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Gnudi di ricotta e spinaci: morbidi, delicati e senza pasta

Gli gnudi di ricotta e spinaci sono uno di quei piatti della cucina italiana che riescono a trasformare pochi ingredienti semplici in qualcosa di speciale. Morbidi e delicati, assomigliano al ripieno dei classici ravioli di magro, ma hanno una particolarità: la pasta intorno non c’è. Ed è proprio da qui che deriva il loro nome, perché sono, letteralmente, dei ravioli “nudi”.

Sono una ricetta tradizionale toscana, legata soprattutto alla cucina contadina, nella quale ricotta, verdure, formaggio e poca farina diventano dei grandi gnocchi morbidi da cuocere direttamente nell’acqua.

Io li preparo con ricotta vaccina e spinaci, aggiungo Parmigiano, tuorli, pochissima farina e un pizzico di noce moscata. Poi li condisco nel modo che secondo me li valorizza di più: burro, salvia e Parmigiano.

La ricetta è semplice, ma c’è un punto fondamentale: l’impasto non deve essere troppo umido. La ricotta va scolata bene e gli spinaci devono essere strizzati molto accuratamente. Solo così possiamo usare poca farina e ottenere gnudi morbidi senza rischiare che si disfino nell’acqua.

E prima di cuocerli tutti vi consiglio un piccolo trucco: cuocetene uno solo. Se rimane compatto e viene a galla senza rompersi, l’impasto è perfetto. Se tende a disfarsi, possiamo correggerlo prima di cuocere gli altri.

RICETTA RINNOVATA! ✨ Nuove foto, tanti consigli in più e tutti i miei trucchi per preparare degli gnudi di ricotta e spinaci morbidi e delicati 💚😋

Gnudi di ricotta e spinaci: morbidi, delicati e senza pasta
Gnudi di ricotta e spinaci: morbidi, delicati e senza pasta
  • DifficoltàFacile
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione15 Minuti
  • Tempo di cottura10 Minuti
  • Porzioni4 persone
  • Metodo di cotturaBollitura
  • CucinaRegionale Italiana
  • RegioneToscana
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Ingredienti

Per gli gnudi

500 g spinaci freschi
350 g ricotta vaccina
100 g Parmigiano Reggiano grattugiato
50 g circa di farina 00 + q.b.
2 tuorli
q.b. noce moscata
q.b. sale

Per condire

burro, salvia e parmigiano grattugiato

Strumenti

Pentola e scolapasta
Ciotola
Tagliere
Colino
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Passaggi

Come preparare gli gnudi di ricotta e spinaci

Per prima cosa mettete la ricotta in un colino e lasciatela scolare. Se è molto umida potete farlo anche per qualche ora in frigorifero: meno siero contiene, meno farina dovremo aggiungere successivamente.

Lavate accuratamente gli spinaci e trasferiteli ancora leggermente bagnati in una pentola capiente. Coprite e lasciateli appassire per pochi minuti: non occorre aggiungere altra acqua.

Scolateli, lasciateli intiepidire e poi strizzateli molto bene. Questo è uno dei passaggi più importanti della ricetta: se gli spinaci trattengono troppa acqua, l’impasto diventerà molle e saremo costretti ad aggiungere troppa farina.

Tritate finemente gli spinaci con il coltello e metteteli in una ciotola insieme alla ricotta.

Aggiungete i tuorli, il Parmigiano grattugiato, un pizzico di sale e una grattugiata di noce moscata.

Amalgamate con una forchetta.

Unite infine la farina, poca alla volta. Il composto deve rimanere morbido: non dobbiamo ottenere l’impasto compatto degli gnocchi di patate.

Impasto degli gnudi
Impasto degli gnudi

Come formare gli gnudi

Prelevate una porzione di composto con due cucchiai oppure con le mani leggermente infarinate e formate degli gnudi più o meno della dimensione di una grossa noce.

Passateli molto leggermente nella farina, eliminando quella in eccesso, e sistemateli man mano su un vassoio infarinato.

Non cercate di renderli tutti perfettamente identici: gli gnudi sono una preparazione rustica e una forma leggermente irregolare è assolutamente normale.

Come formare gli gnudi
Come formare gli gnudi

Il trucco dello gnudo di prova

Prima di procedere con tutta la cottura, portate a bollore abbondante acqua salata e immergete un solo gnudo.

Quando viene a galla lasciatelo cuocere ancora per circa 2 minuti e recuperatelo delicatamente con una schiumarola.

Se mantiene bene la forma, potete procedere. Se invece tende a sfaldarsi, aggiungete all’impasto un pochino di farina, senza esagerare.

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Come cuocerli senza romperli

Portate l’acqua a un bollore non troppo violento e immergete pochi gnudi alla volta.

Quando salgono in superficie lasciateli cuocere ancora per circa 2–3 minuti, quindi prelevateli uno alla volta con la schiumarola. Eviterei di scolarli nello scolapasta: sono troppo delicati.

Come cuocere gli gnudi senza romperli
Come cuocere gli gnudi senza romperli

Nel frattempo fate sciogliere il burro in una padella larga insieme alle foglie di salvia.

Trasferite gli gnudi nel condimento e insaporiteli delicatamente. Più che “saltarli”, come dice adesso l’articolo, io scriverei di muovere dolcemente la padella o irrorarli con il burro alla salvia, perché così riduciamo il rischio di romperli.

Serviteli immediatamente con Parmigiano grattugiato.

Condire gli gnudi
Condire gli gnudi

Il segreto per gnudi morbidi che non si disfano

Il segreto non è aggiungere tanta farina. Al contrario: più riusciamo a eliminare l’acqua dagli spinaci e il siero dalla ricotta, meno farina servirà.

Troppa farina rende gli gnudi più compatti, ma fa perdere proprio quella consistenza morbida e delicata che li rende speciali.

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Ricotta vaccina o ricotta di pecora?

La mia ricetta utilizza la ricotta vaccina e io la manterrei: ha un gusto più delicato di quella di pecora e lascia emergere bene il sapore degli spinaci, del Parmigiano e della salvia.

Gnudi morbidi e gustosi
Gnudi morbidi e gustosi

Come condire gli gnudi

Per me burro e salvia rimane il condimento principale, è semplice e non copre il sapore della ricotta. Provateli anche con con salsa di pomodoro, salsa di noci o salsa di pinoli.

Gnudi al pomodoro
Gnudi al pomodoro
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Posso preparare gli gnudi con altre verdure?

Sì, gli gnudi si possono preparare anche sostituendo gli spinaci con altre verdure a foglia, soprattutto quelle dal sapore deciso. Io proverò sicuramente a farli con il cavolo nero e con le cime di rapa del nostro orto.

Il procedimento rimane simile: le verdure vanno pulite, cotte, lasciate raffreddare e soprattutto strizzate molto bene prima di tritarle e unirle alla ricotta.

Con il cavolo nero eliminate la costa centrale più dura prima della cottura; con le cime di rapa utilizzate le parti più tenere, comprese le foglie e le cimette. Tenete presente che entrambe hanno un gusto più intenso degli spinaci: il cavolo nero è più erbaceo, mentre le cime di rapa hanno la loro caratteristica nota leggermente amarognola.

Anche la quantità di farina potrebbe cambiare leggermente in base all’acqua trattenuta dalla verdura: per questo vale sempre la regola di aggiungerne poca e fare la prova cuocendo un solo gnudo prima di procedere con tutti gli altri.

Gnudi di cavolo nero e gnudi di cime di rapa
Gnudi di cavolo nero e gnudi di cime di rapa

Si possono preparare in anticipo?

Sì, possiamo formare gli gnudi qualche ora prima, sistemarli ben distanziati su un vassoio leggermente infarinato e conservarli coperti in frigorifero fino alla cottura.

Per periodi più lunghi preferirei il congelamento: li disponiamo prima su un vassoio senza sovrapporli e, una volta induriti, li trasferiamo nei sacchetti. Li cuociamo poi direttamente da congelati, pochi alla volta. Questo nella foto sono conn cime di rapa al posto degli spinaci.

Gnudi da conservare
Gnudi da conservare

FAQ (domande frequenti)

Perché gli gnudi si rompono in cottura?
Molto spesso perché ricotta o spinaci contengono ancora troppa acqua. Fate sempre la prova cuocendone uno prima degli altri.

Perché i miei gnudi sono duri?
Probabilmente avete aggiunto troppa farina. Deve servire soltanto a dare all’impasto la consistenza necessaria per mantenere la forma.

Posso usare gli spinaci surgelati?
Sì. Fateli scongelare e cuocere e, soprattutto, strizzateli molto bene prima di pesarli e utilizzarli.

Posso prepararli il giorno prima?
Preferirei prepararli qualche ora prima. Se volete anticiparvi maggiormente, è più pratico congelarli.

Come capisco quando sono cotti?
Salgono a galla durante la cottura. Da quel momento lasciateli ancora circa 2 minuti, quindi recuperateli delicatamente con una schiumarola.

Gnudi e malfatti sono la stessa cosa?
Gnudi e malfatti sono preparazioni molto simili, ma non sono esattamente la stessa cosa. Gli gnudi appartengono soprattutto alla tradizione toscana e il loro nome significa proprio “nudi”: possiamo immaginarli come il ripieno dei ravioli di ricotta e spinaci senza la sfoglia che lo avvolge. Per questo la ricotta ha generalmente un ruolo importante nell’impasto, insieme alle verdure, al formaggio, alle uova e a poca farina.

I malfatti, diffusi con diverse varianti soprattutto nell’Italia settentrionale, sono anch’essi grossi gnocchi di verdure, ricotta e formaggio, ma possono avere una maggiore presenza della verdura e una forma volutamente più rustica e irregolare: il nome “malfatti” richiama proprio il loro aspetto poco preciso. A seconda della zona possono cambiare molto anche gli ingredienti e non vengono preparati necessariamente con i soli spinaci.

In pratica, la parentela è strettissima e in alcune ricette i due nomi finiscono quasi per sovrapporsi. Più che cercare una regola assoluta, è utile ricordare l’identità delle due preparazioni: negli gnudi toscani prevale l’idea del raviolo senza pasta, mentre nei malfatti prevale quella dello gnocco rustico di ricotta e verdure.

Sul blog trovate anche la mia ricetta dei malfatti di spinaci ed erbette, così potete confrontare le due preparazioni e scegliere quella che preferite.

Malfatti
Malfatti
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I miei libri e i miei social

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Dai monti al mare
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Pubblicato da Renata Briano

🌿 Mi chiamo Renata Briano, sono naturalista, appassionata di cucina ligure e di natura. Dopo una lunga esperienza nelle istituzioni, oggi mi dedico al mio blog e alla Tenuta Della Prea, dove produciamo olio extravergine d’oliva e organizziamo scuole di cucina e attività legate al territorio.