Struffoli

Struffoli. 

Nel post precedente vi ho detto che sono stata a Napoli, ho mangiato di tutto, ma gli STRUFFOLI no. Quelli me li sono dovuti fare, mi ronzavano in testa da tempo, ogni Natale infatti li vedo “in giro” per i vari blog. L’illuminazione mi è venuta al supermercato, quando ho visto una scatolina piena di zuccherini, un mix per decorare gli STRUFFOLI, l’ho comprato al volo. La mia scatolina era composta dai confettini colorati piccoli, chiamati anche “diavolilli” (perchè se cadono saltano ovunque), confettini colorati medi, anicetti e cannellini (quelli bianchi lunghi) e le palline d’argento. Gli struffoli sono un dolce tipico che a Napoli si prepara nel periodo Natalizio, tante palline di pasta fritte e poi ripassate nel miele e disposte su un piatto. Nella decorazione tipica del dolce ci vanno anche i canditi: cedro, arancia e ciliegine, tutte cose che io non ho potuto mettere per “colpa” dei miei bambini a cui i canditi non piacciono. Gli Struffoli sono come le ciliegie, uno tira l’altro, sono buonissimi, dolci al punto giusto, gustosi e profumati. Ho scoperto che non si fa indigestione di struffoli neanche se ne mangiate metà della porzione che vedete in foto, cosa non si fa per la scienza. 😉 Anche questa ricetta l’ho presa del blog di Marianna “Aria fritta” e la trovate QUI, anche questa ricetta tradizionale le è stata tramandata dalla Nonna napoletana doc! Struffoliamo? 😉

STRUFFOLI:

(Dose per circa 800 g di struffoli) 

Per l’impasto:

  • 500 g di farina 00
  • 50 g di zucchero semolato
  • 60 g di burro
  • 4 uova intere
  • 6 g di sale
  • 30 g di liquore all’anice
  • 1 arancio bio
  • 1 limone bio

Per friggere: 

  • 1 lt di olio di semi di arachide

Per decorare: 

  • 400 g di miele millefiori
  • 20 g di zucchero semolato
  • 1 mandarino
  • Confettini colorati piccoli e medi
  • Confettini anicetti
  • Confettini cannellini
  • Arancio candito
  • Cedro candito
  • Ciliegie candite

Se non trovate il liquore all’anice, potete sostituirlo con un liquore a vostro piacere. Se non volete friggere gli struffoli potete farli al forno a 200°C in modalità statica per circa 10 minuti, non sarà la stessa cosa ma saranno più leggeri. 😉

Procedimento: 

Riunite tutti gli ingredienti per fare l’impasto nella ciotola della planetaria: farina, burro morbido, uova, zucchero, sale, liquore all’anice e la scorza grattugiata del limone e dell’arancio. Montate la foglia (gancio K) e fate partire. Dovrete impastare giusto il tempo di far diventare l’impasto omogeneo e liscio.

Trasferitelo sulla spianatoia infarinata, stendetelo con il mattarello ad uno spessore di mezzo centimetro circa, tagliate l’impasto in tanti piccoli cubetti.

Fate scaldare l’olio di semi di arachide in una pentola dai bordi alti, fanno molta schiuma friggendo, portatelo ad una temperatura di 180°C. Se non avete un termometro, fate la prova con uno stuzzicadenti per verificare la temperatura dell’olio, quando è pronto, immergendo lo stecchino farà un sacco di bolle, se pronto friggete pochi struffoli alla volta, per circa 2/3 minuti.

Quando saranno dorati raccoglieteli con un mestolo forato e poggiateli man mano su carta da cucina per assorbire l’eccesso d’olio.

Fateli raffreddare, a questo punto potete raccoglierli in un sacchetto o una scatola di latta e passarli nel miele successivamente, si conservano fino ad una settimana. Altrimenti una volta freddi mettete miele, zucchero e la scorza di un mandarino in una padella con il fondo spesso, scaldate il miele fino a quando non sarà fluido, togliete dal fuoco, tuffateci gli struffoli e mescolate delicatamente con un cucchiaio di legno fino a che non saranno ricoperti di miele in modo omogeneo.

Versateli in un piatto alternando struffoli, zuccherini e canditi. Una volta finito, decorate la “montagnola” di struffoli con ciliegine candite, striscioline di arancia candita e cedro.

Gli struffoli si conservano sotto una campana di vetro fino ad una settimana a temperatura ambiente. Come dice anche Marianna nel suo post, farli un paio di giorni prima è buona norma per far amalgamare bene i sapori fra loro. 🙂

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