Uva candita ricetta

Uva candita ricetta

Uva ne compro a chili. I miei figli ne vanno matti, soprattutto il piccolo che è golosissimo, per fortuna è frutta. Non ho mai pensato a conservarla, non ho nemmeno fatto mai la marmellata di uva, proprio io che “marmellato” tutto. Non ho mai sentito la necessità, forse perchè finisce subito quando la compro. Poi la settimana scorsa apro un libro per cercare tutt’altra cosa e vedo questo vasetto di morbidi e succosi chicchi dorati di uva candita che fluttuano nello sciroppo e ho sentito il desiderio di avere i miei vasetti di chicchi preziosi in dispensa. Sono corsa a comprarne ancora e la sera dopo aver messo a nanna i bimbi mi sono a messa a sgranare i grappoli. Il procedimento sembra lungo, in realtà anche se ci vogliono tre giorni per concludere l’operazione si tratterà di dedicare giusto 10 minuti al giorno. Potrete servire l’uva candita per tutto l’inverno nella macedonia ad esempio, sul gelato se avrete in coraggio di mangiarlo a dicembre, creme, ma anche con i formaggi o con le carni saporite, ad esempio l’anatra. Oppure, se non avete voglia di far nulla potete sempre ingurgitarne un chicco dopo l’altro fino ad arrivare al fondo del barattolo. 🙂

UVA CANDITA:

(Dose per 4 vasetti da 250 ml circa) 

  • 1 kg di acini
  • 750 g di zucchero
  • 200 ml di acqua
  • 4 limoni

Per prima cosa procuratevi dei barattoli con relativo coperchio dove conservare gli acini, dovrete sterilizzarli anche se sono nuovi. L’operazione non è faticosa ma lunga, quindi vi consiglio di iniziare a sterilizzare i barattoli un paio d’ore prima dell’utilizzo.
E se non avete ancora letto il nostro post “Sterilizzare e Conservare frutta e verdura” vi invito a farlo, troverete un sacco di consigli.

Prima dell’uso lavate i contenitori destinati alle conserve, le guarnizioni di gomma e i coperchi nuovi in acqua calda con detersivo e abbiate cura poi di sciacquarli bene. Se i vasi invece sono riciclati, li avrete già lavati e quindi basterà passare direttamente alla sterilizzazione prima del nuovo uso.
Ponete sul fondo di una grande pentola un canovaccio pulito e ripiegato sulle sponde della casseruola (praticamente dovete foderare la pentola), iniziate ad affiancare i barattoli di vetro, utilizzando altri canovacci per separare i contenitori che durante la fase di bollitura potrebbero sbattere e rompersi. Riempite la pentola d’acqua superando di qualche centimetro il livello dei vasetti e portate dolcemente ad ebollizione poi abbassate la fiamma e mettete il coperchio. Dopo 10 minuti aggiungete anche i tappi o le guarnizioni, rimettete il coperchio e lasciate passare altri 5 minuti.
Spegnete la fiamma e prelevate i vasi con una pinza e metteteli capovolti su un canovaccio pulito, dopo 2/3 minuti capovolgete i vasi con l’apertura verso l’alto in maniera che si asciughino perfettamente anche all’interno. Quest’operazione la dovrete fare poco prima dell’utilizzo dei vasetti, se la farete con troppo anticipo, magari la sera prima, non servirà a nulla.

Prendete i grappoli e sgranate i chicchi, pesatene un chilo una volta puliti e lavateli delicatamente sotto l’acqua corrente.
Prendete una casseruola e versatevi l’acqua, poi lo zucchero e sopra ponete i chicchi d’uva, in questo ordine esatto.
Portate a bollore, ci vorranno circa 10 minuti, poi sollevate gli acini con una schiumarola e Trasferiteli in un recipiente capiente.
Aggiungete allo sciroppo il succo dei limoni, fate restringere per qualche minuto a fuoco vivo e poi versatelo sull’uva. Lasciate raffreddare completamente e riponete la ciotola in frigo, coperta da pellicola per una notte.
Il giorno dopo, mettete solo lo sciroppo in una casseruola, riportatelo a bollore per qualche minuto e riversatelo sull’uva. Lasciate raffreddare e riponete in frigo fino al giorno dopo.
Il terzo giorno sgocciolate gli acini e divideteli in 4 vasetti sterilizzati fino a due centimetri dal bordo.
Riportate lo sciroppo a bollore, versatelo sull’uva nei vasetti riempiendoli fino ad un centimetro dal bordo e chiudeteli ermeticamente. Lasciateli raffreddare capovolti, ossia appoggiateli dalla parte del tappo e copriteli con un coperta per farli raffreddare dolcemente.
Controllate poi che si sia formato il sottovuoto. Etichettateli scrivendo la data di produzione e conservateli al buio, la durata è di circa 6 mesi.
Una volta aperto il barattolo conservateli in frigo.

Mio figlio ha deciso che nello sciroppo è ancor più buona. Gli ho levato il barattolo di mano, ma vi giuro ho avuto paura. 😀 
Ricordate di venire a trovarci su Facebook nella Fanpage o nel gruppo “Pasticciando con i Fables…“. Eva

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26 thoughts on “Uva candita ricetta

  1. Io uso la stessa procedura per fare le amareme sciroppata da mettere sul gelato e … non solo.
    Dosi
    1 kg amarene snocciolate
    500 gr zucchero
    1 stecca di cannella nell’ultima bollitura (se piace)

    Alla fine del procedimento rimane parecchio liquido, che messo sul gelato è una vera goduria.

  2. Spettacolo questa ricetta, perfetta per me che di uva me ne dà tantissima una mia zia che ha delle viti incredibilmente produttive.
    Intanto me la salvo…poi vediamo se mi nasce l’ispirazione per farla…e già, perchè per lavorazioni così lunghe o mi viene la voglia o è meglio che non cominci….grazie Eva!

  3. Ciao ho fatto questa ricetta ,mi è avanzato parecchio liquido che faccio ?Faccio ancora uva , salzando fase iniziale ? O lo posso usare per qualche altra preparazione? Grazie mille ciao un bacio

    • Se lo fai ribollire lo puoi versare ad esempio su delle pere pulite e affettate, in un vasetto e le avrai sciroppate. 😉

  4. Io sapevo che avevi sempre una ricetta pronta per tutto grazie mille un bacio e grazie per tutte queste ricette fantastiche

  5. Piccolo dubbio… dopo aver messo il succo dei limoni quanto deve restringere il succo ? porto a 52 -54 gradi brix? Grazie siete favolosi

  6. Oggi l’ho rifatta, l’anno scorso, assieme ad altre confetture, l’ho servita il giorno di Natale assieme ad un assortimento di formaggi, una goduria, grazie Eva
    Fra

  7. ciao Eva, dal bollore, nel primo passaggio, quindi con gli acini crudi, quanto tempo devo aspettare prima di sgocciolarli?
    Grazie

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