Il Pesto alla Trapanese è, a mio parere, una delle ricette più autentiche e rappresentative della cucina siciliana. Purtroppo spesso non menzionato tra i tipici piatti, eppure racchiude in sé l’essenza più pura della mia bellissima isola attraverso materie prime straordinarie, molte delle quali Presidi Slow Food e pilastri del nostro territorio.
Parlo delle mandorle pizzute di Avola, una varietà autoctona siciliana dal gusto inconfondibile, e dell’aglio rosso di Nubia. A completare questo trionfo di sapori non possono certo mancare il pomodoro fresco di Pachino IGP (nelle varietà Datterino o Ciliegino), protagonista indiscusso del piatto, e il carattere deciso del pecorino siciliano DOP.
La vera magia del pesto trapanese Il segreto di questo pesto sta nella sua preparazione: la ricetta originale si fa quasi completamente a crudo. Questa versione che ti propongo è un’eredità preziosa dei miei luoghi del cuore. Posti magici dove sedersi a tavola, godendo della vista sulle Saline di Marsala e gustare un piatto di busiate fumanti, è un must imperdibile. Proprio in quelle saline, tra l’altro, viene prodotto il sale marino IGP, l’ultimo tocco indispensabile per la perfetta riuscita del piatto.
L’arte del mortaio e la variante nel mixer
Preparare questo condimento non è semplicemente cucinare: è un’arte, un perpetuarsi di tradizioni culinarie e un viaggio sensoriale tra sapori e profumi autentici. Perciò uno dei più gustosi condimenti mai sperimentati! La tradizione vuole che tutti gli ingredienti siano pestati rigorosamente a mano all’interno di un mortaio, ma se il tempo ti rincorre come me, puoi avvalerti del tuo alleato mixer. Potrai utilizzarlo per condire la tua pasta preferita o per arricchire delle bruschette, spennellare del pollo prima di cuocerlo al forno, accompagnare il pesce grigliato o semplicemente da gustare a cucchiaiate con cracker e grissini.
Qui sotto ti lascio altri condimenti da cui prendere ispirazione per i tuoi primi piatti di successo:

- DifficoltàMolto facile
- CostoEconomico
- Tempo di preparazione10 Minuti
- Metodo di cotturaSenza cottura
- CucinaRegionale Italiana
- StagionalitàPrimavera, Estate
- RegioneSicilia
Ingredienti
⚠ IN QUESTA RICETTA SONO PRESENTI UNO O PIU’ LINK DI AFFILIAZIONE. I prodotti che consiglio sono gli stessi che uso io nelle mie ricette; acquistarli attraverso il mio blog contribuisce a sostenere me ed il mio lavoro, mentre a voi non costerà nulla di più!
Strumenti
Passaggi
Prepara gli ingredienti base
Lava i pomodorini ciliegino abbondantemente sotto l’acqua corrente e, con l’aiuto di un coltello, incidili a croce alla sommità.



Scottali in acqua bollente non salata per 30” (secondi) per facilitare la pelatura.*
Quindi sgocciolali molto bene prelevandoli con una schiumarola e spellali.


Immergi anche le mandorle in acqua calda per 2′-3′ .
Scolale e sbucciale tenendole tra il pollice e l’indice, quindi sfregale leggermente, vedrai che la buccia sfilerà via velocemente**.
Pesta o frulla tutti gli ingredienti
In un mortaio o mixer, frulla le mandorle spellate con lo spicchio d’aglio per pochi secondi fino ad ottenere una sorta di granella.



Unisci ora il basilico fresco lavato e ben asciugato, i pomodorini (privati dei semi e dell’acqua di vegetazione interna se sono più grandi), un pizzico di sale ma senza esagerare per via del pecorino (sarai sempre in tempo ad aggiungerlo alla fine se lo preferisci più sapido) e una macinata di pepe.
Infine aggiungi il pecorino grattugiato ed emulsiona con l’olio. Aziona nuovamente il mixer, attivando la funzione pulse gradualmente (ricordati che il composto non deve essere super liscio, ma si deve percepire la texture come fosse stata realizzata al mortaio).

Trasferisci in un contenitore di vetro (specie se non lo usi subito) e irrora con un filo di olio in superficie.


E voilà…il pesto alla trapanese è pronto per essere gustato!



Buon Appetito da La Cucina di FeFè!



Conservazione
👉Conserva il pesto alla trapanese in frigorifero per massimo 3-4 giorni all’interno di contenitori ermetici per preservarne freschezza e sapore.
👉Puoi congelare il pesto per 2-3 mesi.
Consigli, note, variazioni e suggerimenti
🟣*Sbollentare i pomodori è un passaggio facoltativo, ma super consigliata per due motivi: il primo aiuterà a spellare più facilmente i pomodori e l’altra a rendere il pesto più vellutato.
🟣**Sbollentare le mandorle è un altro passaggio che puoi saltare se desideri velocizzare il procedimento, utilizzando delle mandorle già pelate. L’importante che si tratti di materie prime di altissima qualità, pena il risultato finale.
🟣La pestatura al mortaio è una scelta assolutamente facoltativa, ma se hai tempo la consiglio vivamente perché esalta la texture e il profumo degli ingredienti. Il mixer resta semplicemente l’alternativa rapida.
FAQ (Domande e Risposte)
1. Posso sostituire i pomodorini ciliegino con altri pomodori?
Si, puoi sostituirli! Nella ricetta tradizionale, la scelta del pomodoro dipende dalla disponibilità locale e stagionale in Sicilia, ma diverse altre varianti sono considerate altrettanto tradizionali o ottime alternative. Se non usi i ciliegini quindi, puoi usare i pizzutelli, i datterini, i Perini o San Marzano, che hanno molta polpa e pochissima acqua di vegetazione. Mentre quelli a grappolo o ramati vanno prima sbollentati, tagliati a metà e poi privati di tutti i semi e l’acqua di vegetazione interna. In questo modo la consistenza del pesto rimarrà densa, cremosa e grossolana.
2. Posso sostituire le mandorle?
Si, puoi utilizzare dei pinoli, nocciole o anacardi, ma ovviamente si perderà in parte il suo sapore tipico.

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