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Shurba Al -Fata (Egitto)

Sono stata molte volte in Egitto… Sharm El Sheikh, Marsa Alam, Hurgada, El quseir, ma anche a Ain Souknha e Taba, ho vissuto il caos de Il Cairo e apprezzato le meravigliose piramidi di Giza, le rovine di Luxor, pranzato sul Nilo e ammirato il reef del Mar Rosso… e ogni volta che sono stata in Egitto, non sono mai stata delusa. Clima caldo secco, un mix perfetto tra cultura e relax, strutture alberghiere eccellenti.
Le Primavere arabe tra le fine del 2010 e il 2011 hanno purtroppo seriamente colpito il settore del tursimo che negli anni aveva portato grande benessere all’Egitto e al suo popolo, ora a poco a poco si sta tornando in questo paese tanto amato soprattutto da noi italiani.

Nei miei viaggi in Egitto ho soggiornato in villaggi turistici e alberghi internazionali, e la cucina egiziana, quella vera, rimane per me un grande mistero che vorrei prima o poi approfondire… fatta eccezione per i noti hummus e baba ganousch, kebab e kofta o falafel, la mia conoscenza della gastronomia dell’Egitto è molto superficiale.
Per gli aperitivi etnici con la mia Associazione Culturale, mi sono più volte documentata e ho scoperto alcuni piatti molto interessanti, almeno sulla carta, e mi sono cimentata nel cucinarne uno piuttosto curioso… Shurba Al-Fata, il protagonosta di questa ricetta.

Il shurba al-fata è una zuppa di pane con carne e ossa di agnello che viene generalmente consumata dopo il Ramàdan, tagliata a cubetti e cotta in abbondante acqua e unita poi al riso condita con sale e pepe, il tutto irrorato da una marinata di burro, aglio e aceto.
La zuppa viene mangiata settanta giorni dopo il Ramadan, nel giorno della ‘Festa del Sacrificio’ -“Id al-adha”- , la festa che conclude il pellegrinaggio canonico, chiamato “Hajj” e che è il quinto pilastro della religione islamica e che impone ad ogni fedele almeno una volta nella vita di recarsi alla Mecca e che ricorda l’episodio di Abramo che, pronto a sacrificare a Dio il figlio Isacco, venne poi fermato da un Angelo del Signore. Abramo sacrificò così un agnello in onore di Dio. La zuppa viene infatti preparata con la carne e le ossa avanzate di un agnello sacrificale.

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  • DifficoltàMolto facile
  • CostoEconomico
  • Tempo di cottura2 Ore 30 Minuti
  • Porzioni4 persone
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaEgiziana

Ingredienti

  • 400 gagnello
  • 4 fettepane
  • 2 cucchiaiaceto
  • 2ossa di agnello
  • 60 gburro
  • 50 griso
  • q.b.prezzemolo
  • q.b.sale e pepe

Preparazione

  1. Per prima cosa preparate il brodo, tagliando la carne di agnello a pezzetti e rompendo le ossa.

    Fate bollire il tutto in 2 lt di acqua abbondante e dopo aver portato al bollitura, sgrassate il brodo con una schiumarola, come si fa normalmente con il lesso.

    Insaporite il brodo con sale e pepe nero e lasciate cuocere a fuoco baso per circa due ore.

    Togliete le ossa e aggiungete il riso e lasciate cuocere fino a cottura completa, (solitamente 12 – 15 minuti).

    Tostate le fette di pane nel forno e sistematele sul fondo della zuppiera.

    Mettete sul fuoco un pentolino dove dovete far sciogliere il burro, soffriggendo due spicchi di aglio schiacciati. Aggiungete quindi anche l’aceto, portatelo a bollore e quindi versatelo sul pane.

    A questo punto aggiungete anche la minestra di carne e servite, spolverando con prezzemolo fresco appena tritato.

Foto dell’ultimo viaggio in Egitto, a El Quseir, dal 24 al 31 marzo 2014.

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Se vi affascina l’Antico Egitto, potete riscoprirlo in un bel libro di Toby Wilkinson “L’antico Egitto. Storia di un impero millenario” .

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Pubblicato da viaggiandomangiando

Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.

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