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Il babà napoletano e la sua storia.

Il babà napoletano e la sua storia.

“Si nu babà” Questa dolce e melodiosa parola racchiude il bello della napoletanità. Essa descrive momenti di gioia, “Si nu babà” lo si dice a una bella donna dal carattere dolce, alle persone che sono brave nell’eseguire lavori difficili, mà sovente viene detto anche per ringraziare di un regalo o di un’attenzione ricevuta. Gli esempi sono tantissimi,magari lo si dice anche per un oggetto, auto, macchina fotografica sempre perfetta e funzionante.


Mà il Babà come e quando arriva a Napoli?
La storia e lunga e allora cerco di condensarla in poche righe.

Il dolce nasce a Luneville una cittadina francese ai confini con la Germania. A crearlo fu il re polacco Stanislao Leszczinski, suocero di Luigi XV di Francia che aveva sposato sua figlia Maria. Poco avvezzo alle ricette politiche tanto da essere detronizzato per due volte, ma si può passare alla storia per l’unica cosa seria e buona fatta nella sua vita, inventare il babà. Cosa che è accaduta al re visto che ancora oggi esiste il suo dolce.

Si racconta anche che il dolce sia nato durante la lunga prigionia del re nelle carceri turche e che stufo di mangiare un dolce insipido il re lo scaravento sul tavolo ed esso fece rovesciare una tazza di rum inzuppandosi. Il giorno seguente sopraffatto dalla fame il re lo divorò e fu estasiato dal sapore che aveva acquistato, cosi una volta libero e trasferitosi a Luneville lo ricreò apportando continue modifiche. Il re per il suo dolce si ispirò ad Alì Babà e volle imitare la cupola di Santa Sofia a Costantinopoli.

E a Napoli quando arriva!!!!

Napoli è sempre stata legata a Parigi negli ultimi tre secoli. Maria Carolina sposa per procura a sedici anni nel 1768 Ferdinando IV di Borbone. Maria Carolina mandava in continuazione emissari in Francia per scoprire le ultime tendenze per quanto concerne la moda e la cucina.
Oltre alla besciamella e il gattò arriva anche il babà, la cucina napoletana conosce così l’influenza d’Oltralpe un secolo prima del suo affermarsi come nouvelle cousine in Italia.


Nel 1836, il babà in alcuni testi di cucina appare come dolce tipico napoletano. Status symbol prima, poi tradizione, il babà cosi entra nelle case di tutti, segna la pasticceria del Regno delle due Sicilie e poi dell’Italia.

Il babà napoletano e la sua storia.
  • DifficoltàAlta
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione30 Minuti
  • Tempo di riposo2 Ore
  • Tempo di cottura35 Minuti
  • Porzioni10 Persone
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana

Base Babà

  • 500 gFarina 00
  • 600 gUova (Equivalenti a 10 uova.)
  • 60 gMiele millefiori
  • 200 gBurro (Ammorbidito a temperatura ambiente.)
  • 40 gLievito di birra fresco
  • 10 gSale
  • 20 gLatte

Bagna per il Babà.

  • 450 gAcqua
  • 300 gRum
  • 400 gZucchero
  • 50 gMarmellata di albicocche (Fissa e rende più duratura la bagna)

Preparazione

  1. Il babà napoletano e la sua storia.

    Inizio con il sciogliere il lievito nel latte (01). Poi aggiungo lo zucchero (02) e le uova (03).

  1. Aggiungo una metà della farina (04) e inizio ad amalgamare il composto energicamente. Verso il burro a temperatura ambiente incorporandolo delicatamente (05). Verso il resto della farina e cercando di non fare grumi porto a termine l’impasto. Verso il tutto in uno stampo imburrato e lo lascio lievitare per qualche ora (06).

  1. Inforno poi il dolce a 200° per circa 35/40 minuti, fino a quando diventa bello dorato (07). Terminata la cottura lo lascio raffreddare. Nel frattempo in un pentolino messo sul fuoco preparo lo sciroppo con il rum, zucchero e acqua fino a quando lo zucchero non si sciolga. Rimetto il dolce nello stampo e con il cucchiaio verso sopra lo sciroppo caldo (08). Lascio riposare il tutto in un luogo fresco prima di servire il tutto (09).

  1. Ecco a voi bello profumato e morbido il classico dei dolci della tradizione napoletana. Il babà napoletano e la sua storia. Buon Appetito e alla prossima ricetta.

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