Fondazione Sejf, i 12 peggiori ‘ecocidi’ contro la Terra

inquinamentodapet3Dall’avvelenamento della citta’ indiana di Bhopal nel 1984, causato dall’esplosione della fabbrica della ‘Union Carbide’, allo tsunami nucleare di Fukushima, l’11 marzo 2011, passando per la marea nera della Bp nel Golfo del Messico (2010), e il disastro di Chernobyl (1986).

Queste e altre catastrofi ambientali compongono il dossier della ‘Sporca Dozzina’, la mappa dei 12 maggiori crimini contro l’ambiente e l’umanita’ presentato oggi a Venezia dalla Fondazione Sejf (Supranational Environmental Justice Foundation), che si batte per l’istituzione di un Tribunale Penale Europeo dell’Ambiente. Ecco come Sejf illustra i 12 hot spot dell”ecocidio’: – KIRIBATI E MALDIVE – Le isole sommerse dal cambiamento climatico. Il riscaldamento globale e’ un’arma di distruzione di massa. Negli ultimi mesi sono aumentate le iniziative di governi come quello delle isole Kiribati, il cui presidente sta negoziando l’acquisto di terreni nelle Fiji per consentire la migrazione di 113mila abitanti del piccolo Stato minacciato dall’innalzamento delle acque dell’oceano.

– CANADA – Le sabbie bituminose minacciano i nativi. Lo sfruttamento delle sabbie bituminose ai piedi delle Montagne Rocciose canadesi viene considerato da molti organismi internazionali come l’attivita’ industriale piu’ dannosa del pianeta. Nelle sabbie bituminose dell’Alberta sono contenuti 2 trilioni di barili di petrolio sporco: per portarli alla luce si e’ arrivati a distruggere una regione grande quanto la Florida.

– NIGERIA – Nel delta del Niger, un’area grande come l’Irlanda, tra il 1976 e il 1998 sono stati estratti miliardi di barili di petrolio. La Nigeria e’ uno dei primi produttori mondiali di ‘oro nero’. Ma qui l’estrazione e’ devastante per gli ecosistemi e le popolazioni. Per l’estrazione e il trasporto ogni anno viene bruciato l’equivalente di 2 miliardi e mezzo di dollari di gas, secondo i calcoli della Banca Mondiale.

– INDONESIA – Le foreste pluviali dell’Indonesia stanno scomparendo, abbattute da imprese senza scrupoli per produrre carta e altri prodotti a basso prezzo. Le foreste indonesiane sono uno dei piu’ importanti ecosistemi del pianeta. Sono essenziali a specie animali come l’orango e la tigre di Sumatra; ospitano il 12% dei mammiferi, il 15% dei rettili e il 17% degli uccelli del pianeta.

– GIAPPONE – L’11 marzo 2011 il Giappone viene sconvolto da un terremoto di magnitudo 9. Dopo pochi minuti uno tsunami con onde alte piu’ di 30 metri muta per sempre i confini e il profilo di un’intera regione. Il blackout che segue il terremoto e lo tsunami mettono in ginocchio la sicurezza delle centrali nucleari. In quella di Fukushima esplode il reattore 1; nei giorni successivi si verifica la fusione del nocciolo anche i reattori 2 e 3. Nel raggio di 30 km lo sgombero interessa piu’ di 110.000 persone, di cui oggi piu’ di 21.000 vivono ancora fuori dalle loro abitazioni.

– GOLFO DEL MESSICO – Il disastro della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon della BP e’ stato il piu’ grave danno ambientale marino della storia Usa. Il 20 aprile 2010, durante la costruzione di un pozzo a 1500 metri di profondita’ nel Golfo, si verificano un’esplosione e un incendio, con una grande fuoruscita di petrolio dal fondale marino. Si registrano 11 morti e gravi danni ambientali per le coste della Louisiana.

– ROMANIA – Era larga 50 km e viaggiava a 5 chilometri l’ora l’onda di cianuro partita il 31 gennaio 2000 dalla miniera d’oro Esmeralda, ad Auriol, in Romania. Dopo aver ‘ucciso’ i due affluenti che le permisero di arrivare al Danubio, punto’ decisa alla foce del fiume blu, la piu’ grande zona umida d’Europa.

– ECUADOR – 1993. La multinazionale Chevron-Texaco, durante le operazioni di esplorazione e sfruttamento delle risorse petrolifere nell’area del Lago Agrio, ha inquinato oltre due milioni di ettari, contaminando la foresta amazzonica, riversando 60 miliardi di litri di reflui tossici nell’acqua utilizzata dalle popolazioni locali.

– MAR MEDITERRANEO – L’agonia della superpetroliera Haven duro’ 4 giorni, dal 11 al 14 aprile 1991. L’affondamento davanti Arenzano provoco’ la morte di 5 uomini dell’equipaggio e lo sversamento nel Mar Ligure di 134 mila tonnellate di petrolio.

– BIELORUSSIA – 26 Aprile 1986. Chernobyl, l’incidente nucleare piu’ grande della storia, l’unico con Fukushima classificato a livello 7 (il piu’ alto) della scala Ines dell’IAEA. Le cause furono indicate in gravi mancanze da parte del personale, in problemi relativi alla struttura e alla progettazione dell’impianto e nell’errata gestione della centrale. Il surriscaldamento provoco’ la fusione del nucleo del reattore e l’esplosione del vapore radioattivo, che sotto forma di una nube pari a un miliardo di miliardi di Bequerel si disperse nell’aria e ricadde in mezza Europa. Il rapporto delle agenzie dell’Onu conto’ 65 morti e stimo’ altri 4.000 decessi dovuti a tumori e leucemie.

– ARGENTINA – Anni ’80. Abra Pampa, la montagna di piombo Una montagna di 30.000 tonnellate di piombo, residuo delle lavorazioni dell’impianto di Huasi, chiuso negli anni ’80 dopo aver funzionato per tre decenni – costituisce una vera e propria bomba ecologica e sanitaria per la cittadina di Abra Pampa, nel nord dell’Argentina.

– INDIA – 3 Dicembre 1984. Nella fabbrica di pesticidi della Union Carbide India Limited, a Bhopal, avviene una fuoriuscita di 40 tonnellate di isocianato di metile. La nube uccise in poco tempo 2.259 persone e ne avveleno’ decine di migliaia. Il governo del Madhya Pradesh confermo’ in seguito 3.787 morti correlate all’evento. Otto ex dirigenti dell’impianto sono stati condannati a due anni di carcere e 100.000 rupie (circa 2000 dollari) di multa. Circa 500 euro per ogni vittima, 100 euro per ogni persona contaminata. (ANSA)

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