I cavolini genovesi con la panna rappresentano un vero e proprio rito ligure: quello delle paste della domenica mattina, portate a casa dai papà nel cabaret della pasticceria, avvolto nella carta e legato con il fiocchetto a doppia gassa.
Non chiamateli mai bigné, perché noi liguri ci offendiamo… sono cavolini, e basta! 😉
Una ricetta antica dell’Ottocento, con un guscio di pasta choux decorato con granella di zucchero e un cuore di panna montata dolce, soffice e voluttuosa.
Né troppo grandi né troppo piccoli, sono perfetti da gustare in un sol boccone — anche se è impossibile non sporcarsi un po’ le mani e la punta del naso!
Da quando ho imparato a farli in casa, sono diventati uno dei miei dessert preferiti da offrire agli amici dopo pranzo o cena. La ricetta è molto più semplice di quanto sembri: guardate il video e provate anche voi, vi conquisteranno!
Se, invece, preferite i nostri pasticcini secchi della tradizione guardate:
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- DifficoltàMedia
- CostoEconomico
- Tempo di preparazione15 Minuti
- Tempo di cottura20 Minuti
- Porzioni20 cavolini
- Metodo di cotturaForno
- CucinaRegionale Italiana
- StagionalitàTutte le stagioni
Ingredienti
Strumenti
Passaggi
In un pentolino mettere acqua, burro e sale, accendere il fuoco e portare a bollore. Appena si formeranno le prime bollicine unire tutta la farina, abbassare la fiamma e mescolare energicamente con un cucchiaio di legno.
Si otterrà un impasto liscio, denso ma morbido. Travasare in una ciotola, schiacciare con un cucchiaio e far raffreddare.
Quando l’impasto è a temperatura ambiente, aggiungere le uova. Attenzione: amalgamare bene un uovo alla volta. Aggiungere il secondo, il terzo e il quarto solo quando quello prima sarà ben assorbito.
La consistenza finale sarà quella di una crema pasticcera densa ma abbastanza molle da poter essere trasferita nella sac-à-pochè. Usate una bocchetta liscia e grande.
Foderare la leccarda con carta da forno.
Preparare i cavolini, schiacciando la sac à poche per tre volte formando dei coni ad anelli concentrici (4 cm di diametro come base). Formate tutti i cavolini distanziandoli tra loro di 3 cm.
Con il dito inumidito appiattire le punte dei bignè. Cospargere con granella di zucchero.
Cuocere nella parte media del forno a 200°C ventilato senza mai aprire per circa 15 minuti e poi a 180°C per altri 5 minuti.
Attenzione: a fine cottura è comunque bene controllare la cottura con uno stecchino (solo a questo punto sarà possibile aprire lo sportello!). Se sono ancora umidi all’interno, bisogna farli asciugare abbassando la temperatura per qualche minuto a 120°C. Purtroppo non tutti i forni sono uguali e bisogna imparare a utilizzare al meglio il proprio. 😉
Sfornare con attenzione e far raffreddare.
Tagliare la calottina. La parte inferiore dovrebbe essere una coppetta quasi vuota.
Montare la panna fresca con lo zucchero a velo. Io utilizzo le fruste elettriche. Ci vorrenno circa 5 minuti.
Travasare la panna montata in una sac-à-pochè con bocchetta a piacere e farcire abbondantemente la base dei cavolini.
Coprire con la calottina e servire oppure conservare in frigo.



💡 Consigli
I cavolini si possono preparare il giorno prima e farcire all’ultimo momento.
Se vuoi una versione più moderna, puoi aggiungere un po’ di scorza di limone nella panna o farcirli con crema chantilly.
Conserva in frigorifero e consuma entro 24 ore per mantenere la fragranza.
✨ Dolci simili ai cavolini genovesi: un legame con la pasticceria francese e italiana
I cavolini genovesi con la panna hanno parenti illustri in molte tradizioni europee.
Non a caso, la pasta choux (la stessa usata per prepararli) nasce proprio in Francia nel Cinquecento e viene perfezionata dai pasticceri di corte. Da lì derivano dolci iconici come
gli éclairs e i choux à la crème, piccoli bigné riempiti di crema o panna montata, spesso glassati e decorati.

La versione ligure, però, conserva un’anima tutta sua: più rustica, con granella di zucchero invece della glassa e una dimensione più contenuta, pensata per essere gustata in un sol boccone.
Anche in altre regioni italiane si trovano dolcetti simili:
in Piemonte si preparano i bigné di San Giuseppe, farciti con crema;
in Toscana e Lazio si servono i bigné di San Giuseppe fritti;
in Campania, invece, la pasta choux è la base delle celebri zeppole.
Tutti hanno in comune la stessa magia: un guscio leggero e vuoto all’interno, pronto ad accogliere un ripieno morbido e goloso. Ma i cavolini genovesi restano unici — piccoli, eleganti e intrisi di quella semplicità autentica che racconta la Liguria di un tempo.
Nel cabaret delle paste liguri, accanto ai cavolini, non mancavano mai i bicchierini di crema pasticciera e i cannoli farciti di crema, un vero trionfo di profumi e dolcezze che riempiva la casa la domenica mattina. Era un momento di festa semplice e genuino, in cui ogni famiglia aveva la propria pasticceria di fiducia e i bambini sceglievano la loro “pasta preferita”.

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FAQ (Domande e Risposte)
Posso congelare i cavolini?
Sì, ma solo i gusci vuoti. Falli raffreddare e mettili in un sacchetto per alimenti. Scongelali a temperatura ambiente e farcisci prima di servire.
Posso usare panna vegetale?
Sì, purché sia da montare e di buona qualità: otterrai cavolini più leggeri ma sempre deliziosi.
Perchè i miei cavolini si sgonfiano?
Probabilmente non sono stati cotti a sufficienza o hai aperto il forno troppo presto. Cuocili finché diventano dorati e croccanti, poi lasciali asciugare con lo sportello leggermente aperto.
Dosi variate per porzioni
