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Risotto alla Onegliese (Riso de Ineja), ricetta tipica rivierasca

Il risotto alla Onegliese, in dialetto Riso de Ineja, è una specialità antica della Riviera ligure di Ponente, in particolare della città di Oneglia, oggi parte di Imperia. È un piatto che racconta la storia dei commerci, delle tradizioni contadine e dei sapori semplici della Liguria.

Il riso, infatti, non è un prodotto tipico ligure come l’olio extravergine d’oliva o le erbe aromatiche, ma arrivò qui attraverso gli scambi con il Piemonte e la Pianura Padana, lungo le celebri vie del sale. Le carovane che attraversavano i valichi liguri portavano dalla Riviera il sale marino verso Nord, tanto prezioso, ma anche vino, pesci sotto sale, olio e ritornavano con il riso, la farina di mais, formaggi e altri prodotti agricoli che si diffusero nella cucina locale dando origine a ricette uniche.

Il risotto alla Onegliese è quindi un piatto della memoria: un tempo cucinato nelle pentole di terracotta, oggi realizzato in casseruole moderne, mantiene intatto il suo spirito di semplicità e genuinità. Gli ingredienti sono pochi e autentici: riso, cipolla, olio extravergine d’oliva, pomodori maturi o pelati, parmigiano e prezzemolo. Alcune varianti prevedono l’aggiunta di funghi secchi ammollati, che arricchiscono il piatto di un profumo boschivo intenso.

Un risotto rosso, delicatamente cremoso, che profuma di tradizione e che rappresenta una vera specialità rivierasca da riscoprire.

Guarda qui sotto la videoricetta realizzata per te!

Risotto alla Onegliese (Riso de Ineja), ricetta tipica rivierasca
Risotto alla Onegliese (Riso de Ineja), ricetta tipica rivierasca
  • DifficoltàFacile
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione10 Minuti
  • Tempo di cottura30 Minuti
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaRegionale Italiana
  • StagionalitàTutte le stagioni
  • RegioneLiguria
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Ingredienti

Risotto all’onegliese senza funghi secchi

320 g riso Carnaroli o Arborio
1 cipolla (o cipollotto se disponibile)
4 pomodori maturi (oppure 250 g di pelati ben scolati)
3 cucchiai olio extravergine d’oliva
40 g parmigiano grattugiato
1 ciuffo prezzemolo fresco tritato
1 l brodo vegatale caldo
q.b. sale

Variante con i funghi secchi

20 g funghi secchi ammollati in acqua tiepida e tritati finemente

Strumenti

Risottiera o casseruola per risotti o terracotta, se si vuole rispettare la tradizione
Cucchiaio di legno
Coltello affilato
Tagliere
Grattugia
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Passaggi

Segui passo passo la ricetta descritta qui sotto! 😉

Preparare il brodo: tenere sempre caldo un brodo vegetale leggero, che servirà per la cottura del risotto.

Tritare gli ingredienti: sminuzzare finemente la cipolla (o il cipollotto). Se si usano i funghi secchi, tritarli dopo averli ammollati in acqua tiepida.

Soffritto: in una casseruola scaldare l’olio extravergine d’oliva e rosolare la cipolla fino a renderla trasparente. Aggiungere i funghi tritati, se previsti.

Pomodori: unire i pomodori maturi tagliati a cubetti (o i pelati) e lasciarli cuocere a fuoco medio finché si formi una salsa morbida.

Versare il riso nella casseruola, mescolando per insaporirlo bene.

Cottura del risotto: aggiungere un mestolo di brodo caldo alla volta, mescolando spesso e aspettando che venga assorbito prima di aggiungerne altro. Continuare così per circa 16-18 minuti, fino a cottura.

Mantecatura: togliere dal fuoco, aggiungere il parmigiano grattugiato e, se volete, un po’ di olio a crudo e mescolare energicamente.

Finitura: completare con il prezzemolo fresco tritato e, se gradito, una macinata di pepe nero.

Servire caldo, cremoso e profumato.

Risotto alla Onegliese (Riso de Ineja), ricetta tipica rivierasca
Risotto alla Onegliese (Riso de Ineja), ricetta tipica rivierasca

Consigli e varianti

🔸 Con funghi secchi: la versione con funghi è più ricca e adatta ai mesi autunnali.

🔸 Con basilico: in alcune famiglie si aggiunge una fogliolina di basilico fresco al posto del prezzemolo.

🔸 Formaggio: al posto del parmigiano si può usare anche grana padano o, per un gusto più deciso, pecorino ligure.

🔸 Pentola di terracotta: se ne avete una, usatela per una cottura più lenta e uniforme, come si faceva un tempo.

Curiosità

Il termine Ineja è il nome dialettale di Oneglia, da cui prende il nome questo risotto.

Il riso arrivava in Liguria grazie agli scambi con i mercanti piemontesi e lombardi, lungo le vie di collegamento che portavano al mare l’olio e il vino ligure.

Questo piatto era considerato una specialità delle occasioni importanti, proprio perché il riso era un prodotto “forestiero” e quindi prezioso.

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FAQ (Domande e Risposte)

Si può usare il riso Roma o Vialone Nano?

Sì, purché sia un riso adatto ai risotti: Carnaroli, Arborio, Roma o Vialone Nano sono perfetti.

Il risotto alla Onegliese è vegetariano?

Sì, nella sua versione tradizionale con pomodoro e formaggio. Basta non aggiungere brodo di carne o altri ingredienti non vegetariani.

Come renderlo vegano?

Per rendere il risotto alla Onegliese 100% vegano basta sostituire la classica mantecatura al parmigiano con uno di questi metodi:

🟢 Lievito alimentare in scaglie: regala una nota saporita e leggermente “formaggiosa” al piatto. Si aggiunge a fuoco spento, come si farebbe con il parmigiano.
🟢 Frutta secca tritata: anacardi o mandorle finemente frullati danno cremosità e un gusto delicato.
🟢 Crema di anacardi: basta ammollare gli anacardi e frullarli con poca acqua calda, ottenendo una crema che lega bene il risotto.
🟢 Olio extravergine d’oliva ligure a crudo: aggiunto a fine cottura, esalta i profumi del piatto e rende il risotto lucido e vellutato.

Si può preparare in anticipo?

Meglio di no: come tutti i risotti, va gustato subito per non perdere la cremosità. Se avanza, si può trasformare in crocchette o tortini al forno.

Posso usare la passata di pomodoro al posto dei pomodori freschi o dei pelati?

No, se i pomodori freschi non sono di stagione, meglio utilizzare i pelati.

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Pubblicato da Renata Briano

🌿 Mi chiamo Renata Briano, sono naturalista, appassionata di cucina ligure e di natura. Dopo una lunga esperienza nelle istituzioni, oggi mi dedico al mio blog e alla Tenuta Della Prea, dove produciamo olio extravergine d’oliva e organizziamo scuole di cucina e attività legate al territorio.