La Denver omelette, o Denver omelet (omlet in inglese americano), è nata all’interno di un panino: “sandwich di Denver” sul quale le ipotesi sulle sue origini sono molte, e che fu molto in voga dai primi del Novecento, fino agli anni ’80.
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Quando le ferrovie unirono il Paese e nacquero i primi diner mobili (ricavati dai vecchi vagoni ferroviari dismessi), il sandwich perse il pane per strada, adagiandosi sul piatto per trasformarsi nella “Denver Omelette” che conosciamo oggi, spesso accompagnata da hash browns (le tipiche frittelle di patate grattugiate) o home fries.
A base di uova, prosciutto, peperone verde, cipolla e formaggio, c’è chi sostiene che furono i cinesi immigrati ad inventarla, modificando l’uovo di foo young (un tipo di omelette fatta con le verdure) per servire i lavoratori della ferrovia transcontinentale.
Negli Stati Uniti si usa rigorosamente il Cheddar (spesso Sharp Cheddar, ovvero quello più stagionato e saporito).
A differenza della classica omelette francese, che deve rimanere chiara, morbida e leggermente bavosa all’interno (baveuse), la Denver Omelette in stile americano è tradizionalmente ben cotta, con una leggera crosticina dorata all’esterno.
Inoltre, gli ingredienti (prosciutto, peperoni e cipolle) sono fatti saltare direttamente nella padella prima di versare le uova, e non aggiunti alla fine come riempimento.
Il suggerimento è quello di consumarla con fette di pane imburrato e tostato.
Se cercate una buona padella da omlette, antiaderente, la potete trovare anche on line.
La Denver omelette è stata citata anche nella quarta stagione dell’indimenticabile “Dexter”.