte,

la scorza grattugiata degli agrumi e il sale.

Cuoci per 10/15 minuti o finché il composto non si asciuga, di tanto in tanto mescola.

Quando il composto è pronto e raffreddato scegli se passarlo al passaverdure, lasciarlo integro oppure fare metà passato e metà no.

Aggiungi il composto alla ricotta assieme al cedro candito.

Recupera le pettola e tirala finemente con un po’ di farina sul piano. Srotola all’interno di uno stampo svasato da 23 cm in superficie e 19 alla base, precedentemente unto e infarinato.

Versa la crema di grano e ricotta

e in superficie recupera la pettola ottenendo 7 strisce: 4 sotto e 3 sopra.
La pastiera napoletana cuoce in forno statico, sul ripiano più basso, a 180° per circa un’ora.

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Conservazione & Consigli

La pastiera napoletana si conserva in frigo per 5 giorni.

La pastiera è una signora che non ama la fretta. Richiede dedizione e, soprattutto, quel pizzico di attesa che rende tutto più dolce.

Prepararla con giorni d’anticipo non è solo un consiglio, è una regola d’oro che risponde a due richiami precisi. Il primo è tutto tecnico: la frolla e la crema di ricotta hanno bisogno di tempo per conoscersi e fare amicizia. Cuocerla il venerdì santo permette alla pastiera di asciugarsi con calma e stabilizzarsi, così che al taglio la consistenza sia semplicemente perfetta, umida al punto giusto ma solida nel suo guscio.

L’altro motivo, invece, affonda le radici nella devozione. Per chi crede, preparare in anticipo la pastiera (insieme al tortano e al casatiello) è un vero e proprio fioretto. È l’arte di resistere alla tentazione, un po’ come Gesù nel deserto: si cucina, si profuma la casa, ma non si tocca nulla. Si aspetta la domenica di Resurrezione per rompere il digiuno e festeggiare finalmente la vita che ricomincia, una fetta alla volta.

Il segreto, quindi, è saper aspettare.

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