Limoni fioritura estiva e invernale

Limoni fioritura estiva e invernale  Verdello 

Un limone della fioritura estiva conosciuto con il nome verdello, a causa del colore verde chiaro semitrasparente.

Storia

La cultivar Femminello è quella più diffusa, specialmente in Sicilia, fornisce verdelli di buona qualità, ha una polpa succosa con pochi semi ed è sensibile al mal secco; essendo particolarmente eterogenea sono stati selezionati i cloni con una minor sensibilità a questo parassita. La varietà Interdonato non è rifiorente, produce poco, i frutti maturano a settembre-ottobre e sono più grossi del Femminello, resiste al mal secco. Le cultivar spagnole più importanti sono Berna, la più coltivata, e Mesero, che rispetto alla prima ha un succo con un maggior contenuto di acido citrico e una buccia ricca di oli essenziali. Le varietà più frequenti in California sono Eureka, albero mediamente vigoroso quasi privo di spine che fruttifica all’estremità dei rami ed ha una precoce messa a frutto, e Lisbon, più vigorosa della Eureka, con una fitta vegetazione ricca di spine; in Florida la maggior parte della produzione dei limoni è data dalla cultivar Villafranca. Le varietà del limone rosso e del limone dolce sono quasi ignote e danno frutti abbastanza dolci da poter essere mangiati come frutta fresca. Quando questi limoni giungono a maturazione si deteriorano nel giro di due o tre giorni, per cui vengono consumati dalla popolazione locale e rimangono sconosciuti su un mercato più vasto.

Propagazione e portainnesti

I portainnesti si moltiplicano per via gamica, invece le varietà per via agamica, secondo la tecnica dell’innesto. I semi sono poliembrionici, per cui soltanto la piantina derivante dalla fecondazione è diversa dalla pianta madre, mentre le rimanenti derivano da embrioni nucellari e sono uniformi. Questo fa sì che, selezionando solo le piantine nucellari si possa ottenere del materiale da propagazione molto omogeneo.

I portainnesti maggiormente impiegati sono l’arancio amaro, il limone volkameriano (Citrus volkameriana) e l’alemow (Citrus macrophylla). L’arancio amaro si adatta a molti tipi di terreno, ma non a quelli compatti, imprime un vigore medio ed una buona longevità agli alberi. Resiste alle basse temperature e tollera alcuni parassiti come la gommosi del colletto ed i marciumi radicali, mentre risulta sensibile al mal secco ed al virus della tristezza. Presenta fenomeni di disaffinità con le varietà Monachello e Eureka. Il limone volkameriano è il portainnesto più impiegato in Italia, esso induce un’elevata vigoria, un rapido sviluppo delle piante ed un minor contenuto zuccherino nei frutti; è sensibile ai marciumi radicali. L’alemow è molto utilizzato in California, induce vigoria, produttività e precoce messa a frutto, però i limoni presentano una qualità inferiore rispetto alle piante innestate sull’arancio amaro; tollera i marciumi radicali e risulta sensibile al virus della tristezza.

Forme di allevamento e potatura

Il momento migliore per mettere a dimora le piantine di limone è la primavera. Le distanze d’impianto variano in base alla vigoria del portainnesto, nel caso dell’arancio amaro i sesti sono di 4-5 X 4-5 m, mentre col limone volkameriano sono 6 X 6 m, con densità d’impianto variabili tra 300 e 600 piante/ha. La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena che facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. La potatura del limone si effettua in estate, a metà luglio, perché nel periodo invernale è in piena fioritura. I rami vigorosi, caratterizzati da un portamento eretto, innalzano la vegetazione, per cui alcuni vanno diradati ed altri raccorciati. Gli interventi di potatura consistono nell’eliminare alcuni rami misti, i succhioni alla base delle branche principali, i rami più bassi per favorire una miglior circolazione d’aria e quelli secchi e deperiti. La raccolta si esegue in almeno sei soluzioni, una volta che i frutti virano dal verde al giallo; le produzioni si aggirano intorno a 200-300 q/ha all’anno.

Forzatura

Con la pratica della forzatura del limone si ottengono i verdelli, frutti di colore verde, con buccia sottile, che maturano in estate, periodo in cui la richiesta dei limoni è massima. La forzatura consiste nel sospendere l’irrigazione nella stagione estiva, ciò stimola la fioritura, che si verifica a partire da agosto, in seguito si riprende ad irrigare e ad effettuare concimazioni soprattutto azotate; il frutto si sviluppa durante l’inverno e giunge a maturazione l’estate successiva. La forzatura è sconsigliata nelle aree soggette ai freddi invernali e su piante che hanno fiorito abbondantemente in primavera, che produrranno i primofiore; in quest’ultimo caso bisogna irrigare in estate perché la siccità provoca una cascola dei frutti. La zona più idonea alla produzione dei verdelli è la Sicilia, con le cultivar Femminello e Monachello.

Usi

In media, la buccia del limone può raggiungere il 40% del peso complessivo, un altro 3% è rappresentato dai semi. Pur trattandosi di una media il dato fa capire che il frutto non viene coltivato solo per il succo. Dalla buccia, molto apprezzata per la produzione di canditi, si estraggono anche essenze e pectina. Dai semi si estrae l’olio e gli avanzi si impiegano nell’alimentazione animale.

Il succo

La parte del frutto più comunemente utilizzata è il succo che rappresenta fino al 50% del suo peso, contiene 50-80 grammi/litro di acido citrico, che conferisce il tipico sapore aspro e diversi altri acidi organici tra cui l’acido malico, l’acido ascorbico o vitamina C) (0,5 g/l). Il succo pastorizzato si mantiene senza conservanti per almeno un anno e viene usato come ingrediente di vari alimenti e bevande. Il succo concentrato viene invece sottoposto ad ulteriore lavorazione e consumato nell’industria conserviera. Dal succo del limone si produce la limonata, una bevanda a base di succo di limone, acqua e zucchero.

L’olio essenziale

L’olio essenziale del limone è un liquido etereo e volatile con un colore che va da giallo a verde, una volta estratto per pressione meccanica mantiene l’odore della scorza, è quasi completamente solubile in alcol etilico a 96° ed è costituito prevalentemente da limonene e pineni (beta-pinene, alfa pinene, gamma terpinene). Occorrono circa tremila limoni per ottenere almeno 1 kg di essenza, e in genere i frutti verdi ne forniscono maggiori quantità. L’olio essenziale viene industrialmente deterpenato sia per distillazione sottovuoto che con l’impiego di solventi (CO2 supercritica). È impiegato principalmente nell’industria alimentare per il suo potere aromatizzante ed in quella profumiera. Nella produzione di detersivi vengono spesso impiegati i suoi sottoprodotti (terpeni, distillati dal succo e dalle “fezze” (residui fermentati di lavorazione industriale).

Usi farmaceutici

Anche in farmacologia il limone è molto apprezzato e le sue parti utilizzate sono il succo e il pericarpio (scorza). Il suo uso come farmaco era consolidato quando ancora non si sapeva nulla delle vitamine. Innanzi tutto ne veniva apprezzato il succo quale antiemorragico, disinfettante, diminuzione consistenza di feci (diarrea) e ipoglicemizzanti (tende a far diminuire il glucosio nel sangue)[1]. Nell’aromaterapia viene indicato come rinfrescante, tonico per la circolazione, battericida, antisettico, valido per abbassare la pressione arteriosa, utile per eliminare verruche, calli, gengive infiammate, per curare artrite e reumatismi, vene varicose, raffreddore, influenza.

Era reputato indispensabile nella cura dello scorbuto, cosa ben nota tra i marinai che non mancavano di approvvigionarsi di limoni prima di ogni viaggio impegnativo.

100 g di polpa di limone contengono:

Kcal kJoule acqua lipidi potassio calcio magnesio vitamina C

35-56

151-235

84-90 g

0,6 g

149 mg

11 mg

28 mg

51 mg

il che rappresenta il 71% del fabbisogno giornaliero di vitamina C per una persona adulta, ed il 7% del fabbisogno di potassio, l’1% di calcio ed il 9% di magnesio.

In Sicilia, dove esiste da sempre il problema dell’acqua potabile, era in voga l’uso di immettere nelle riserve d’acqua vari limoni tagliati a metà. La gente sapeva per esperienza che i limoni disinfettano l’acqua e la ricerca moderna ha dato ragione a questa antica saggezza. Forse dobbiamo trovare proprio in questi usi ancestrali il motivo per cui ancora oggi offriamo un bicchiere d’acqua con la fettina di limone.

Boccioli_di_limone Zagara_Fiori_di_limone PiantaPiccolaA_Primavera

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