I carciofi alla brace (in dialetto cacocciuli arrustuti) sono una ricetta molto antica della tradizione siciliana. Purtroppo non tutti, al giorno d’oggi, possono permettersi di preparare questa delizia perchè, chiaramente, la cottura alla brace è vietata nei condomini. Ma se potete (se avete un grande giardino, o una casa in campagna) vi consiglio di provare questa ricetta. Comunque, se passate da Catania nel periodo giusto, potete acquistare i carciofi alla brace in qualsiasi negozio di gastronomia.
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Eliminate i gambi dai carciofi, lasciando circa 1 cm di gambo. Allargate le foglie dei carciofi creando al centro del carciofo un incavo (aiutatevi prima con le mani, poi capovolgete i carciofi e sbatteteli sul piano di lavoto). Lavate i carciofi sotto l’acqua corrente, poi capovolgeteli per farli sgocciolare.
Lavate il prezzemolo ed eliminate il gambo, lasciando solo le foglie, ma NON tritatelo.
Sbucciate l’aglio e tritatelo in modo grossolano.
Ponete i carciofi in un contenitore (io utilizzo una teglia) e distribuitevi all’interno il prezzemolo e l’aglio. Salate e pepate, poi condite l’interno dei carciofi con abbondante olio extravergine d’oliva.
Accendete la carbonella e, quando sarà pronta, disponete i carciofi nel braciere, direttamente sulla carbonella accesa, senza usare griglie (man mano che mettete i carciofi nel braciere, dovete esercitare una pressione, in modo da creare dei buchi nella carbonella e riuscire a far rimanere i carciofi “in piedi”).
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Carciofi alla brace (cacocciuli arrustuti)
I carciofi saranno pronti quando un paio di strati delle foglie esterne risulteranno bruciate (il tempo di cottura è difficile da stabilire, ma di solito occorrono 20 – 30 minuti). Durante la cottura tenete il braciere al riparo da correnti d’aria, in modo da mantenere il fuoco più lento possibile.
Quando i carciofi sono cotti, toglieteli dal fuoco ed eliminate rapidamente le foglie esterne bruciate (questo è un lavoro che di solito fanno le nonne 🙂 ).
Servite i carciofi alla brace ben caldi.
Note
Curiosità: la ricetta più antica dei cacocciuli arrustuti prevede l’utilizzo di strutto e pezzetti di lardo, in sostituzione dell’olio extravergine d’oliva.