Cella di lievitazione: come farla in casa

Cella di lievitazione: come farla in casa. 

Per chi ha un minimo di dimestichezza in cucina con i lievitati, leggere nella ricetta “far lievitare al caldo” è una cosa normale. Quando è inverno avere il caldo non è una cosa facile e se lo è, può diventare dispendioso. Anticamente il modo più economico per far lievitare al caldo gli impasti era di metterli nel letto dopo che qualcuno ci aveva dormito e le coperte conservavano ancora il suo calore. Molto pittoresco in effetti, e vi assicuro che qualcuno continua ancora a farlo, ma non è proprio utile per tutto come sistema. Il motivo del caldo come necessità è che i nostri impasti lievitano grazie a microrganismi che si nutrono di zuccheri e hanno come prodotto del loro metabolismo elementi utili a noi, come l’anidride carbonica che gonfia e fa crescere le nostre masse, e acidi organici che modificano le caratteristiche degli impasti e di conseguenza dei prodotti finiti, soprattutto quando si parla di lievito madre. La temperatura ottimale in cui questi microrganismi vivono bene e hanno la loro massima attività è intorno ai 28°C. Ma può essere che per ricette specifiche in cui si cerca un tipo di fermentazione piuttosto che un’altra, si voglia una lievitazione a temperatura controllata e costante diversa. Nei laboratori hanno macchine apposite per far questo, celle di lievitazione a temperatura e umidità controllata, ma in casa come possiamo fare? Ci sono diversi modi, e noi abbiamo deciso di mostrarvi uno dei più semplici e di insegnarvi come realizzarlo. In questo periodo in cui molti di noi sono presi nella produzione domestica dei grandi lievitati delle feste, crediamo sia una cosa utile e in questo modo, vedrete, anche poco dispendiosa 😉

 

CELLA DI LIEVITAZIONE:

Cosa vi occorre:

  • Termostato da caldaia manuale
  • Cavo elettrico gommato 2×1,5 mm² 2 poli
  • Spina elettrica da 10 A
  • Portalampada attacco E27
  • Lampadina da 60 watt attacco E27
  • Interruttore (facoltativo)

Quello che andremo a realizzare è un semplice elemento riscaldante, nel nostro caso una lampadina elettrica tradizionale a incandescenza, collegato ad un termostato da caldaia, che non fa altro che accendere e spegnere la nostra lampadina per mantenere la temperatura impostata costante.

Per far questo la lampadina e il termostato devono essere nello stesso ambiente, cioè nella camera di lievitazione e noi non faremo una camera apposita, ma molto furbescamente, useremo il nostro forno spento come camera di lievitazione nel quale sistemeremo la lampadina e il termostato e quello che vorremo mantenere a temperatura costante.
Il cavo di alimentazione del nostro termostato, ovviamente, verrà fuori dalla porta per collegarsi alla più vicina presa elettrica.

Quindi per prima cosa dobbiamo acquistare il materiale necessario, e per capire quanti metri di cavo ci servono dobbiamo appunto vedere e misurare quanto dista la presa elettrica più vicina in modo che il cavo di alimentazione non sia un fastidio e un ingombro eccessivo durante le ore che dovrà essere collegato.

Acquistato tutto, dobbiamo procedere a fare i collegamenti necessari. In questo caso, per chi non ha una buona dimestichezza con i lavori elettrici, consigliamo di farsi aiutare da persone più esperte, anche se, credetemi è davvero molto semplice.

Il termostato che ho usato io ha solo una morsettiera a tre ingressi ed è QUESTO.
Quindi prepareremo il cavo dell’alimentazione dopo averne scelto la lunghezza. Ad un estremo collegheremo una semplice spina da 10A, e dall’altro collegheremo i due fili del cavo al termostato attraverso i due morsetti d’ingresso della rete elettrica, di solito indicati dalla dicitura “220V∼AC”. Se vogliamo su questo cavo possiamo sistemare un interruttore ON/OFF per spegnere o accendere il nostro termostato senza staccare necessariamente la spina.

Fatto questo dobbiamo collegare l’altro cavo.

Questo non serve sia lunghissimo (40/50cm circa) perchè sarà sistemato nel forno a pochi centimetri dal termostato. Ad un estremo collegheremo un portalampada per lampadina E27 (è la dimensione dell’attacco) e dall’altro collegheremo i due fili del cavo al termostato, un filo al morsetto rimasto vacante, l’altro al morsetto apposito per l’apparecchio controllato in sovrapposizione con un cavo dell’alimentazione collegato prima, di solito indicato dalla dicitura “220V∼AC 5A MAX”.
Fate ovviamente tutti i collegamenti in sicurezza senza lasciare cavi di rame scoperti e in contatto fra loroCon l’elettricità non si scherza 😉

FATTO! Una volta richiuso il termostato, dobbiamo solo avvitare la lampadina e abbiamo finito.

Questo sistema di cella di lievitazione funziona così: una volta collegata la spina:

  1. Sul termostato va impostata la temperatura (quando è acceso appare nel led).
  2. Si poggia sul fondo del forno sistemandolo su un lato.
  3. Sul lato opposto va sistemata la lampadina in maniera che sia il più distante possibile dal termostato.
  4. A metà altezza del forno sistemate la griglia su cui poserete la ciotola dell’impasto che dovrà lievitare, o direttamente la teglia con le pezzature in lievitazione tutto coperto da pellicola per alimenti.

Non mettete mai la ciotola in direzione della lampadina, ma cercate di posizionarla in linea con il termostato.

Questo termostato ha circa 2°C di tolleranza, quindi potrebbe succedere che la lampadina non si accende immediatamente anche se il display mostra che è scesa a 27°C, non preoccupatevi.

Ci sono ovviamente altri mille modi per costruire una cella di lievitazione casalinga, lo sappiamo, ma noi abbiamo scelto proprio questo perchè oltre ad essere un sistema ECONOMICO, mi pare doveroso sottolineare anche che non occuperà spazio, o meglio una volta usato si ripone in una scatola per scarpe, ed è il MIO sistema, quello che uso io abitualmente. 
Se vi servisse il forno, potete usarlo questo elemento riscaldante anche in una qualsiasi scatola di dimensioni adatte adattata a camera di lievitazione, ovviamente stando solo attenti a che la lampadina non venga a diretto contatto con materiali che potrebbero risentire del calore. 
Insomma, poco dispendioso, semplice da “costruire” e per niente ingombrante. 🙂 

Come sempre vi lasciamo e vi diamo appuntamento alla prossima, indicandovi la via per trovarci in giro, cioè sulla nostra pagina FB e nel nostro gruppo “Pasticciando con i Fables” dove ci scambiamo consigli, ricette e pasticciamo in compagnia.

 

 

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