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Pastina con il formaggino: la cena cremosa che sa di casa

Ci sono piatti che non hanno bisogno di essere elaborati per farci stare bene. La pastina con il formaggino è uno di questi: cremosa, calda, semplicissima, per molti di noi ha il sapore delle cene dell’infanzia e di quelle sere in cui bastava un piatto fumante per sentirsi subito a casa.

Con il ritorno a scuola e alle normali abitudini dopo l’estate mi è tornata in mente proprio lei. Stelline, tempestina, anellini, farfalline: ognuno ha probabilmente il formato di pastina che gli ricorda quando era bambino.

La preparazione è davvero elementare. Io cuocio la pastina nel brodo, lasciandola piuttosto morbida, e alla fine aggiungo il formaggino e un po’ di Parmigiano. Il calore li fa sciogliere e si forma quella cremina avvolgente che è forse il vero motivo per cui questo piatto piace tanto.

Oggi, però, rispetto a tanti anni fa siamo anche più attenti a quello che mettiamo nel carrello. Per questo più avanti vi racconto che cosa sono realmente i formaggini e che cosa guardo sull’etichetta quando li compro, senza demonizzarli ma scegliendoli con un po’ più di consapevolezza.

È una ricetta per bambini? Certamente può esserlo, adattandola all’età e alle loro esigenze. Ma io non la limiterei affatto ai piccoli. Quante volte anche noi adulti abbiamo voglia di una cena calda, semplice e rassicurante che ci riporti per un momento a casa?

Il classico formaggino appartiene alla famiglia dei formaggi fusi. Viene prodotto lavorando uno o più formaggi e altri ingredienti lattiero-caseari in modo da ottenere quella consistenza omogenea e cremosa che tutti conosciamo. Nella produzione possono essere utilizzati i cosiddetti sali di fusione. Non sono un misterioso ingrediente da temere: hanno una funzione tecnologica ben precisa, perché permettono alle proteine del formaggio di distribuirsi in modo omogeneo insieme ai grassi e agli altri componenti. Anche la normativa europea identifica espressamente i “sali di fusione” come categoria utilizzata nei formaggi fusi. Per questo non sceglierei un formaggino semplicemente perché non vedo una sigla E sulla confezione. È molto più utile guardare l'etichetta nel suo insieme.
Il classico formaggino appartiene alla famiglia dei formaggi fusi. Viene prodotto lavorando uno o più formaggi e altri ingredienti lattiero-caseari in modo da ottenere quella consistenza omogenea e cremosa che tutti conosciamo.

Nella produzione possono essere utilizzati i cosiddetti sali di fusione. Non sono un misterioso ingrediente da temere: hanno una funzione tecnologica ben precisa, perché permettono alle proteine del formaggio di distribuirsi in modo omogeneo insieme ai grassi e agli altri componenti. Anche la normativa europea identifica espressamente i “sali di fusione” come categoria utilizzata nei formaggi fusi.

Per questo non sceglierei un formaggino semplicemente perché non vedo una sigla E sulla confezione. È molto più utile guardare l’etichetta nel suo insieme.
  • DifficoltàMolto facile
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione5 Minuti
  • Tempo di cottura10 Minuti
  • Porzioni2 persone
  • Metodo di cotturaBollitura
  • CucinaItaliana
  • StagionalitàAutunno, Inverno e Primavera
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Ingredienti per 2 persone

140 g pastina
2 formaggini
4 cucchiai parmigiano grattugiato
sale (se necessario)

Strumenti

Casseruola
Cucchiaio di legno
Mestolo
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Passaggi

Come preparare la pastina con il formaggino

Portate a bollore il brodo vegetale. Quando bolle, versate la pastina e fatela cuocere per il tempo indicato sulla confezione.

Io preferisco non utilizzare troppo brodo tutto insieme: la pastina deve rimanere morbida e cremosa, non trasformarsi in una minestra troppo liquida. Tenete quindi eventualmente un po’ di brodo caldo da parte e aggiungetelo durante la cottura se necessario.

Quando la pastina è cotta, spegnete il fuoco lasciandola leggermente più morbida di quanto vorreste trovarla nel piatto, perché continuando a riposare assorbirà ancora liquido.

Aggiungete i formaggini e mescolate finché saranno completamente sciolti.

Unite infine il Parmigiano grattugiato e mescolate ancora: dovrete ottenere una pastina morbida, cremosa e avvolgente.

Servitela immediatamente, bella calda.

Pastina con il formaggino
Pastina con il formaggino

Il piccolo segreto per averla cremosa

Il segreto è molto semplice: non scolate la pastina.

Cuocendola nella giusta quantità di brodo, l’amido rilasciato dalla pasta rimane nella preparazione e contribuisce alla consistenza finale. Formaggino e Parmigiano aggiunti a fuoco spento completano la mantecatura.

Se aspettate qualche minuto prima di mangiarla, vedrete che tenderà ad addensarsi. In quel caso basta aggiungere un cucchiaio di brodo caldo, mescolare e tornerà cremosa.

Il classico formaggino appartiene alla famiglia dei formaggi fusi. Viene prodotto lavorando uno o più formaggi e altri ingredienti lattiero-caseari in modo da ottenere quella consistenza omogenea e cremosa che tutti conosciamo. Nella produzione possono essere utilizzati i cosiddetti sali di fusione. Non sono un misterioso ingrediente da temere: hanno una funzione tecnologica ben precisa, perché permettono alle proteine del formaggio di distribuirsi in modo omogeneo insieme ai grassi e agli altri componenti. Anche la normativa europea identifica espressamente i “sali di fusione” come categoria utilizzata nei formaggi fusi. Per questo non sceglierei un formaggino semplicemente perché non vedo una sigla E sulla confezione. È molto più utile guardare l'etichetta nel suo insieme.
Il classico formaggino appartiene alla famiglia dei formaggi fusi. Viene prodotto lavorando uno o più formaggi e altri ingredienti lattiero-caseari in modo da ottenere quella consistenza omogenea e cremosa che tutti conosciamo.

Nella produzione possono essere utilizzati i cosiddetti sali di fusione. Non sono un misterioso ingrediente da temere: hanno una funzione tecnologica ben precisa, perché permettono alle proteine del formaggio di distribuirsi in modo omogeneo insieme ai grassi e agli altri componenti. Anche la normativa europea identifica espressamente i “sali di fusione” come categoria utilizzata nei formaggi fusi.

Per questo non sceglierei un formaggino semplicemente perché non vedo una sigla E sulla confezione. È molto più utile guardare l’etichetta nel suo insieme.

Ma che cos’è davvero il formaggino?

Il classico formaggino appartiene alla famiglia dei formaggi fusi. Viene prodotto lavorando uno o più formaggi e altri ingredienti lattiero-caseari in modo da ottenere quella consistenza omogenea e cremosa che tutti conosciamo.

Nella produzione possono essere utilizzati i cosiddetti sali di fusione. Non sono un misterioso ingrediente da temere: hanno una funzione tecnologica ben precisa, perché permettono alle proteine del formaggio di distribuirsi in modo omogeneo insieme ai grassi e agli altri componenti. Anche la normativa europea identifica espressamente i “sali di fusione” come categoria utilizzata nei formaggi fusi.

Per questo non sceglierei un formaggino semplicemente perché non vedo una sigla E sulla confezione. È molto più utile guardare l’etichetta nel suo insieme.

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Come scegliere un buon formaggino?

Quando sono davanti allo scaffale, la prima cosa che farei è leggere l’elenco degli ingredienti.

Preferisco prodotti nei quali formaggi, latte e ingredienti lattiero-caseari abbiano chiaramente un ruolo centrale e, a parità di prodotto, tendo a scegliere una formulazione relativamente semplice.
Poi guardo la tabella nutrizionale.

In particolare confronterei il contenuto di sale, perché può essere significativo nei formaggi e un consumo eccessivo di sodio nell’alimentazione è qualcosa che è opportuno evitare.

Guarderei anche grassi e grassi saturi, ma senza trasformare la scelta in una gara al numero più basso: il formaggino rimane un alimento a base di formaggio e ciò che conta è anche la quantità consumata e l’alimentazione complessiva.

In pratica, davanti a due confezioni confronto:
elenco e ordine degli ingredienti;
quantità di sale per 100 g;
grassi saturi per 100 g;
quantità effettiva di formaggio e ingredienti lattiero-caseari, quando dichiarata;
porzione del singolo formaggino.

La normativa europea, del resto, impone che gli ingredienti e le informazioni nutrizionali previste siano riportati secondo criteri precisi: l’etichetta è lo strumento migliore che abbiamo per confrontare due prodotti, invece di giudicarli semplicemente dalla confezione o dalla pubblicità.

Come scegliere un buon formaggino?
Come scegliere un buon formaggino?

Quindi il formaggino fa male?

Un singolo alimento non rende da solo un’alimentazione “sana” o “non sana”. Il formaggino è un prodotto trasformato e può contenere quantità non trascurabili di sale e grassi saturi, perciò è ragionevole inserirlo in un’alimentazione varia e senza eccedere.

Se non voglio usare il formaggino?

Potete preparare una pastina altrettanto cremosa sostituendo il formaggino con ricotta, robiola o crescenza.

Il risultato non sarà identico – e non avrebbe senso fingere che lo sia – perché il gusto caratteristico della pastina con il formaggino è proprio quello che molti di noi ricordano dall’infanzia.

Sono semplicemente alternative diverse, utili anche per variare l’alimentazione.

Farfalle con ricotta
Farfalle con ricotta
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Quale pastina scegliere?

Stelline, tempestina, anellini, ditalini piccolissimi, alfabeti…

La forma cambia poco la ricetta ma tantissimo il ricordo.

Per me questa è una delle curiosità più belle della pastina: ognuno sembra avere “la sua”. C’è chi senza stelline non la considera nemmeno pastina e chi ricorda immediatamente le letterine dell’alfabeto.

Per questa preparazione preferisco comunque formati molto piccoli, perché assorbono bene il brodo e aiutano a ottenere quella consistenza morbida e cremosa che cerchiamo.

Pastina al formaggino
Pastina al formaggino

Pastina con il formaggino per i bambini

La pastina con il formaggino è tradizionalmente associata all’alimentazione dei bambini, ma quantità, sale, tipo di formaggio e introduzione dei diversi alimenti devono essere adeguati all’età del bambin.

Soprattutto per i più piccoli, è quindi meglio seguire le indicazioni del pediatra e non utilizzare automaticamente dosi e condimenti pensati per gli adulti.

Questa ricetta è proposta come ricetta di famiglia, non come indicazione nutrizionale per lo svezzamento.

Una cena che sa di casa

Forse è proprio questo il motivo per cui la pastina non è mai davvero scomparsa dalle nostre cucine.

Non costa molto, si prepara in pochi minuti e richiede ingredienti semplicissimi. Ma soprattutto appartiene a quella categoria di piatti che non mangiamo soltanto perché abbiamo fame.

Li mangiamo perché qualche volta abbiamo bisogno di tornare, anche solo per la durata di una cena, a qualcosa che conosciamo.

E quando fuori ricominciano la scuola, il lavoro, gli orari e le corse di tutti i giorni, una ciotola fumante di pastina può sembrare improvvisamente una gran bella idea.

Pastina con il formaggino
Pastina con il formaggino
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Domande frequenti (faq)

Perché la pastina diventa asciutta dopo pochi minuti?
Perché continua ad assorbire il liquido. Tenete un po’ di brodo caldo da parte e aggiungetene uno o due cucchiai prima di servirla.

Posso usare la ricotta al posto del formaggino?
Sì, ma otterrete un gusto e una consistenza differenti. È una buona variante, non una copia della ricetta originale.

Posso prepararla in anticipo?
Non lo consiglio. La pastina continua ad assorbire brodo e perde rapidamente la sua consistenza cremosa. È una di quelle ricette che danno il meglio appena fatte.

Come si conserva?
La pastina con il formaggino è migliore preparata e mangiata subito.
Se avanza, potete conservarla in frigorifero in un contenitore chiuso fino al giorno successivo e riscaldarla aggiungendo un po’ di brodo o acqua. La consistenza, però, non sarà cremosa come appena preparata.

Posso preparare la pastina senza brodo?
Sì. Potete cuocerla anche in acqua leggermente salata, ma il brodo vegetale dà più sapore. Con il Parmigiano e il formaggino, comunque, fate attenzione a non aggiungere troppo sale.

Brodo vegetale fatto in casa: leggero, genuino e perfetto per insaporire ogni piatto

Posso usare il dado?
Sì, ma controllerei anche in questo caso il contenuto di sale e regolerei di conseguenza il resto della ricetta. Ti consiglio di provare il dado fatto in casa.

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Dai monti al mare
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Pubblicato da Renata Briano

🌿 Mi chiamo Renata Briano, sono naturalista, appassionata di cucina ligure e di natura. Dopo una lunga esperienza nelle istituzioni, oggi mi dedico al mio blog e alla Tenuta Della Prea, dove produciamo olio extravergine d’oliva e organizziamo scuole di cucina e attività legate al territorio.