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PANFORTE

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Finalmente dopo tanti giorni di assenza riesco a tornare qui nel mio angolino tutto dedicato ad una mia grande passione… la cucina. Cari amici come sono andate le vostre feste?Ormai sono passate…. tra una corsa e l’altra dietro ai regali, ai preparativi, parenti ed amici a me questi giorni sono volati! Io adoro il Natale e amo preparare tutte le varie cosine da regalare alle persone a cui tengo e mi piace molto preparare insieme a mia mamma i piatti delle feste. Quest’anno abbiamo provato a preparare in casa i dolci tipici di Siena. Avevamo nei nostri quaderni di cucina tutte le ricette con dosi precise, ma non c’eravamo mai cimentate nel farli. Era proprio arrivato il momento giusto…. e così ci siamo armate di coraggio (perchè pensavamo fossero difficili da realizzare… ma ci sbagliavamo!!) ed un pomeriggio abbiamo detto “vediamo cosa ne viene fuori”!! Devo dire che sono stati semplici da fare ed il risultato è stato stupefacente: sono piaciuti a tutti. Pensate che io che non amo i canditi me ne sono fatta una bella scorpacciata!!! Oggi vi lascio la ricetta del Panforte di Siena. Spero che se un giorno lo farete vi piaccia.

Il panforte è un tipico dolce natalizio che ha origini molto antiche: le prime testimonianze scritte risalgono all’anno Mille. A quel tempo veniva chiamato Pane Natalizio o Pane Aromatico o Pan Pepatus.

La preparazione era demandata agli speziali e farmacisti dell’epoca, ed era destinato esclusivamente ai nobili, ai ricchi ed al clero in considerazione al fatto che conteneva, oltre alle conce di arancia, cedro, melone e mandorle, droghe e spezie costosissime per quei tempi. Con il passare del tempo il Panpepato non subì sostanziali modifiche e gli ingredienti rimasero più o meno gli stessi, fino al 1879 anno in cui la regina Margherita andò in visita alla città di Siena.

Per l’occasione uno speziale preparò un panforte senza la concia di melone e con una copertura di zucchero vanigliato anziché di pepe nero. I senesi l’offrirono alla regina come “Panforte Margherita”, nome col quale questo panforte “bianco”, più delicato, è ancor oggi noto e commercializzato.

Curiosa è anche la storia dell’origine del nome dato a questo dolce: fin dal X secolo è stata infatti parte della tradizione culinaria “povera” la preparazione di una semplice focaccia a base d’acqua e farina, successivamente resa più dolce dall’aggiunta di miele e frutta, che veniva amalgamata nella preparazione a pezzetti, senza una precedente cottura. Accadeva così, in particolar modo se ci si trovava in primavera o in estate, con il clima caldo e l’umidità alta, che alla fine del processo la frutta non si seccasse del tuttto, donando al prodotto un caratteristico sapore asprigno, da cui il nome, che letteralmente significa pane acido (fonte wikipedia).

Un’altra delle curiosità del Panforte è il numero dei suoi ingredienti. Infatti se li contate vi accorgerete che sono 17. E solo se sono 17 la ricetta è giusta!! Vi chiederete perchè… il rimando è ovvio, almeno per i senesi! Infatti sono 17 come le contrade del Palio di Siena, famosissimo ormai anche al di fuori delle mura della città.

Il Palio di Siena è una competizione fra le contrade di Siena nella forma di una giostra equestre di origine mediovale.

La “Carriera“, come viene tradizionalmente chiamata la corsa, si svolge normalmente due volte l’anno: il 2 luglio si corre il Palio di Provenzano (in onore dellaMadonna di Provenzano) e il 16 agosto il Palio dell’Assunta (in onore della Madonna dell’Assunta).

In occasione di avvenimenti eccezionali o di ricorrenze cittadine o nazionali ritenute rilevanti e pertinenti  la comunità senese può decidere di effettuare un Palio straordinario, tra maggio e settembre (l’ultimo si è tenuto nel 2000, per celebrare l’ingresso nel nuovo millennio). (fonte wikipedia)

Se vi va di conoscere curiosità e tutto il meccanismo che regge il Palio di Siena vi invito ad andare sul sito ufficiale della manifestazione http://www.ilpalio.org/

 

       

Il Palio viene corso In Piazza del Campo. Piazza del Campo è la piazza principale della città di Siena. Unica per la sua particolare e originalissima forma a conchiglia, è rinomata in tutto il mondo per la sua bellezza ed integrità architettonica. Per un’antica convenzione, la piazza e il Palazzo Pubblico, non appartengono a nessuna contrada.

Lo spazio che sarebbe diventato la piazza attuale era, alle origini di Siena, un terreno bonificato per consentire il deflusso delle acque piovane, come testata semicircolare della valle di Montone, tra il colle Santa Maria e il crinale che va verso Porta Romana. Il nucleo della città in formazione si trovava più in alto, nella zona di Castelvecchio e il futuro “Campo” era uno spazio per i mercati, appena laterale rispetto alle principali strade di comunicazione che passavano per la città e situato esattamente ad un crocevia. Qui si incontrano ancora oggi le direttrici per Roma a sud-est, per il mare a sud-ovest e verso Firenze a nord.

La storia della piazza si intreccia fortemente con quella della costruzione del palazzo comunale, o palazzo Pubblico, che vi si affaccia.

Lo skyline e la struttura di piazza del Campo non sono nati “spontaneamente”. Durante gli anni della sua costruzione, il governo di Siena ha via via emanato leggi al fine di uniformare facciate, spazi, fronti architettonici e di allineare il profilo e il perimetro dello spazio. Valga per tutti la demolizione della chiesa dei Santi Pietro e Paolo (posta tra gli attuali vicoli di San Pietro e di San Paolo), perché sporgente rispetto al perimetro che i palazzi circostanti stavano lentamente delimitando. La forma della piazza è emiciclica, rassomigliante una valva di conchiglia inclinata verso mezzogiorno, con nove spicchi definiti da fasce bbianche sulla pavimentazione in cotto. Racchiusa dalla cortina quasi continua di edifici, vi si diramano undici varchi (un tempo dodici), mascherati sapientemente dall’uso delle volte e dalla disposizione su più livelli dell’abitato. La circonferenza della piazza è 333 metri ed è articolata in due aree: “di basso”, l’invaso centrale e a sud, pavimentato con mattoni disposti “a coltello” e divisa in nove spicchi, e la cortina attorno, lastricata.

All’interno della piazza si trovano il Palazzo comunmale, la famosa Torre del Mangia (era il “campanile” laico del Palazzo Comunale ed è così chiamata dal soprannome di “mangiaguadagni” dato al suo primo custode Giovanni di Balduccio (o “di Duccio”), famoso per apprezzare molto i piaceri del cibo e sperperare quindi a tavola i propri guadagni. È tra le torri antiche italiane più alte, arrivando a 102 metri fino al parafulmine (seconda solo al Torrazzo di Cremona). Fu costruita tra il 1325 e il 1348. I quattro angoli sono perfettamente orientati in direzione N-S ed E-O.), la Cappella di Pizza (È il tabernacolo marmoreo che sorge ai piedi della Torre del Mangia, sporgente rispetto al profilo del Palazzo comunale. Fu edificata nel 1352 per ringraziare la Vergine Maria dello scampato pericolo della peste nera che aveva colpito la città nel 1348. Sopra l’altare, tra il 1537 e il 1539,  Giovanni Antonio Bazzi detto Il Sodoma affrescò la Madonna con il Figlio e Dio Padre, i cui resti si conservano oggi nel Museo Civico all’interno del Palazzo Pubblico), Fonte Gaia (Inaugurata nel 1386 nella gioia generale per la prima fonte pubblica cittadina (da cui in nome “Gaia”), venne decorata tra il 1409e il 1419 da statue e rilievi di Jacopo della Quercia, originale sintesi tra la tradizione gotica e innovazioni rinascimentali. I rilievi odierni sono copie che vennero scolpite da Tito Sarrocchi nel 1868). (fonte wikipedia)

 

Torniamo alla ricetta….

INGREDIENTI

– 300 gr. di zucchero semolato

– 300 gr. di miele di acacia

– 500 gr. di mandorle

– 200 gr. nocciole

– 300 gr. di gherigli di noce

– 400 gr. di cedro candito

– 200 gr. di arance candite

– 200 gr. di ciliege candite

– 200 gr. di fichi secchi

– 200 gr. di farina

– 6 albumi d’uovo

– 4 gr. di cannella in polvere

– 4 gr. di noce moscata in polvere

– 4 gr. di zenzero in polvere

– 4 gr. di chiodi di garofano in polvere

– ostie

– zucchero a velo q.b.

 

Iniziate dando una spezzettata molto grossolana alle mandorle e mettetele in una grande ciotola. Poi spezzetate un pò più rispetto alle mandorle ma sempre in modo grossolano i fichi secchi, le noci, le nocciole e mettetele nella ciotola. A questo punto unitevi le spezie, cannella, zenzero, noce moscata e chiodi di garofano e mescolatele con la frutta secca.

Sminuzzate a piccoli pezzettini i canditi di arancia, ciliege, cedro ed uniteli al resto degli ingredienti già messi nella terrina. Adesso unite la farina, mescolando bene.

In un piccolo recipiente versare gli albumi d’uovo e montateli leggermente con una forchetta. Unitelo al composto già ottenuto.

In un pentolino mettete lo zucchero semolato ed il miele. Scaldatelo sul fuoco in modo che il composto si sciolga. Portatelo ad ebollizione, ma non fatelo  imbrunire. Appena sarà pronto versarlo sul composto precedentemente ottenuto e mescolate velocemente ed energicamente con un mestolo di legno. Il tutto tenderà ad appiccicarsi.

Precedentemente vi sarete preparati una tortiera per dolci imburrata. Sul fondo posizionate un’ostia della dimensione dello stampo ed infarinate i bordi. Versatevi all’interno l’impasto del Panforte e livellatelo con l’aiuto del mestolo di legno. Dopo di che o con un foglio di carta da forno o con le mani inumidite di acqua pressate bene il composto in modo da renderlo ben compatto.

 

 

 

 

 

 

 

Cuocetelo in forno preriscaldato a 160 gradi per circa 40 minuti. Una volta cotto toglietelo dallo stampo prima che si freddi altrimenti si staccherà difficilmente dallo stampo e cospargetelo con abbondante zucchero a velo.

panforte - nella cucina di laurapanforte - nella cucina di laura

 

 

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6 comments on PANFORTE

  1. Claudia
    6 gennaio 2012 at 23:35 (6 anni ago)

    Conosco il Palio di Siena ma non ci sono mai stata.
    Il Panforte è bellissimo, sembra quello che ho mangiato a Natale ma acquistato.

    Le vacanze sono andate bene,.

    Bacioni da me e bentornata

    Rispondi
  2. calimera86
    7 gennaio 2012 at 01:07 (6 anni ago)

    😀 bellissimo il tuo panforte..non l’ho mai assaggiato e mi incuriosisce! Inoltre sono stata a Siena, una città stupenda, ma non ho mai assistito al Palio..prima o poi ci verrò! 😉 Grazie inoltre di aver partecipato al mio contest….ti ho aggiunta in lista! 🙂 un abbraccio e torna a trovarmi quando vuoi!

    Rispondi
  3. paola
    7 gennaio 2012 at 16:10 (6 anni ago)

    fantastico il panforte, lo adoro!!
    ricetta inserita nel contest, grazie
    PAola

    Rispondi
  4. marisa
    7 gennaio 2012 at 20:03 (6 anni ago)

    Bravissima Laura!!!!
    Bentornata!!!

    Rispondi
  5. Ilaria
    9 gennaio 2012 at 14:33 (6 anni ago)

    Ha un aspetto veramente invitante, complimenti! E poi adoro le ricette accompagnate da un pò di storia… 😉

    Rispondi

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