Ci sono ricette che raccontano la Liguria più di tante parole e la torta di riso genovese è una di queste.
Semplice, economica e incredibilmente gustosa, nasce da ingredienti poveri trasformati con sapienza in una preparazione capace di conquistare tutti.
Una sottile sfoglia di pasta matta racchiude un ripieno morbido a base di riso cotto nel latte, formaggio e uova, profumato con maggiorana e noce moscata.
In Liguria la torta di riso è molto più di una torta salata: si prepara per le gite, per i pranzi all’aperto, per i buffet e per le feste di famiglia.
È ottima appena sfornata ma anche fredda, il giorno dopo, quando i sapori si amalgamano ancora meglio.
Ogni famiglia custodisce la propria versione. C’è chi usa la prescinseua, il tipico formaggio fresco genovese, chi preferisce la ricotta e chi aggiunge piccoli accorgimenti tramandati da generazioni.
Una cosa però non cambia mai: il riso cotto nel latte, che rende il ripieno cremoso e delicato.
🥄 Ho aggiornato questa ricetta della torta di riso genovese con nuove fotografie, consigli utili e curiosità sulla tradizione ligure. Una torta salata semplice e genuina che continua a portare in tavola i sapori autentici della cucina di casa.
Mettiamoci al lavoro. Per i passaggi principali guardate la videoricetta!
Sponsorizzato da Caseificio Val d’Aveto

- DifficoltàFacile
- CostoMolto economico
- Tempo di preparazione25 Minuti
- Tempo di riposo20 Minuti
- Tempo di cottura30 Minuti
- Porzioni6/8 persone
- Metodo di cotturaForno
- CucinaRegionale Italiana
Ingredienti per una teglia da 28 cm
Pasta matta
Ripieno
Terminare la preparazione
Strumenti
Preparazione
Preparare la pasta matta.
In una ciotola impastare tutti gli ingredienti della sfoglia fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
Consiglio: guardate il mio VIDEO TUTORIAL sulla PASTA MATTA.
Farne un panetto, avvolgerlo nella pellicola trasparente e lasciarlo riposare per mezz’ora.

Preparare il ripieno. Mettere il latte a scaldare in una pentola. Quando il latte bolle, salare e aggiungere il riso, abbassando la fiamma.
Attenzione a non far fuoriuscire il latte per cui abbassate la fiamma appena vedete che sta per bollire!
Spegnere il fuoco 5 minuti prima che il riso sia cotto e lasciarlo riposare e intiepidire.
Il riso assorbirà il latte e finirà di cuocere. Il composto rimarrà piuttosto liquido. Non preoccupatevi!
Poi aggiungere direttamente nella pentola la prescinseua (o la ricotta), il parmigiano grattugiato, le uova, la maggiorana tritata e un pizzico di noce moscata.

Preriscaldare il forno a 180° C statico.
Prendere il panetto di pasta matta e sulla spianatoia infarinata, stendere una sfoglia sottile più grande della teglia. Adagiarla nella teglia leggermente unta facendo strabordare i bordi.
Versare il composto (che sarà piuttosto molle) sulla base di pasta matta e rigirare i bordi della pasta eccedente all’interno (vedi foto).
Dopo aver ripiegato all’interno i lembi della pasta, mescolare il tuorlo con dell’olio e spennellare sopra tutta la torta, riso centrale incluso.
Cuocere la torta di riso genovese in forno preriscaldato a 180° C statico per 30 minuti o fino a che a superficie diventerà dorata.

Varianti / suggerimenti
Senza glutine: usa farina senza glutine per la pasta matta; per il ripieno scegli ricotta senza glutine, controlla che il formaggio grattugiato sia sicuro.
Senza lattosio o più leggera: latte vegetale + formaggio vegan per cremosità; riduzione del parmigiano o uso di formaggi più leggeri.
Erbe aromatiche alternative: basilico fine, salvia tagliata molto sottile, timo, pepe nero appena macinato.
Versione con crosta più croccante: spennella i bordi con olio EVO aggiuntivo, oppure aggiungi un po’ di semola o pangrattato sulla base prima di stendere il ripieno.

Consigli utili
Non far cuocere troppo il riso nel latte: deve restare leggermente al dente, così quando riposa si solidifica e non diventa una pappa.
Raffreddamento: lasciarla raffreddare un po’ riduce il rischio che si sfaldi al taglio.
Doratura uniforme: tenere d’occhio negli ultimi minuti, e se serve abbassa il forno o sposta verso la griglia intermedia.

Curiosità: perché il riso è così presente nella cucina ligure?
Quando si pensa alla Liguria vengono subito in mente l’olio extravergine, le erbe aromatiche e il pesce, ma il riso occupa da secoli un posto importante nella tradizione gastronomica regionale.
La Liguria non è una terra di grandi risaie come il Piemonte o la Lombardia. Eppure, grazie alla sua posizione strategica e ai traffici della Repubblica di Genova, il riso arrivava regolarmente nei porti liguri attraverso gli scambi commerciali con la Pianura Padana e altre regioni italiane.
Le navi genovesi trasportavano merci in tutto il Mediterraneo e riportavano a casa prodotti che entravano poi nella cucina quotidiana delle famiglie.
Con il tempo il riso divenne un ingrediente prezioso ma accessibile, utilizzato soprattutto nelle torte salate, nei ripieni e nelle minestre. A differenza di altre regioni italiane, dove veniva impiegato principalmente per i risotti, in Liguria trovò spazio nelle preparazioni da forno, spesso arricchite con erbe aromatiche, formaggi freschi e verdure dell’orto.
La torta di riso genovese è probabilmente l’esempio più famoso di questa tradizione: una ricetta nata dall’incontro tra ingredienti semplici e prodotti provenienti dagli scambi commerciali che per secoli hanno reso Genova una delle città più importanti del Mediterraneo.

La famosa battuta ligure
Molti italiani conoscono la torta di riso genovese grazie a un celebre sketch dei comici liguri Andrea Ceccon ed Enrique (Fabrizio) Balbontin, diventato un vero tormentone.
Nella scena, un turista entra in un’osteria ligure e chiede quali siano le specialità della casa. L’oste, con il tipico umorismo ligure asciutto e tagliente, risponde che le possibilità sono soltanto due: “la torta di riso o te lo prendi nel c…”**.
Quando il cliente sceglie la torta di riso, arriva la risposta definitiva: “La torta di riso è finita!”
La comicità nasce proprio dall’assurdità della situazione: il cliente pensa di avere una scelta, ma in realtà non ne ha nessuna. Lo sketch prende bonariamente in giro alcuni stereotipi attribuiti ai liguri, come il carattere schivo, poco incline alle smancerie e molto diretto nei modi.
Da allora la frase “È finita la torta di riso” è entrata nel linguaggio comune per indicare, con ironia, una situazione in cui non ci sono alternative, possibilità di trattativa o margini di scelta.
Paradossalmente, proprio grazie a questa battuta, una delle più tradizionali torte salate della cucina genovese è diventata famosa ben oltre i confini della Liguria.

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Posso prepararla in anticipo?
Sì: si conserva bene in frigorifero per 1-2 giorni, coperta; riscaldata in forno (o microonde) rimette tono.
Si può congelare?
Sì, tagliata a pezzi già cotti, avvolta bene: scongelare lentamente, riscaldare in forno per ritornare croccante sopra.
Quale riso è meglio usare?
Arborio o Vialone Nano vanno bene: assorbono bene il latte, rilasciano amido, danno cremosità. Il riso Carnaroli è meno adatto perché più “duro” e con chicco grande, rischia di spezzarsi.
Dove trovo la prescinseua?
In Liguria è prodotto locale. Fuori regione/provincia si può sostituire con ricotta, o metà ricotta + un po’ di yogurt bianco per quella acidità tipica.
Dosi variate per porzioni

se posso manca un ingrediente tipico della cucina ligure….nel latte va messo anche uno spicchio di aglio che si scioglierà durante la cottura del riso nel latte.
Ciao Davide
Ogni famiglia ha la sua ricetta. Ma questa dell’aglio è la prima volta che la sento