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PINSA ROMANA FATTA IN CASA (Ricetta a lunga lievitazione)

Pinsa Romana Fatta in Casa: La Ricetta passo passo anche per principianti
La pinsa romana è molto più di una semplice pizza: è un’esperienza di leggerezza, croccantezza e digeribilità unica. Un lievitato originario della tradizione laziale, si distingue per la sua tipica forma ovale e un impasto incredibilmente “bolloso”.
Dopo aver provato per anni le migliori pinse confezionate per praticità, ho deciso di accettare la sfida: preparare la pinsa fatta in casa. Il risultato? Una bontà che supera di gran lunga qualsiasi prodotto industriale. Se cerchi la ricetta definitiva per il tuo sabato sera, sei nel posto giusto!

Il Segreto della Pinsa: Mix di Farine, Alta Idratazione e Lunga Lievitazione
La magia della pinsa risiede nel suo mix di farine (frumento, riso e soia). Questa combinazione di farine “deboli” permette di ottenere una struttura alveolata e fragrante. Ma il vero protagonista è il tempo, ovvero la lunga maturazione. La pinsa richiede un riposo in frigorifero che va dalle 24 alle 60 ore. Io ho scelto una maturazione di 48 ore (impasto il giovedì pomeriggio per infornare il sabato sera), garantendo una digeribilità senza paragoni. Infine, l’alta idratazione dell’impasto, che lo rende tecnico ma estremamente soddisfacente.

Due Versioni: Per Esperti e per Chi Inizia
Amo le sfide, ma so che approcciarsi a impasti ad alta idratazione può spaventare. Per questo ho deciso di proporti due tipologie di dosaggi: una versione smart, ideale per chi ha meno dimestichezza con gli impasti molli, facile da gestire ma dal risultato garantito; e una versione professional, per chi vuole osare con l’idratazione originale e ottenere alveoli spettacolari. Inoltre, se non trovi il mix di farina per pinsa specifico che comunque consiglio, non preoccuparti: ti lascio le dosi per miscelare le farine alternative direttamente nella tua cucina.

Altre ricette per lievitati che potrebbero interessarti:

  • DifficoltàDifficile
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione20 Minuti
  • Tempo di riposo2 Giorni 5 Ore
  • Tempo di cottura15 Minuti
  • Porzioni3 pinse piccole o 2 grandi
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana
  • StagionalitàTutte le stagioni
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Ingredienti

Per impasto ad alta idratazione (per i più esperti)

500 g farina (per pinse o mix*)
400 ml acqua (fredda)
20 ml olio extravergine d’oliva
10 g sale

Per impasto a media idratazione

500 g farina (per pinse o mix*)
300 ml acqua (fredda)
20 ml olio extravergine d’oliva
2 g lievito di birra disidratato
8 g sale

* Mix di farine in alternativa alla farina per pinsa

Strumenti

1 Planetaria
oppure1 Terrina
1 Mestolo
3 Pellicole per alimenti
1 Teglia da forno
Carte da forno
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Passaggi

Per prima cosa, consiglio di iniziare il giovedì pomeriggio per avere pronta la pinsa il sabato sera. In una terrina o nella ciotola della planetaria, versa la farina per pinsa o il mix di farine alternative insieme al lievito di birra secco e mescola bene.

Crea al centro una fontana e versa a filo i primi 300 ml di acqua fredda. Lavora prima con un mestolo e poi a mano, oppure a media velocità con il gancio ad amo se userai la planetaria, fino a completo assorbimento.

A questo punto aggiungi anche l’olio extra vergine d’oliva e il sale.

Impasta ancora o lavora con la planetaria fino ad ottenere un composto sodo ed elastico. Poco per volta aggiungi i restanti 100 ml di acqua, lasciando che sia assorbita quella precedente prima di aggiungere la successiva*.

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Una volta assorbita tutta l’acqua, avrai un impasto ancora piuttosto grossolano ed appiccicoso, niente paura. Con le mani sempre ben umide o oliate, effettua qualche giro di pieghe su se stesso in ciotola.

Noterai man mano che l’impasto assumerà un aspetto più liscio ed omogeneo. A questo punto, copri con un coperchio o della pellicola per alimenti e fai riposare a t.a. per 1 h.

Trascorso questo tempo, sempre con le mani oliate, effettuate in ciotola un giro di pieghe stretch and fold**, ovvero sollevando l’impasto con entrambe le mani fino a stirarlo e ripiegarlo su se stesso per tutti e 4 i lati. Fai riposare 30′, quindi ripeti questa operazione altre due volte con un riposo intermedio di 30′ fino a quando l’impasto stesso acquisterà una consistenza più strutturata. Trasferisci in una ciotola ben oliata, copri e lascia lievitare in frigo sul ripiano più basso per 48 h.

Trascorse le 48 ore di lievitazione, togli l’impasto dal frigorifero e lascialo acclimatare per 1 h a temperatura ambiente. Noterai che in superficie si sono formate delle bolle, questo significa che lievitazione è avvenuta perfettamente.

Trasferisci l’impasto sul piano di lavoro oliato, e procedi a effettuare un altro giro di pieghe stretch and fold, quindi pirla fino a formare un panetto liscio e arrotondato***.

Con l’aiuto di un tarocco, dividi l’impasto in tre panetti per ottenere 3 pinse piccole****.

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Ripiegali su se stessi, pirlali e coprili con pellicola per alimenti. Falli lievitare per c.a 2 h o fino al raddoppio del loro volume, quindi disponi il primo panetto in una teglia rivestita con carta da forno spolverizzata con poca farina di riso, e con le mani oliate allargalo dando la classica forma ovale .

Fai lievitare un’ultima volta per 30′ o 1 h. Quindi olia la superficie e affonda le dita per creare dei grossi buchi nell’impasto (senza toccare il fondo della teglia).

Fai cuocere in forno preriscaldato a 220°C in modalità statica per 15′ o fino a leggera doratura. Spegni e sforna.

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Io ho condito con mozzarella fior di latte, pesto di baccelli di fave, roselline di prosciutto crudo, olio, basilico ed erba cipollina fresca.

Anche semplice con olio e basilico o erba cipollina fresca è davvero deliziosa!

Servi subito. E voilà…la pinsa romana fatta in casa è pronta per essere gustata!

Buon Appetito da La Cucina di FeFè!

Conservazione

👉 Una volta pronta, la pinsa romana va consumata ancora calda sul momento per gustarla al meglio. Potrete tuttavia conservarla al massimo 1-2 giorni all’interno di un sacchetto per il pane ben sigillato, ovviamente senza alcun condimento.

Consigli

🟣* E’ importante che l’acqua rimanente non venga aggiunta tutta in una volta ma poco alla volta. Per chi scegliesse di realizzare l’impasto a media idratazione, questa raccomandazione non serve. Basterà versare a filo l’acqua prevista come spiegato nella figura 2.

🟣** Le pieghe stretch and fold, letteralmente stira e piega, servono a dare struttura soprattutto agli impasti molto idratati e rinforzare la maglia glutinica, in modo da trattenere meglio i gas della lievitazione. Esse possono essere ripetute più volte a seconda di quello che si vuole ottenere.

🟣*** Cosa significa pirlare? E’ una fase della panificazione che dona forma e struttura all’impasto: attraverso dei movimenti semplici, ma precisi, il panetto diventa una sfera liscia, tesa e omogenea, perfetta per lievitare nel modo corretto. Come fare: si prende l’impasto diviso in panetti e si trasferisce su una superficie leggermente infarinata per evitare che scivoli. A questo punto, si eseguono dei movimenti rotatori, con le mani posizionate ai lati, leggermente arcuate a conchiglia, spingendo delicatamente l’impasto verso il centro mentre gira su se stesso. Se sei alle prime armi, può esserti d’aiuto il tarocco, una spatola flessibile che agevola i movimenti, posizionandola poco sotto al panetto e compiendo una rotazione come se stessi scrivendo la lettera C al contrario.

🟣**** Se lo desiderate, potrete dividere il panetto in due per ottenere due pinse più grandi. Io ho preferito tre più piccole per condirle in tre modi diversi.

LA RUBRICA

Il GranaioBaking time, é la rubrica che ogni primo e terzo giovedì del mese propone un paniere ricco di incredibili ed irresistibili idee, tante ricette che potrete andare a vedere, visitando le pagine ufficiali di FacebookInstagram e anche Pinterest

Se siete amanti della cucina come noi, vi invitiamo ad allacciarvi il grembiule e a replicare le nostre ricette! Se lo farete, non esitate a scriverci per consigli e suggerimenti, e a farci sapere se vi sono piaciute, mi raccomando! Adesso vi lascio alle altre interessanti e golose proposte delle mie brave colleghe:

Sabrina: Brioche al miele

Simona: Torta salata lievitata con prescinsêua, carciofi e aglio orsino

ZeudiPanbauletto al kefir con semi di papavero

FAQ (Domande e Risposte)

1. Qual è la differenza tra Pizza e Pinsa?

La differenza principale sta nel mix di farine (nella pizza solitamente c’è solo frumento) e nell’idratazione molto più alta nella pinsa, che la rende più leggera e con una crosticina esterna più friabile. 

2. Come gestire la lievitazione in frigorifero?

La maturazione al freddo rallenta l’azione dei lieviti e permette agli enzimi di rendere l’impasto più leggero. È fondamentale rispettare i tempi di riposo: non avere fretta, il sapore ci guadagna!

3. Posso condire la pinsa come una pizza classica?

Assolutamente sì! La pinsa è versatile: ottima “bianca” con olio e origano, o farcita con ingredienti gourmet come mortadella e pistacchi post-cottura. Per quanto riguarda la mozzarella, molti chef preferiscono aggiungere i latticini freschi (come la bufala, la stracciatella o il fior di latte) completamente a crudo.
Procedimento: Cuoci la base della pinsa fino a renderla croccante e “bollosa”. Una volta sfornata, aggiungi la mozzarella a fette o sfilacciata a mano. Il calore residuo della pinsa scalderà appena il formaggio senza scioglierlo del tutto, preservando il sapore del latte fresco. Se fai una pinsa rossa, metti prima il pomodoro, cuoci, e aggiungi la mozzarella solo negli ultimi minuti posizionando la teglia nella parte alta del forno per favorire la gratinatura.

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6 Risposte a “PINSA ROMANA FATTA IN CASA (Ricetta a lunga lievitazione)”

    1. Ti ringrazio molto Zeudi ♥ In effetti mi ha regalato non poche soddisfazioni…in tutti i sensi! 😉

  1. La pinsa, che bontà!
    Più leggera rispetto al classico impasto della pizza, altrettanto spettacolare!
    Conosco quel mix di farina, lo utilizzo anche io ed è fantastico!
    Ottima la tua pinsa! Il sabato sera vengo a cena da te?😋😋

  2. Davvero una meraviglia! E poi farcia di qualità ed essenziale, come piace a me!
    Concordo sulla scelta della pinsa rispetto la pizza. Da settembre in poi la proverò, ora i forni stanno x andare in vacanza …

    1. Eh si, il caldo è iniziato e direi parecchio, quindi a settembre fammi sapere cosa ne pensi mi raccomando!🥰😉

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