La Vergine che allatta il Bambino – Opere D’arte

La Vergine che allatta il Bambino (Vergine del cuscino verde), Andrea Solario,1507-1510, olio su legno, 59,5×47,50, Parigi, Louvre
Una delle più antiche e ricorrenti iconografie della cristianità è la Madonna lactans o Madonna del latte. Il tema fu particolarmente amato fra Trecento e Quattrocento perché ammantava di sacralità gesti e rapporti affettivi quotidiani e rappresentava una continuazione degli antichi culti della fecondità. La fortuna della Madonna del latte si protrasse fino all’ avvento della controriforma, seguita al Concilio di Trento, le cui prescrizioni proibirono di raffigurare le nudità delle sacre figure, venendo così a decadere ufficialmente anche l’iconografia.
La Madonna Litta dell’Hermitage, attribuita a Leonardo, ma probabilmente eseguita da qualcuno dei discepoli, rappresentò un modello di Madonna del latte cui ispirarsi per tutti i cosiddetti leonardeschi. La Madonna dal cuscino verde di Andrea Solario (Milano 1460 – 1520 ca), tutta raccolta e quasi raggomitolata in un originale ritmo compositivo, rappresenta uno degli esiti successivi più felici. Vi si intrecciano elementi leonardeschi con la formazione veneziana dell’autore (la presenza di Solario a Venezia è attestata nel 1494 o poco prima), il quale riesce a conferire una vivacità e naturalezza alla scena a partire dal bimbo che afferra il piede con la mano: non è un elemento nuovo, ma Solario lo interpreta con grande efficacia.
La Madonna del cuscino verde è considerata il capolavoro e l’opera più conosciuta di Andrea Solario, il cui apprezzamento e notorietà è rappresentato anche dall’eccezionale numero di riproduzioni.
Esposto al Louvre dal 1798 il dipinto è stato oggetto di restauro nel 2024, che ha esaltato la brillantezza quasi smaltata dei colori.
Il cardo mariano (Silybum marianum) deve il suo nome a una leggenda cristiana. Si narra che, durante la fuga in Egitto, la Vergine Maria si fermò ad allattare Gesù dietro a un cespuglio di cardi e che alcune gocce del suo latte caddero sulle foglie, lasciando delle venature bianche caratteristiche che ancora oggi contraddistinguono la pianta.
Ho pensato ad un risotto con germoglio di cardo mariano e burrata.
Ingredienti per 4 persone
Ingredienti per il brodo vegetale
- ½ cipolla
- ½ costa di sedano
- ½ carota
- I gambi e le foglie dure dei cardi
- Sale q.b.
Ingredienti per il Riso
- 320 g di Riso Acquerello
- 80 g Parmigiano Reggiano
- Una burrata
- I germogli di cardo mariano
- 2 scalogni
- ½ bicchiere di vino bianco
- 1 peperoncino arancio di Stromboli
- Olio evo q.b.
- Sale q.b.
- Aceto di vino bianco q.b.
Preparazione:

Pulite i cardi, togliete la parte apicale dei germogli, spellate i gambi e tagliateli a striscioline. Immergeteli in acqua e ghiaccio per dieci minuti, quindi scolateli bene.
In un contenitore con il tappo, mettete sale, olio, un filo di aceto bianco e un pezzetto di peperoncino arancione di Stromboli.
Scuotete energicamente, poi inserite i gambi e scuotete, in modo da condire tutte le parti dei gambi.
Preparate il brodo vegetale: pulite le verdure e immergetele in due litri di acqua fredda insieme ai gambi duri e alle foglie coriacee dei cardi. Salate poco, perché il brodo, concentrandosi, diventa difficilmente gestibile. Cuocete per circa un’ora, abbassate la fiamma, ma non spegnete, perché il brodo per il risotto deve essere sempre caldo.
In una casseruola, mettete lo scalogno tagliato a julienne con poco olio, uno spicchio d’aglio e un pezzetto di peperoncino arancio di Stromboli. Appena le verdure si saranno intenerite, aggiungete i germogli di cardo e rosolate bene. Poi, coprite e portate a cottura.
Togliete tutto e nella stessa casseruola versate il Riso Acquerello una leggera tostatura, poi bagnate con il vino bianco e lasciatelo sfumare.
Quando tutto il vino sarà evaporato, iniziate ad aggiungere il brodo, che deve sempre essere caldo. Mescolate con un cucchiaio di legno e, dopo 10 minuti, aggiungete i germogli tagliati finemente. Aggiungete altro brodo e portate a cottura.
A fine cottura, togliete dal fuoco e mantecate con l’interno della burratina e il parmigiano reggiano.
Servite con dei filetti di gambi di cardo, un germoglio e dei filetti della parte esterna della burratina.
Buon appetito
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