Il brodo si fa bio, la sfida italiana ai colossi internazionali del settore

Il brodo si fa bio, la sfida italiana ai colossi internazionali del settore

Il brodo si fa bio, la sfida italiana ai colossi internazionali del settore
Il brodo si fa bio, la sfida italiana ai colossi internazionali del settore

Well, il ‘segreto è l’uso dei prodotti naturali’

Ingredienti naturali, biologici e soprattutto non ‘addomesticati’ con l’uso di glutammato: l’avamposto della nuova frontiera dell’alimentazione italiana passa anche attraverso Casale sul Sile (Treviso). Qui ha sede la Well, azienda produttrice di brodi e insaporitori che sfida senza timori da anni e nel silenzio di una piccola impresa della campagna veneta i colossi internazionali del settore sfornando nuovi brevetti.
Nata 51 anni fa dall’idea di un chimico, Antonio Valenti, è il classico esempio di impresa familiare giunta ormai alla terza generazione che dell’innovazione e della più sofisticata tecnologia ha fatto la propria bandiera. “Avevo tre anni – racconta Rodolfo Valenti, amministratore dell’azienda – quando il pediatra ordinò a mia madre di darci un brodino per ragioni di salute: mio padre lo creò in casa, inventando il brodo in polvere”. Una ricetta rimasta poi nel cassetto per anni mentre Antonio Valenti continuava a sperimentare nel laboratorio di due stanze ricavato in casa nuove miscele, sia in campo cosmetico che alimentare.

Oggi Well, 2 milioni e mezzo di fatturato, si avvale di uno staff di ricercatori e chef qualificati, guidati da 5 dei 12 figli del fondatore, che impiega metodi e tecnologie di produzione sviluppati all’interno dell’azienda nel rispetto della tradizione artigianale, per ideare e produrre cibi che si differenziano sul mercato per le loro caratteristiche di eccellenza. Brodi e basi culinarie che per il 30% finiscono nell’industria, per il 30% al mondo della ristorazione e per la quota restante arrivano direttamente sulle tavole delle famiglie.

L’idea è quella di avvicinare il brodo ad una platea moderna, preparata, poco propensa ad utilizzare i dadi industriali ma più votata ad un consumo di cibo naturale, rispettoso dell’ambiente e senza interventi chimici. E’ della Well il brevetto, unico al mondo, per la sterilizzazione a bassa temperatura dei succhi di verdure (che restituisce tutte le caratteristiche organolettiche del prodotto fresco) per produrre gel, brodo concentrato e brodo liquido in grado di conservate il 70% del prodotto vegetale. Una ‘filosofia’ che l’azienda, corteggiata anche recentemente per una acquisizioni da parte di un nome dell’industria alimentare internazionale, ha applicato per formulare i vari ‘fondi’ senza usati nelle cucine degli chef di tutta Italia, i fumetti di pesce e crostacei e gli insaporitori per cibo etnico. “Il nostro obiettivo – ripete Valenti – è di portare sul mercato italiano questo nuovo concetto di brodo e di sistema di insaporire i piatti: basta dadi ma prodotti realizzati con concentrati naturali”.

La famiglia Valenti è decisa a non fermarsi: “da poco abbiamo trovato un concessionario della ristorazione e per l’industria – racconta l’ad, ricordando la mission aziendale ‘Il miglior sapore è frutto dell’amore’ – e stiamo cercando di individuare il prodotto giusto per il concessionario che ci permetta di arrivare in grande scala alle famiglie”.

Oltre alla parte commerciale, Well ha allo studio nuove evoluzioni di prodotto partendo dal brodo concentrato biologico fatto al 100% con ingredienti naturali. Il futuro, come già avviene all’estero, rileva Valenti, sta nel brodo in bottiglietta, nelle porzioni piccole e nel prodotto sempre più concentrato. Sfruttando il brevetto, l’ad non nasconde di guardare anche alla diversificazione aziendale: è in cantiere un nuovo progetto di tisane concentrate con estratti titolati che segue la stessa ‘filosofia’ produttiva naturale del brodo.

Fonte Ansa.it

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