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‘NZUDDI, BISCOTTI TIPICI SICILIANI

Da diverso tempo avevo in mente l’idea di preparare in casa alcuni dei dolciumi tipici siciliani relativi al periodo della festa di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti. Eh si, perché in prossimità di queste ricorrenze, ogni bar o pasticceria che si rispetti, soprattutto del catanese e messinese, offre una varietà veramente incredibile e golosa di prodotti da forno, prime tra tutte le famose rame di Napoli! Io però, approfittando della prima uscita della Rubrica Il Granaio del mese di Novembre, proverò a tentarti con un’altra tipologia di biscottoni secchi ma dalla consistenza morbida e leggermente friabile! Il loro sapore armoniosamente speziato, tra cannella, chiodi di garofano, scorze candite di arance e cedro e mandorle tostate, ti conquisterà! Sono una delizia per veri intenditori! Si chiamano n’zuddi, un nome che sembrerebbe derivare da “Vincinzuddu” ovvero Vincenzo in dialetto siciliano, poiché venivano preparati anticamente proprio dalle suore Vincenziane a Catania. Ovviamente, potrai realizzarli anche per occasioni al di fuori del periodo tipico, tant’è che sono spesso serviti come dolce di fine pasto gustati, com’è consuetudine dei catanesi, con liquori altrettanto aromatici come lo zibibbo o il vino Passito di Pantelleria. Io li accompagno persino il pomeriggio con infusi e tisane dal sapore intenso ed avvolgente e ti assicuro che mangiato uno, non potrai fare a meno di gustarne un altro!

Se sei siciliano o desideri replicare qualche ricetta dolce tipica della mia terra, prova anche queste ricette qui sotto:

  • DifficoltàFacile
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione20 Minuti
  • Tempo di cottura15 Minuti
  • Porzioni19 biscotti
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana
  • StagionalitàAutunno, Inverno
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Ingredienti:

Ingredienti per l’impasto:

250 g farina 00
100 g mandorle (tostate con la pellicina)
100 g zucchero
65 g acqua (all’occorrenza)
1 albume
1 cucchiaio marmellata di arance (o scorze candite di arancia)
1 fiala aroma all’arancia (o scorza non trattata di 1 arancia grattugiata)
1 cucchiaio miele millefiori
1 g chiodi di garofano (o in polvere)
1/2 cucchiaino cannella in polvere
7 g ammoniaca per dolci (o lievito per dolci)

Ingredienti per la rifinitura:

3 cucchiai zucchero
2 cucchiai farina
19 mandorle (intere)

Ingredienti per guarnire (facoltativo):

q.b. zucchero a velo

Strumenti

⚠ IN QUESTA RICETTA SONO PRESENTI UNO O PIU’ LINK DI AFFILIAZIONE. I prodotti che consiglio sono gli stessi che uso io nelle mie ricette; acquistarli attraverso il mio blog contribuisce a sostenere me ed il mio lavoro, mentre a voi non costerà nulla di più!

1 Padella
1 Spatola
1 Frusta elettrica
1 Ciotolina
1 Teglia da forno
1 Tappetino
oppure1 Carta da forno
1 Gratella per dolci
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Passaggi

Inizia tostando le mandorle qualche minuto in un padellino, senza farle bruciare.

Una volta fredde, trasferiscile in un mixer.

Tritale a più riprese fino ad ottenere una grana media.

In un mortaio, riduci in polvere i chiodi di garofano.

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In una terrina unisci lo zucchero, la farina precedentemente setacciata con il lievito e le mandorle tritate.

Quindi aggiungi anche i chiodi di garofano polverizzati e la cannella e mescola bene.

Monta l’albume a neve con l’aiuto di una frusta elettrica.

Incorporalo nell’impasto insieme al miele. Mescola con una spatola e aggiungi infine anche l’acqua poco alla volta perché potrebbe servirtene di meno.

Impasta il tutto con le mani .

Dovrai ottenere un composto omogeneo e dalla consistenza abbastanza soda ma lievemente appiccicosa.

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Con le mani leggermente umide, preleva porzioni di impasto del peso di 30 gr. ciascuno e modellali fino dargli una forma sferica.

Passa ciascuna pallina nel mix di zucchero e farina.

Appiattisci ciascun biscotto con le mani fino a raggiungere lo spessore di 1 cm circa, quindi trasferisci gli ‘nzuddi su una teglia rivestita con carta da forno e colloca al centro una mandorla intera.

Con il mix di farina e zucchero rimanente, spolverizza la superficie di ogni biscotto e cuoci in forno preriscaldato a 170°C per 13” circa in modalità statica, quindi abbassa a 100°C e fai asciugare per altri 5-6′. Dovranno dorare solo sul fondo e leggermente ai bordi.

Spegni, sfornali e falli raffreddare bene sopra una gratella.

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Potrai servirli anche con dello zucchero a velo sopra a piacere, ma è assolutamente facoltativo.

E voilà…gli ‘nzuddi siciliani sono pronti per essere gustati!

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Buon Appetito dalla Cucina di FeFè!

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Conservazione

👉Puoi conservare gli ‘nzuddi siciliani in un luogo ben asciutto per parecchi giorni chiusi in scatole di latta o dei contenitori in vetro con chiusura ermetica.

🟣 Nella versione messinese, gli ‘nzuddi si realizzano aggiungendo scorze di arancia e cedro canditi al posto del semplice aroma all’arancia, per un gusto ancora più ricco e avvolgente.

LA RUBRICA

Il GranaioBaking time, é la rubrica che ogni primo e terzo giovedì del mese propone un paniere ricco di incredibili ed irresistibili idee, tante ricette che potrete andare a vedere, visitando le pagine ufficiali di FacebookInstagram e anche Pinterest

Se siete amanti della cucina come noi, vi invitiamo ad allacciarvi il grembiule e a replicare le nostre ricette! Se lo farete, mi raccomando, non esitate a scriverci per consigli e suggerimenti, e a farci sapere se vi sono piaciute! 

Edvige: Babà

Micaela: Focaccia dolce alla zucca

Sabrina: Focaccia al cacao

Simona: Bundt cake ai cachi con yogurt e limone

Zeudi: Focaccia alle olive (con lievito di birra)

Tutte le ricette e le fotografie sono di mia creazione e proprietà, pertanto protette dal diritto d’autore. L’uso dei contenuti del mio sito è consentito previa ed esplicita autorizzazione e conseguente citazione del sito e del relativo link.


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10 Risposte a “‘NZUDDI, BISCOTTI TIPICI SICILIANI”

  1. Le ricette tradizionali quelle che poi arrivano dei conventi sono tutte spettacolari! Personalmente apprezzo sempre molto il passo passo e non mi stanco mai di ringraziarti per farcelo vedere. Io li Puccio nel vino liquoroso altro che tisana 🤪

    1. Simo, ti devo dare ragione su tutti i fronti! Le ricette che si realizzavano nei conventi, in parte purtroppo perdute, sono un patrimonio da salvaguardare. Per quel che riguarda il pucciare, io purtroppo sono quasi astemia per un mio problema di salute altrimenti anch’io ci andrei sotto con lo zibibbo 😉😂👌

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